Social media: tutte le personalità racchiuse dietro un account

Scopriamo quali sono le mille ed una personalità che si nascondono dietro gli account sparsi in giro per la rete

Sui social network convergono talmente tanti utenti da mandare al manicomio persino il social media manager o il community manager più paziente. E se vi svelassimo le personalità più disparate che si celano dietro gli account più innocui?

La gamma di personalità presenti online individuate da una serie di studi condotti da diversi istituti di ricerca d’oltreoceano è veramente vasta e soprattutto intercambiabile: chi trascorre molto tempo su Facebook non vuol dire che frequenti altrettanto spesso Twitter.

La diffusione capillare del mobile, inoltre, ha dilatato in modo esponenziale il tempo che gli utenti passano sui social media modificandone anche le abitudini di vita e personalità.

Ma a chi si occupa di social media, community e customer care cosa interessa la questione della personalità? Facile:

  1. migliore conoscenza dei propri pubblici di riferimento
  2. miglioramento dei servizi
  3. i vostri utenti rispondono alle vostre strategie tramite le loro azioni, ascoltateli!

Andiamo a dare un’occhiata, nello specifico, alle diverse tipologie di modi di essere che si nascondono dietro la rete di account che attraversa il web:

Gli Ultras del Social

Controllano maniacalmente le notifiche, hanno decine di applicazioni per accedere allo stesso social (solitamente Facebook o Twitter).

Sono gli stessi che vanno in crisi se la connessione del loro smartphone perde colpi mentre sono immersi a 10.000 piedi sotto il livello del mare – nella fossa delle Marianne, per intenderci – o se non riescono a condividere la loro foto su Instagram mentre scalano la vetta dell’Everest, ovviamente in diretta!

Tra di loro c’è una sottospecie identificata come i Negazionisti: sono quegli utenti che dichiarano di non lasciare che i social media influenzano la loro vita ma che appena voltano l’angolo smanettano all’impazzata giurando al social di turno “non ti lascerò mai più“.

Gli Irregolari e i Fantasmi

Esiste una moltitudine di individui iscritti ai social più popolari che poi lasciano i propri account inattivi per settimane se non per mesi. Questi possono essere individuati nei così detti irregolari del social. Nella categoria possiamo inserire anche i paurosi, quegli utenti che – in sostanza – hanno paura di partecipare alle conversazioni online.

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Ci sono poi i fantasmi ovvero coloro che si sono visti rubare i dati personali da Batman e Superman per mascherare la loro identità digitale ed hanno paura che succeda nuovamente. Insomma, i fantasmi creano profili anonimi per non essere riconosciuti online.

Qualche fantasma, inoltre, evolve (come i Pokemon, per intenderci 😆 ) nel cosiddetto mutaforma ovvero l’utente che, non contento dell’anonimato del suo profilo anonimo, crea altri account per restare invisibile ai radar della Cia e dell’Fbi messi assieme.

Gli Informatori e i Quizzers

Ovvero rispettivamente coloro che tendono a scovare la notizia prima di tutti e lanciarla sul web, i primi, e quelli che lanciano domande a raffica (nemmeno fossero discendenti diretti di Mike Buongiorno) per non restar tagliati fuori dalle conversazioni e quindi condannati alla gogna social.

I pavoni e i novizi

Tra le ultime, ma non meno importanti, personalità di spicco tra le tante sono i cosidetti Niubbi del social, di fatto delle vergini votate ai social network che tentano di capire il funzionamento della varietà impressionante di pulsanti di condivisione che esistono e che, dopo una serie di social fail, riescono a capirne la natura e scompaiono nel cyberspazio.

E poi ci sono loro. Ebbene si, esistono anche sul – e soprattutto, se si può aggiungere – web: i cosidetti pavoni, quelli che “più fan hai, più sei figo”, “il mio klout è più grande del tuo” e così via. Li conosciamo tutti, e tutti ce ne teniamo alla larga: insomma, quelli che misurano la qualità di un professionista dal numero di fan e non dal contenuto e che l’unico indice che conoscono è quello della popolarità.

Bene, voi a quale di queste categorie appartenete? Siamo curiosi di scoprirlo :)

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