Vine per videomaker: esercizi video e mecenatismo digitale

Frammenti di video: come sono utilizzati e come potremmo utilizzarli su Vine.

Prima di Vine c’erano il kinetoscopio di William Dickson che realizzava video di cinque secondi,  le installazioni di video arte in un loop infinito, e, tuttora ci sono, le Gif su 4chan : simpatiche, volgari e irriverenti.

In Vine c’è la storia, il ciclo continuo e la voglia di sorprendere: ci sono anche tantissimi adolescenti, gattini e bambini (basta dare un’occhiata a Vinepeek o Vineroulette), ma qualche stranezza qui e là ogni tanto emerge. In questo marasma di egocentrismo manovrato da cheerleaders occhi azzurri e capelli biondi, ricette in 6 secondi e cani coccolosi c’è anche spazio per la creatività.

In Vine la vena artistica  non si dimostra andando oltre le regole imposte, bensì servendosi degli stessi limiti del mezzo (basti pensare al limite temporale dei 6 secondi) per creare qualcosa di diverso o, perlomeno, spettacolare.  Per rimanere su questa linea vi elenchiamo alcune opportunità date da questo mezzo, a cui magari non avete mai pensato.

La Stop-motion a portata di mano

Così per come è ideata la piattaforma, l’utilizzo della stop-motion è quasi d’obbligo per sottolineare i momenti salienti per cui vale la pena offrire testimonianza. Inoltre Vine ti permette di ricorrere facilmente a questa tecnica, quindi perché non sperimentare e provare  effetti semplici come questo?

Esercizio di sintesi: il tweaser

Prendete esempio dal canale Retweaser. Riprendere i classici del cinema e condensarli in piccolissimi frammenti: Pulp FictionLo Squalo, Il Grande Lebowski, ecc. Dite che potreste creare un canale tutto vostro e rimaneggiare il passato un po’ sulla scia dei Corti di Elio e le Storie Tese? In fondo c’è da dire che anche il teaser da sei secondi (ribattezzato tweaser) non è del tutto da sbeffeggiare, considerato il fatto che Wolverine è stato sponsorizzato in questo modo.

Trovarsi un mecenate grazie ad un hashtag

Basta un hashtag e il tuo video su Vine potrebbe essere comprato da un mecenate dell’arte digitale.  Bisogna solo caricare il video, usare #SVAES (ossia  Shortest Video Art Ever Sold) e potresti essere riconosciuto a livello internazionale come artista Vine (peraltro guadagnando 200 dollari).

Per darvi un’idea degli artisti premiati, la prima è Angela Washko che, in Tits on Tits on Ikea si inerpica in un’acida riflessione sul mondo elettronico legato alla sessualità, il secondo video premiato invece è di Yung Jake, per cui non sembra esserci una particolare dietrologia, infatti l’atto rappresentato è molto semplice: la scoperta di un quadrifoglio. Kiara Ellis l’avrà comprato per assicurarsi una fortuna eterna?

Intanto è bene guardarsi intorno e vedere cosa i nostri concorrenti VINEomakers combinino! Ad esempio il Tribeca Film Festival, organizzato da Robert De Niro, ha riservato una fetta del festival proprio agli appassionati di Vine: infatti caricando video con l’hashtag #6secfilms si entrava a far parte, a pieno titolo, della competizione. Vine quindi non può essere un ottimo strumento per pubblicizzare i nostri lavori?

Voi avete in mente altre opportunità che Vine potrebbe offrire? Tenete ben in caldo le domande, il prossimo post sarà sui nostri consigli per il VINEomaking!