Gettate i vostri CV e iniziate a curare il vostro personal branding! [INTERVISTA]

Abbiamo parlato con Tommaso Sorchiotti, esperto di personal branding, recente co-autore del libro che ci insegna a promuoverci come se fossimo un'azienda

In un momento così difficile a livello occupazionale, soprattutto per quanto riguarda noi giovani, avere un momento di smarrimento è normale. Trovare un lavoro, accedere al credito, realizzare il proprio sogno, qualunque esso sia, è diventato quasi impossibile. Se da un lato, la rete sembra poter offrire strumenti e canali alternativi, per riuscire nell’impressa di vedere avverarsi i propri desideri, dall’altro non possiamo ignorare le minacce che un suo utilizzo improprio comporta in termini di immagine.

Avevamo già provato a dare qualche suggerimento con la discussione sul Personal Jobbing, cioè su come promuovere la propria professionalità con una ricetta a metà tra counseling e storytelling.

Per orientarci al meglio, nel mondo della promozione personale sul web, ai tempi dei social network, oggi abbiamo deciso di interpellare uno dei massimi esperti italiani in tema, Tommaso Sorchiotti.
Creativo, Digital Strategist e Blogger, Tommaso ha appena pubblicato insieme a Luigi Centenaro, un libro sul Personal Branding online. Gli abbiamo chiesto se fosse rivolto solo ai professionisti della rete e quanto sia importante la presenza online in termini di immagine e reputazione, perchè a quanto pare, sei bravo solo se te lo dice Google!

Possiamo chiederti come hai trovato il tuo ultimo impiego?

Come molti che hanno iniziato a lavorare e comunicare online le proprie capacità, le ultime volte che ho trovato lavoro o mi hanno cercato o sono stato segnalato. Mi ritengo fortunato perché è passato tanto tempo dall’ultima volta che ho cercato direttamente lavoro. Poi mantenere le relazioni, gestire i propri contatti, creare nuove opportunità può definirsi quasi un lavoro vero e proprio. Ma questo è un altro discorso…

Il personal branding riguarda solo ciò che facciamo online?

No, come Internet non viaggia solo in Rete ma ha anche conseguenze concrete, anche la comunicazione di se stessi, delle proprie capacità e delle proprie aspirazioni ha un impatto sulla vita off-line. Spesso si pensa che il Personal Branding “funziona” solo per i wwworkers, i lavoratori del Web e di Internet. Per gli “smanettoni”. Oppure per i creativi. Non è così.

Il personal branding è per tutti?

Sì, il Personal Branding è una modalità di proporsi adatta a tutti. Ma occorre che ognuno singolarmente parta dalle sue capacità, faccia un bilancio di competenze ed analizzi se gli obiettivi che si pone sono adatti alle capacità e alle risorse che intende investire.

Il CV tradizionale rischia di diventare uno strumento inutile?

Il CV rimane uno strumento attuale e quasi sempre valido. A patto di curarlo, mantenerlo aggiornato, renderlo vivo. I CV anonimi, standard e poco comunicativi difficilmente risultano efficaci.
Al contrario quelli sintentici, che magari rimandano online per approfondimenti sono consigliatissimi. Immaginiamo di linkare il portfolio di lavori o il blog dove parliamo di un argomento che può dimostrarsi molto rilevante per la posizione desiderata.
In quel caso il CV può diventare un ponte, un’opportunità stimolare interesse e comunicare con personalità i propri punti di forza

Quanto conta il personal branding per chi cerca investitori per la propria startup?

Tanto. In questo momento in cui tutti, almeno in apparenza, fanno startup, occorre differenziasi. Partire dalle persone del team, dal gruppo di professionisti, dalle storie personali. Lavorare sulla comunicazione di se stessi, imparare a presentarsi e a far arrivare in 3 minuti i concetti chiave diventa indispensabile anche quando si dovrà presentare la propria idea imprenditoriale, piuttosto che il prodotto o servizio su cui si sta lavorando.

Quanto conta la prima impressione sul web?

Conta tantissimo. Se pensiamo a tutte le volte che cerchiamo il nome di una persona su Google o sul social network che frequentiamo per capire “di chi si tratta”, di cosa si occupa o cosa ha condiviso, che immagine o che foto profilo utilizza. Nessun professionista oggi può sottovalutare il proprio biglietto da visita online, ossia i primi 10 risultati dei motori di ricerca.

Paga più un approccio scientifico o creativo?

La creatività paga sempre tanto. Essere originali e creativi è il miglior modo per conquistare l’attenzione.

Quali sono le opportunità offerte dal web per cambiare vita?

Domanda impegnativa. Il Web offre opportunità immediate, come ad esempio nuovi lavori, e opportunità potenziali, grazie alla sua capacità di amplificare a un pubblico enorme e interessato, una specifica offerta. La portata e la risonanza di ciò che viene condiviso può essere enorme.
Cambiare vita può essere inteso in svariati modi. A seconda delle aspirazioni di ognuno.

Conta più essere unici o costanti?

Entrambe. Essere unici conta per attirare l’attenzione, per colpire e rimanere impressi. Essere costanti, se i contenuti o i valori condivisi sono rilevanti, significa confermare di essere bravi, preparati, appassionati sulla materia specifica.

C’è il rischio di creare false aspettative?

Se si considera Internet come una bacchetta magica, se ci si lancia partendo dagli strumenti senza aver ragionato su se stessi, se ci si aspetta tutto subito, è facile creare false aspettative. Come in ogni cosa il talento conta per l’1%, il restante 99 è lavoro, allenamento e pratica.

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