Youtube introduce i contenuti premium con i canali a pagamento

Il colosso dello streaming video ha da poco introdotto alcuni canali a pagamento con sottoscrizione mensile che offrono contenuti esclusivi e sono liberi dalla pubblicità

Sulla cresta dell’onda del successo di servizi di streaming a pagamento come Netflix e Hulu, anche Youtube ha deciso di muovere alcuni passi in questa direzione. Da alcuni giorni, infatti, sono presenti alcuni canali a pagamento. Per ora ce ne sono 53 di 30 editori diversi: da National Geographic a DHX, casa di produzione canadese rivolta ad una molteplicità di target (bambini e contenuti retrò).

Lo spettatore avrà a disposizione 14 giorni in cui potrà giudicare i contenuti gratuitamente. Dopodiché, per continuare ad accedervi, dovrà sottoscrivere un abbonamento del costo di 0.99$ al mese che verranno prelevati dall’account Google Wallet (il Paypal di Big G).

Questa scelta deriva dal desiderio dei proprietari dei canali di vedere una maggiore ritorno per i contenuti offerti e, di conseguenza, di dargli un maggiore valore economico.

D’altro canto, gli utenti avranno a disposizione canali dedicati a diversi argomenti che offrono contenuti esclusivi.

Gli editori hanno già dichiarato che ne apriranno alcuni con maggiori costi mensili, ma che conterranno anche intere librerie cinematografiche. E’ il caso di Bigstar Movies che offrirà completo accesso alla sua produzione indipendente.

Questo sancisce la nascita di una forma d’intrattenimento sempre più a metà tra la televisione e la mera fruizione del contenuto in streaming. Gli utenti avranno così a disposizione anche programmazioni originali (direzione presa da Netflix con House of Cards e altre serie), saranno liberi dalla pubblicità dalla quale si tuteleranno grazie all’obolo versato mensilmente e godranno della possibilità di disporre dei contenuti quando più si desidera. Senza considerare l’ambiente sociale che circonda tutta l’esperienza di visione.

Inoltre, i produttori avranno un ritorno netto (circa il 50% del prezzo della sottoscrizione), grazie all’utilizzo di una piattaforma che non necessita di gestione (di cui si occupa il colosso di Mountain View) e che offre personalizzazione, alta attenzione all’utente e la possibilità di misurare in maniera precisa il feedback degli spettatori che solo i social media sanno offrire.

Per ora questi canali sono disponibili solo su suolo americano, il più fertile al momento vista la consolidata presenza di servizi simili, ma stiamo sicuri che il mercato della fruizione video (e audio – in Italia è già arrivato Spotify) si muoverà sempre più in questa direzione in tutto il mondo. Non ci resta che aspettare.