La piattaforma made in Italy per condividere idee e progetti creativi, Cread.me [INTERVISTA]

Dove pubblicare la propria buona idea?

Esiste una piattaforma in cui la condivisione di contenuti creativi possa fare da vetrina e da stimolo ad altri creativi? E’ possibile fare tutto questo gratuitamente, nel pieno rispetto delle logiche che caratterizzano la rete?

Si, esiste! E si chiama Cread.me.

E’ da un bel po’ online e offre la possibilità di registrarsi gratuitamente; una volta connessi alla piattaforma si possono condividere pensieri, immagini, link, video, foto e disegni sul proprio profilo. Ogni utente può creare nuove amicizie, fare networking con altri professionisti della comunicazione e condividere i propri lavori. Una community di creativi aggregata per condividere le proprie esperienze e competenze al fine di promuovere metodi e processi creativi.

Incuriositi da un progetto tanto ambizioso e innovativo, abbiamo deciso di intervistare due tra i fondatori, Sasà Tomasello (Co-founder) ed Enrico Scognamillo. Volevamo saperne di più a tutti i costi e rispondere ad alcune domande tecniche (ma non troppo) sulla gestione di una piattaforma che, essenzialmente, mette al centro il fare comunità sulla creatività delle buone idee.

1) Ironicamente, ma neanche troppo, che rapporto avete con il copyright o meglio, come riflettete sul concetto di proprietà intellettuale voi che avete fatto della condivisione il vostro punto di forza?

“Per come abbiamo inteso il copyright in funzione della community, l’utente deve sentirsi libero di poter caricare e condividere sulla piattaforma tutti i lavori che vuole (purché siano di sua propria proprietà e non di altri, lì entra in gioco il concetto di “meme”, ovvero di segnalazione di un contenuto e la sua libera condivisione con gli altri utenti).

L’utente, quando carica un proprio lavoro, è libero da qualunque tipo di vincolo, pressione o versione premium (che lo costringerebbe a pagare per mettere “in mostra” la sua opera): non presta il suo operato, non rende a nessuno la sua creatività, non si deprezza il valore della sua opera ma, anzi, viene messo in una vetrina “a costo zero”. La sintesi tra libertà dell’unione fra copyright e creatività che siamo riusciti ad elaborare e concretizzare sono i contest. I contest su cread.me sono la massima espressione del rispetto di questi due valori per come li intendiamo noi.

Riusciamo così a mantenere il giusto equilibrio tra la proprietà intellettuale dell’utente della piattaforma che mostra i suoi lavori e le agenzie che hanno libero accesso ai lavori che il creativo decide di postare. Quando l’esito del contest è deciso, all’atto del pagamento del premio in palio, la proprietà del lavoro passa dall’utente a chi mette in piedi il concorso.

Cread.me si propone come tramite, non come detentore della proprietà, siamo una community, non una galleria d’arte. La legge parla chiaro: la responsabilità di quello che viene pubblicato è di chi pubblica, noi ci limitiamo a moderare (sopratutto per senso etico). L’unica cosa di cui siamo proprietari – e, urca, ne andiamo fieri, è il codice, il marchio e l’algoritmo che sta alla base di cread.me. Su quello il copyright è nostro, ci mettiamo tutto sul fuoco!”

2) Cosa vi ha ispirato nella realizzazione della vostra piattaforma? Qual è stato l’ insight in grado di scatenare l’idea creativa?

“Da diverso tempo, complice il tempo e l’esperienza accumulati lavorando a stretto contatto con i creativi e – soprattutto- essendolo noi stessi, l’idea di Creative Advisory ci girava per la testa. Creative Advisory – che poi abbreviato diventa proprio creAd – è essere dei consulenti creativi, non più statici, ma con un approccio differente, credo si possa definire “esplicito” verso i clienti. Tutto questo ovviamente significa mettere a disposizione la nostra esperienza a disposizione degli altri.

Il concetto di “creatività esplicita” nasce dalla trasformazione del famoso bollino “Parental Advisory” che si appone ai cd musicali e poi apparso nell’editoria. Lo stesso concept è stato applicato al logo che esprime a pieno la nostra concezione dell’essere creativi: un prodotto “esplicitamente creativo”, unico e che attiri l’attenzione del cliente! La versione finale del logo – che è poi diventata la nostra mascotte – racchiude in sé tutti questi concetti ed è ispirata al concetto di emoticon che tanto piacciono ai social addict come noi. Il logo riprende il gesto dello “shaka brah” il tipico saluto dei surfisti americani, riportato poi sulle scene da Ronaldino – un concetto che sà di condivisione, intimità e contatto diretto e che che ci è piaciuto talmente tanto da farne il nostro simbolo della community prima e, successivamente, è diventato brand e marchio di cread.me.”

3) Quali sono le logiche e i principi che vigono nel vostro macrocosmo? A quali dinamiche obbedite?

“Le logiche che governano cread.me si riassumono nella formula delle 3C: creatività, condivisione e conoscenza. Se ci aggiungiamo anche che per noi sono fondamentali la meritocrazia e nel rispetto, si ha un quadro completo di quello che è cread.me e quali principi governano la nostra community. Sembra un pò l’isola che non c’è per i creativi, ma è un pò quello che tentiamo di realizzare: un luogo per ritrovarsi a discutere dell’ultima campagna che ci ha colpiti ma anche dove sfogarsi se il capo non ha accettato la nostra campagna per Twitter e gioire laddove fosse avvenuto un miracolo e l’avesse accettata. Ed è successo realmente.

Se a questo si unisce la possibilità concreta di una vetrina dove esporre i propri lavori e le proprie competenze, il quadro è nitido. cread.me obbedisce alle dinamiche di un mercato in continuo divenire, dove domanda (le agenzie che fanno recruiting non-convenzionale, attraverso le segnalazioni di altri utenti, i contest che organizziamo sulla piattaforma o la toplist dei lavori più apprezzati) e l’offerta dei creativi si incontra e si “scontra”.

Cerchiamo di concretizzare tante dinamiche che avvengono al di fuori e sui social media, di canalizzare tutto questo in una piattaforma che fa anche da collante tra utenti e utenti e fra utenti ed aziende. Insomma, recruiting, co-working e networking sono termini molto utilizzati ultimamente, ma su cread.me prendono forma. Poi, basta venirci a trovare sulla piattaforma ed iscriversi gratuitamente, per rendersi conto che non sono solo parole ma che quasi mille utenti stanno già sperimentando tutto questo.”

Scritto da

Giovanna Napolano

Giovanna Napolano nasce a Napoli nel 1988 e si laurea in Scienze della comunicazione con una tesi in marketing.A diciotto anni scopre tra i banchi di scuola la materia che ... continua

    Condividi questo articolo


    Segui Kiyoshi .

    Amiamo ricevere i tuoi commenti a ideas@ninjamarketing.it