Fashion Camp 2013: Ninja Marketing intervista Arianna Chieli

Tra handmade e innovazione, il Fashion Camp secondo la sua art director Arianna Chieli




Il Fashion Camp, l’appuntamento annuale dedicato a moda e nuove tecnologie, torna a Milano, il 7 e l’8 giugno, alla Cattedrale di Fabbrica del Vapore. Come vi avevamo preannunciato il tema di questa edizione sarà il connubio tra handmade e innovazione, con un programma ricco di workshops gratuiti da non perdere.

Per saperne di più abbiamo intervistato Arianna Chieli, art director dell’evento:

Ciao Arianna! Il Fashion Camp è giunto alla quarta edizione: cosa dobbiamo aspettarci in più rispetto alle precedenti, e quale sarà il filo conduttore di quest‘anno?

Abbiamo fatto un grandissimo lavoro di ricerca per presentare e far conoscere alcune delle più interessanti realtà riferite a fashion e nuove tecnologie. Il nostro intento resta sempre lo stesso: fare networking e permettere alle persone che hanno interessi in comune di incontrarsi: moda e nuove tecnologie. Il filo conduttore sarà proprio questo: il valore del digitale applicato al mondo della moda, una grande opportunità per tutto il comparto e la fotografia di un mondo che sta cambiando e che in molti casi è già cambiato.

Artigiani 2.0 e designer della filiera corta: il futuro della moda è l’handmade?

L’Italia ha un know-how fortissimo di artigianalità. Il fatto a mano, la cura dei dettagli, la sapienza secolare che si tramanda è qualcosa che ci rende diversi da tutti gli altri. un valore forte sul quale puntare. Il futuro della moda però passa anche per tutte quelle nuove professioni fortemente connesse con il 2.0. La moda si fa, ma si racconta anche ed è qui che entrano in gioco i bloggers.

Sapienza antica, manualità, tradizioni: bastano per affermarsi o ci sono altre competenze chiave da acquisire?

il vero plus è dato dall’incontro tra due mondi: quello legato alla tradizione e quello della rete. E’ impensabile oggi lavorare senza avere una strategia legata al digitale, che non vuol dire avere un sito internet, ma avere la conoscenza degli strumenti che ti permettono di capire l’architettura emotiva della rete.

Quali sono le nuove figure professionali su cui puntare per veicolare l’eccellenza creativa del Made in Italy?

Sicuramente i designers perchè sono loro che inventano, ma anche tutte quelle professioni artigianali legate all’unicità del capo. Servirebbe un intero ministero per valorizzare il Made in Italy. Siamo il paese più ricco di storia, cultura, luoghi meravigliosi, cibi incredibili, talenti pazzeschi ma non sappiamo valorizzarci. Se fossi al ministero del turismo progetterei una guida dedicata a Food&Fashion scaricabile da ogni portale di turismo legato all’Italia. E poi ancora come app gratuita. Promozione del Made in Italy 2.0.

Che ruolo hanno invece i fashionbloggers?

I fashionbloggers hanno il ruolo di raccontare la moda attraverso il proprio punto di vista, Sono in tutto e per tutto delle fonti dalle quali attingere per avere notizie su nuove collezioni, manifestazioni legate al settore, sfilate, presentazioni. Attraverso uno sguardo mediato rappresentano il trait-d’union tra la gente e la moda. Sono- siamo- ragazze normali con una grande passione e una nuova professione in mano. I bloggers fotografano, scrivono, realizzano video, creano conversazioni e focalizzano l’attenzione su un oggetto, un movimento, una tendenza. Credo che la moda debba molto ai fashionbloggers.

Come si è evoluto, nel corso delle varie edizioni, il rapporto con i designer, i blogger e gli altri soggetti che gravitano attorno al Fashion Camp?

Stiamo crescendo, piano piano. Con grande umiltà. Ma il rapporto resta quello iniziale, di trasparenza e coesione. Alla fine FashionCamp è anche una grande festa, un momento corale e collettivo dove dopo tanto virtuale ci si stringe la mano e ci si abbraccia. Un grande valore aggiunto, perchè siamo fatti di carne, pelle, odore. E abbiamo bisogno del contatto.

Grazie ad  Arianna per l’intervista.  Vi ricordo che l’appuntamento è per il 7 e 8  giugno a Milano.