The Funny Stories: le figuracce diventano social [INTERVISTA]

Le nostre peggiori prestazioni sociali sonopane per gli internauti. "The Funny Stories" cerca di raccoglierle sul suo canale YouTube.

Cari Ninja, siete in cerca di un nuovo canale YouTube al quale iscrivervi per aliettare le vostre giornate? The Funny Stories è ciò che fa per voi!

Nato da un’idea di Nik Bello, il progetto è un condensato ironico di filmati in pillole da uno o due minuti, che vedono come protagonisti persone comuni ma anche personaggi dello spettacolo e dello sport. Il tema centrale? Le figuracce peggiori che ci si possa ricordare.

I momenti più intimi e a volte piccanti, quelli che accomunano tutti, quelli di cui ci vergogniamo e che invece vengono raccontati in prima persona dai protagonisti e condivisi con la rete.

Su YouTube come sulla pagina Facebook ufficiale di “The Funny Stories”, potete godervi questi concentrati di esilaranti racconti. Storie come quelle della Iena Matteo Viviani alla sua prima serata come stripper; il primo servizio di Valerio Staffelli di Striscia La Notizia alle prese con il giornalista Eugenio Scalfari. Ma anche tante storie di persone comuni.

Il progetto si accinge ad arrivare alle 100 mila visioni complessive dopo solo un mese dalla sua creazione. Con due video in uscita ogni settimana, The Funny Stories vuole diventare un grande Database di storie divertenti e gaffe.

Oggi ne parliamo proprio con il suo ideatore, Nik Bello!

Ciao Nick, grazie per questa intervista! Guardando i video colpisce subito la presenza di persone comuni tra gli ‘storyteller’. Da dove arriva la scelta di coinvolgere anche personaggi non noti al grande pubblico?

In realtà il progetto nasce proprio per dar voce alle persone comuni ed è la storia che viene raccontata a fare da protagonista. In questo progetto i VIP si mischiano alle persone comuni perché anche i personaggi famosi sono persone comuni. Presto arriveranno tante Youtube Stars che abbiamo coinvolto ed hanno accettato di buon grado.

Cos’è più virale? La figuraccia o il personaggio?

Il personaggio sicuramente è l’esca per attirare il pubblico, poi però ci dev’essere qualcosa di interessante da vedere. Quello che mi piace delle figure di mXX è che molte volte il racconto di altri lo rivediamo in noi stessi oppure ci è capitato qualcosa di simile e quindi ci porta a creare uno scambio di informazioni legate a questo argomento. Al giorno d’oggi si parla spesso di problemi in maniera tragica quindi trovo che sia bello anche parlare dei “piccoli” problemi della vita quotidiana con leggerezza e ridendoci su. C’è bisogno di sdrammatizzare!

Non basta però il video o il volto noto, c’è anche bisogno di strategia. Per questo ho deciso di collaborare con Daniele Montemale (@viralavatar), social media strategist e strategic planner. Da Berlino, dove vive, mi aiuta a pianificare le tattiche migliori per il progetto e abbiamo riunioni settimanali per coordinarci. La distanza non è davvero un problema.

Il web ha scalzato molti format televisivi, ma la candid camera, lo humour, la parodia, paiono indistruttibili. Cosa ne pensi?

Secondo me la televisione rappresenta la tradizione e il web l’innovazione; col tempo forse la televisione sarà soltanto uno “stile” e TV e internet si troveranno gomito a gomito sulla stessa piattaforma. Lo humour è forse il linguaggio più efficace per i video “virali” ovvero quelli trasmessi dallo scambio spontaneo tra gli utenti. È chiaro che se scopro un video divertente sul web lo condivido per far ridere anche i miei amici, in fondo ridere è bello e se posso con un click rendere più leggera la giornata ad altre persone non esiterò di certo a farlo…

Credi che un progetto del genere sarebbe trasportabile nei palinsesti televisivi?

Probabilmente sì, ma è l’ultima cosa che farei in questo momento. Mi piace l’interattività e la possibilità da parte degli iscritti di poter mandare loro stessi i contenuti e che li vedano messi online dopo pochi giorni. L’obiettivo di questo progetto è anche quello di creare una forma di intrattenimento facilmente fruibile, senza bisogno di concentrarsi troppo sull’immagine. Queste pillole di poco più di un minuto possono tenere compagnia anche in movimento, in situazioni in cui non abbiamo la possibilità di vedere bene lo schermo ma possiamo anche solo ascoltarne l’audio come in tram, in coda alle poste o in una pausa al lavoro. Per questo The Funny Stories, secondo le statistiche, sta funzionando molto bene sui dispositivi mobile.

Grazie a Daniele e Nik per la disponibilità!