Facebook stories: sopravvissuto ad Auschwitz ricerca fratello gemello

Menachem Bodner, sopravvissutto ad Auschwitz, ha deciso di utilizzare Facebook per cercare il suo fratello gemello dal quale è stato diviso dopo la liberazione

In “Ogni cosa è illuminata” Jonathan Safran Foer racconta di Jonathan, un giovane americano che va in Ucraina in cerca della donna che salvò la vita a suo nonno durante le deportazioni naziste. Il romanzo e l’omonimo film si dispiegano su una linea temporale di alcuni giorni e su chilometri di strada.

Nella linea temporale che è la Timeline di Facebook, invece, è affiorata un’altra storia che ha avuto origine in Ucraina più di settant’anni fa e che oggi gira il mondo attraverso la rete.

Il protagonista è Menachem Bodner, sopravvissuto ad Auschwitz, e la ricerca è rivolta a suo fratello gemello, dal quale è stato diviso dopo la liberazione, all’età di quattro anni.

Oggi il settantatreenne Menachem vive a Tel Aviv e, un anno fa, ha deciso di rivolgersi alla genealogista Ayana KimRon per cercare suo fratello Jeno, detto Jolli. Dopo molti vicoli ciechi e difficoltà, si sono resi conto che l’unico modo di identificare un superstite dei campi di concentramento è il marchio lasciato dai tedeschi su ognuno dei prigionieri.

Facebook ormai viene usato per fini di ogni tipo, così Menachem e Ayana hanno deciso di aprire una pagina intitolandola col numero tatuato sulla pelle di Jeno: A7734 (il successivo di Menachem, A7733). La speranza è che il passaparola e le condivisioni portino in qualche modo la notizia al gemello che, riconoscendo il numero, potrà così mettersi in contatto col fratello che lo cerca.

Nella pagina Ayana ha caricato le foto di Jeno che sono fortunatamente rimaste a Menachem e condivide aggiornamenti contenenti novità sulla ricerca.

La pagina sta facendo il giro del mondo e oggi conta più di 35.000 like.

Utenti da tutto il mondo lasciano messaggi, preghiere, auguri di riuscire in questa missione e aiutano a condividere la pagina perché l’informazione si diffonda a macchia d’olio.

La genealogista che ha deciso di aiutare Menachem nella sua ricerca e che ha avuto l’idea brillante di sfruttare il potenziale del social per farlo, ha affermato:

“Gli ho promesso di trovarlo e, vivo o morto, riuscirò a trovare suo fratello”

E anche noi auguriamo a Menachem di trovare Jeno dopo tutti questi anni. Speriamo che la potenza dei social network porti ad un lieto fine!