Ultima puntata di "Nei tuoi panni", ma le lezioni di business non finiscono qui

Nell'8° episodio intervengono anche il direttore generale e l'ad di Findomestic, che anticipano qualcosa sul futuro del progetto: a quanto pare le lezioni di business del reality non sono servite solo a noi



Un mese fa presentavamo l’innovativo format Findomestic del “docureality”, l’iniziativa di comunicazione che ha portato il reality in azienda e attraverso il quale abbiamo appreso, nel corso dei vari episodi, tante preziose lezioni di business. Dalla tecnica della vendita alla creazione dello slogan perfetto, passando per l’analisi dei clienti target per diversi prodotti, siamo arrivati a comprendere anche l’importanza di un buon servizio clienti per garantire fino al 95% di successo delle relazioni commerciali che nascono con l’azienda.

Il tutto è stato realizzato all’interno di un gioco intelligente ed estremamente interessante che aveva uno scopo preciso, quello di catturare l’attenzione del cliente attraverso uno scambio di ruoli ed di empatia, iniziato con queste parole: “In Findomestic ci mettiamo ogni giorno nei tuoi panni. Per dimostrarlo, abbiamo messo te nei nostri: 7 giorni, 18 consulenti, 3 giudici, 6 clienti. Un solo vincitore”“.
Vincitore che finalmente scopriamo con l’ultima puntata della serie, una puntata speciale visto che sono presenti anche il Direttore Generale, Laurent David, e l’amministratore delegato, Chiaffredo Salomone, che oltre a tirare le somme, accennano ad una evoluzione del progetto…

Finisce così la serie web tv di Findomestic, anche se, come accennavamo anche prima, è evidente che il cammino di “Nei Tuoi Panni” non termina esattamente qui, perché dall’eredità raccolta con questo grande lavoro, oggi Findomestic conquista nuovi stimoli e intende rielaborarli per offrirli prossimamente ai suoi clienti. Staremo a vedere in che modo.

Intanto però abbiamo voluto che per quest’ultima puntata fossero i giudici del reality a fare le considerazioni finali sull’esperienza appena conclusa. Abbiamo imparato a conoscerli già tutti durante gli scorsi episodi, ma ecco come Alessandro Benedetti, Gianluca Drudi e Silvia Vieri si sono espressi sul tutto il percorso di “Nei Tuoi Panni“.

Quali sono stati i fattori principali che hanno condizionato i tuoi giudizi verso i concorrenti durante tutte le prove condotte nel reality?

A.B.: “La capacità di al tempo stesso di mettersi nei nostri panni e in quelli del cliente, quale che fosse la prova”.

G.D.: “Prima di tutto una premessa , giudicare i clienti è stata un’esperienza realmente appassionante.
I fattori principali che hanno guidato il mio giudizio e che ha fatto discutere, a volte, anche noi giudici sono stati la creatività , la capacità di comunicazione ma soprattutto la voglia di mettersi nei nostri panni e pensare alle offerte come facciamo noi ogni giorno , mettendo il cliente al centro”.

S.V.: “Soprattutto la capacità di “mettersi nei nostri panni” non dismettendo i propri. In Findomestic, circondati da colleghi e troupe, nel clima di eccezionalità che ha caratterizzato i giorni passati insieme, i Clienti hanno dovuto fare uno sforzo per mantenersi tali, pur cercando di mettersi dall’altra parte. Ho dato valore a chi è riuscito meglio a portare le proprie esigenze con coraggio e voglia di comunicare e trovare una soluzione insieme”.

L’obiettivo del format proposto era quello di far mettere i clienti nei panni dei consulenti: in quali prove ritieni che questo sia emerso maggiormente e perché?

A.B.: “Le prove vertevano su varie attività, quelle di marketing, ma anche la vendita e il post vendita. Credo che la prova del recupero credito sia stata quella che maggiormente li ha ingaggiati, anche perché credendo di parlare con veri clienti erano pienamente nella parte. Anche in quella difficile circostanza però sono stati capaci di affrontare la prova con lo spirito giusto”.

G.D.: “Sicuramente lato prodotto nella prova di creazione del prestito personale e nella conseguente prova di vendita.
Tutti i clienti hanno lavorato con un obiettivo , quello di soddisfare esigenze dando soluzioni di credito, qualcuno è andato anche oltre con proposte innovative, insomma quello che i nostri consulenti hanno nel DNA quando lavorano sui prodotti.
“The last butnot the least” la prova recupero crediti , proprio questa prova ha trasmesso l’importanza della relazione in tutti i momenti di vita del rapporto con il cliente”.

S.V.: “Nelle prove di costruzione dell’offerta Prestito Personale e nella prova Recupero. Nella prima c’era il sogno e nello stesso tempo lo stupore di scoprirlo fattibile, nella seconda c’era da sporcarsi le mani e fronteggiare situazioni difficili. Cielo e terra, se la sono cavata egregiamente! Bravi!”

Invertiamo di nuovo i ruoli e per un attimo mettiti nei panni del concorrente: in quale prova ritieni sarebbero emerse le tue migliori qualità rispetto agli obiettivi del reality e in che cosa, invece, avresti eventualmente peccato?

A.B.: “Occupandomi di marketing la mia risposta deve essere ovvia: le prove sull’offerta. La mia peggiore performance avrebbe potuto essere…nessuna! un po’ di autostima via…”

G.D.: “Sicuramente sarei stato bravo in tutto … a parte gli scherzi fossi stato io un concorrente “cliente” non credo sarei riuscito ad essere così performante come hanno dimostrato di essere tutti e 6 ognuno con il proprio modo di essere, quindi complimenti a tutti loro”.

S.V.: “Mantengo la capacità di mettermi in gioco, con curiosità, sono competitiva e mi piacciono le prove a solo. Se non lo facessi di mestiere, direi che la prova della costruzione dell’offerta Prestito sarebbe stata perfetta per me! Al contrario, mi sarei un po’ persa nella prova della Carta: scegliere la modalità fine mese o revolving sulla base della tipologia di acquisto… lo faccio d’impulso con la consapevolezza di quanto ho sul conto! ma talvolta con criteri che sembrano poco razionali per chi mi vive accanto! Provate a chiederlo al mio compagno!”

Io personalmente ho trovato la serie “Nei Tuoi Panni” davvero creativa e stimolante.
Sin dalla prima puntata sulla quale ci siamo soffermati, non a caso ho voluto insistere sulla realizzazione di questo particolare format come esempio di nuova comunicazione d’impresa per parlare dei valori della trasparenza e dell’integrità, costruendo di volta in volta un parallelo tra le prove e gli obiettivi del gioco e le lezioni di business che chiunque poteva trarre a prescindere dal contesto particolare in cui ci siamo trovati con Findomestic. Quindi, punto di vista marketing a parte, mi piace poter proporre questo lavoro all’interno di esperienze e casi studio che possano risultare utili alle imprese italiane e mi auguro lo siano davvero per tutti noi.

Lascio a voi le altre considerazioni in merito sulla proposta di Findomestic.



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