3 cliché mentali da utilizzare per innovare

Conoscere i pensieri, le emozioni e i comportamenti comuni dei consumatori per fare un buon investimento

Koshiro
Romeo Lippi

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Se i cliché esistono è perché di solito contengono un fondamento di verità.

Scegliere la strada più trafficata non è sempre una cattiva idea, almeno secondo un recente articolo di Fred Wilson, venture capitalist ed autore del blog AVC.

Di recente Wilson ha illustrato 3 situazioni nelle quali seguire il buon senso comune – la saggezza convenzionale insomma – è proprio la strada giusta.

1. Mirare è meglio che sparare nel mucchio.

Fare network per cercare fondi nel venture capital è difficile, ma puoi salvarti e salvare i tuoi investitori dal perdere tempo pensando accuratamente alle aziende a cui vuoi rivolgerti con il fundraising.

C’è una tendenza a costruire una lista di venture capitalist famosi da coinvolgere, come se fosse per forza necessario che una società dal nome conosciuto partecipi all’operazione.

I grandi brand sono spesso dei buoni investitori, ma la loro brand reputation non ne fa necessariamente investitori ideali per il tuo business.

Meglio fare una lista di aziende specifiche che hanno più possibilità e interesse di partecipare al progetto, e concentrare i tuoi sforzi su questi gruppi piuttosto che fare tentativi a caso con i grandi nomi.

2. Meglio chiedere perdono che chiedere il permesso!

Chiamiamolo effetto Napster: prima è stato creato il servizio poi si è discusso di come regolarlo!

La tecnologia si sta muovendo velocemente e gli imprenditori esperti dovrebbero focalizzarsi prima sull’innovazione per poi identificare l’insieme di regole di quel settore.

Wilson afferma “È per questo che YouTube vince alla grande. Ha costruito l’audience ed un valore aggiunto che rende i propri servizi divertenti da usare. Adesso può decidere se e quanto lasciare l’iniziativa ai proprietari dei contenuti caricati.” Ci siamo recentemente occupati  di Lean Advertising su Youtube.

Nei casi in cui si sta esplorando un territorio nuovo, la cosa migliore da fare è stare con i piedi per terra e fare degli aggiustamenti passo passo. Anche perchè i competitor possono reagire bruscamente!
Basta guardare ad aziende come Uber, di recente al centro di una polemica con i tassisti e sta chiedendo supporto ai propri clienti/fan. (cosa sta succedendo?)

3. Le persone hanno paura di ciò che non conoscono

Wilson cita una sua esperienza di investimento: “una volta avevamo nel mirino un’azienda creata da poco tempo. Li incontrammo brevemente, diventammo utenti dei loro servizi, li promuovemmo a molti dei nostri amici, conoscemmo approfonditamente la loro squadra di manager.

Quando arrivò il momento di considerare un investimento, facemmo ciò che tutte le buone società di venture capital fanno: prendemmo il telefono e chiamammo dieci persone che conoscevamo veramente bene e di cui ci fidavamo per ottenere il loro punto di vista sui servizi della compagnia.

Praticamente all’unanimità non avrebbero mai usato il servizio. Non facemmo l’investimentoMa fu un enorme errore. Entro sei mesi, tutte le persone che avevamo contattato divennero clienti dell’azienda a dispetto della loro iniziale titubanza.”

Aiutare il cliente a superare la paura del nuovo

Wilson pensa che sia stato proprio lui a piantare i semi di questo cambiamento: ha fatto conoscere i servizi dell’azienda e sebbene all’inizio i clienti fossero rimasti impauriti (dichiarando che non avrebbero mai usato quei servizi) poi nella realtà lo avevano cominciato a fare.

“Quando hai una reazione unanime come questa stai interfacciandoti con la paura, e la paura dovrebbe essere interpretata positivamente non negativamente. Significa che tutti i nostri amici non hanno capito i servizi offerti e ne hanno paura. Probabilmente perché quel servizio era veramente forte e innovativo.”

Diventa quindi necessario per i nuovi business innovativi trovare dei modi (innovativi e non)  per aiutare il cliente a fare i primi passi nei propri servizi!

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