6 tipi di contenuto per la tua strategia di Digital Content Marketing

Vademecum su quelli che sono i parametri più importanti da rispettare in una strategia di digital content marketing

Alessio Sarnelli

Editor, Copywriter e Community Manager

Stephanie Chang, in un suo recente intervento, ha offerto una interessante relazione sull’utilizzo del digital content marketing da parte delle aziende e su quali siano le tecniche più esaustive nel massimizzare questo tipo di risorsa.

Ci ripromettiamo di affrontare a breve nel suo complesso la sua analisi, oggi però vogliamo proporvi una sezione del suo post che abbiamo trovato tanto sintetica quanto accattivante per descrivere cosa sia il DCM e come lo si programmi in maniera efficace.

Ogni azienda ormai vive nella costante esigenza di creazione di un universo di condivisione con i propri clienti. Quello della vendita non è più un processo che si riconduce al mero atto d’acquisto di un prodotto giacché l’acquisto stesso, in un mercato ridondante di offerte, è il prodotto di strategie di affiliazione e fascinazione dei possibili consumatori.

Lo schema piramidale che abbiamo appena visto va visto in funzione del processo di vendita di un prodotto o servizio, e mostra 6 tipi di contenuto adatti per affrontare il pubblico nelle diverse fasi del ciclo di vendita.

1) Awareness (Conoscenza / Prima Impressione)

La prima fase nel processo di produzione di contenuti riguarda la proposizione di materiale che introduca l’azienda al pubblico. In questa fase iniziale non è necessario puntare già al prodotto che si intende vendere, ci si focalizza sul creare una buona impressione sulla platea tale da inserirsi stabilmente nelle bacheche e pagine personali dei social network vigenti e nei circuiti di informazione. Siamo alla ricerca Like, Retweet e condivisioni.

2) Trigger ( Innesco pro-azione )

Nonostante dal grafico si intuisca come si sia ancora in una fase iniziale nel processo di vendita, con il triggering ci troviamo di fronte ad un primo cambio di passo in termine di produzione di contenuto. Una volta che il nostro brand è entrato nel mondo digitale dei possibili customer, arriva il momento di immettere contenuti che coinvolgano gli utenti in un processo di rimando attivo.

E’ consigliato stimolarli con argomenti che siano inerenti al settore di pertinenza, che sollevino necessità e bisogni la cui risposta siano i prodotti che abbiamo da offrire. Da un punto di vista tecnico è utile inserire nei contenuti pubblicati un link che riconduca alla pagina ufficiale dell’azienda o del prodotto stesso.

3) Search ( Ricerca / proposizione di risposta)

In questa fase la creazione di contenuti deve seguire una metodica di anticipazione rispetto agli interrogativi che un acquirente potenziale può sollevare nel momento in cui decide di volerne sapere di più rispetto al prodotto/servizio che si vuole fornire. Bisogna essere consapevoli di ciò che gli utenti potrebbero cercare nei motori di ricerca e quindi redigere post che rispondano alle key-words inerenti queste domande in modo da risultare più in alto possibile nella lista dei risultati.

4) Consideration ( Credenziali e Valore aziendale)

Siamo giunti ad una fase cruciale nel ciclo di vendita. Se si è agito correttamente in precedenza gli utenti sono consapevoli che hanno bisogno di quel particolare servizio prodotto che si intende proporre. E’ necessario però fare in modo che tra tutti i possibili concorrenti sia il nostro brand ad essere scelto. Per questo è fondamentale che tutti i contenuti redatti in questa fase svolgano una funziona di valore aggiunto alla nostra azienda.

5) Buy ( Vendita e promozione)

I contenuti immessi in questa fase sono abbastanza standardizzati. Siamo consapevoli che si è creata la domanda per il servizio/prodotto che la nostra azienda ha posto sul mercato, dobbiamo quindi creare contenuti altamente descrittivi ed informativi, nei quali spieghiamo con efficacia e semplicità tutto ciò che è destinato ai nostri potenziali acquirenti, esaltando i punti di forza che rendono la nostra offerta migliore di quella della concorrenza.

6) Stay ( Fidelizzazione & Customer Service )

Il marketing moderno prefigura come l’atto di acquisto di un bene non sia la fase finale di un processo di vendita. Il servizio clienti e tutte le misure di fidelizzazione di quote di mercato acquisite sono parte integrante della vendita di prodotto. A voler essere estremisti sono operazioni che consolidano e certificano un processo di vendita e garantiscono il buon esito per le attività future.

E’ per questo che sempre più spesso il DCM si sofferma su questa fase finale del ciclo di vendita nel quale i contenuti (esempio classico sono l’utilizzo dei social media al fine di customer service) sono volte all’instaurazione di un rapporto di fiducia e complicità tra azienda ed utenza.

Tiriamo quindi assieme le somme di quanto analizzato sin ora :

Sviluppare una strategia di content marketing significa mettere in essere comportamenti e competenze nelle quali contenuti e tempistica sono in stretta interconnessione. Un consiglio per ottimizzare una campagna consiste nel calendarizzare tutte le attività che si intendono pubblicare (del resto il digital content marketing prefigura la capacità dei professionisti di comportarsi da editori innanzitutto). Quanto più i nostri contenuti saranno omogenei, proposti con i giusti tempi e negli spazi più consoni, tanto più alte saranno le possibilità che il nostro brand faccia breccia nel mercato e si assicuri un giusto successo in termini di guadagno e reputazione.

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