Twesume, il curriculum vitae ora sta nei 140 caratteri di Twitter

L'uso di Twitter come strumento per l'offerta e la domanda di lavoro e i consigli per una "Twitter ricerca" di lavoro di successo

Siete alla ricerca di lavoro? Passate in rassegna quotidianamente le bacheca e i siti con gli annunci? Vi candidate senza avere successo e spesso neanche una risposta?

Oppure siete dall’altro lato della scrivania, stufi di ricevere tonnellate di curriculum vitae e mail di presentazione standardizzate e irrilevanti e di non riuscir a trovare i migliori candidati che fanno al caso vostro?

Allora non avete ancora provato ad utilizzare in modo efficace Twitter! E’ vero, i social network stanno rivoluzionando anche il mondo del recruiting e della risorse umane – basti pensare a Linkedin o, come vi avevamo raccontato un po’ di tempo fa, alle possibilità di creare CV di rottura ed effetto in versione 2.0 – ma finora Twitter non è mai stato utilizzato, almeno in Italia, come un vero e proprio luogo di incontro tra l’offerta e la domanda di lavoro.

Invece proprio Twitter, come evidenziato da Rachel Emma Silverman e Lauren Weber in un recente articolo apparso sul Wall Street Journal, sembra essere lo “strumento rivelazione” sia per coloro alla ricerca di lavoro che per i selezionatori alla ricerca di figure professionali e talenti. Ma come? Scopriamolo insieme :)

Twitter: un CV e un nuovo modo di farsi notare e trovare per i candidati

Nel mercato del lavoro, oltre a selezionatori ed aziende, ci sono anche coloro che stanno dall’altro lato della scrivania e che a loro volta stanno iniziando a sfruttare Twitter per cercare e trovare lavoro. In che modo? Realizzando i cosiddetti Twesume, ossia  CV in 140 caratteri o in video Vine di 6 secondi in cui riassumere le loro competenze, esperienze ed abilità!

Utilizzare Twitter per la ricerca di lavoro può essere però un po’ “tricky” soprattutto perchè nel social network l’identità lavorativa si mischia e combina spesso con quella personale. Per poterlo sfruttare al meglio ecco alcuni semplici ma utili consigli:

  • Seguite le aziende di vostro interesse, le persone responsabili della selezione del personale e gli stessi impiegati
  • Re-tweetate, rispondete, cercate il dialogo e l’interazione
  • Curate e sfruttate il vostro profilo, utilizzando la descrizione per comunicare che siete alla ricerca di nuove opportunità e scegliendo un’immagine che vi rispecchi positivamente e professionalmente
  • Siate voi stessi, non escludete i tweet personali. I selezionatori utilizzano queste informazioni per capire come potreste relazionarvi e comportarvi con i colleghi ed in team
  • Create un CV in 140 caratteri, ossia una frase concisa che riassuma in modo semplice le vostre competenze, i vostri interessi e come un selezionatore può scoprire qualcosa in più su di voi, ad esempio linkando al vostro profilo LinkedIn. E mi raccomando, non dimenticatevi della nuova opportuntità offerta da Vine 😉

E’ ovvio che 140 caratteri non possono essere sufficienti per la scelta definitiva del candidato ma sono sicuramente una modalità originale ed efficace per entrare in contatto, relazionarsi con i selezionatori e farsi notare in modo semplice e diretto. A cui far seguire i più tradizionali mezzi di ricerca e selezione 😉

Twitter: una lente di ingrandimento per selezionatori, risorse umane e “cacciatori di teste”

Stufi dei soliti strumenti di ricerca e selezione, gli esperti delle risorse umane hanno iniziato a dirigersi su Twitter per cercare e trovare le figure prefessionali migliori. Ecco come sfruttano il social network:

  • postare annunci
  • individuare potenziali candidati attraverso le descrizioni di ogni profilo, le posizioni che ricoprono, chi sono i loro follower e chi i following, le eventuali liste in grado di identificare profili con le medesime competenze o settori di interesse
  • farsi un’idea in più sui candidati e la loro personalità, osservando come interagiscono, come si relazionano, come si esprimono
  • collegarsi ed entrare in contatto direttamente e rapidamente con loro

Anche se una parte di selezionatori e responsabili risorse umane rimangono scettici sull’utilizzo di Twitter (alcuni lo considerano meno efficace di LinkedIn, altri non sanno che “regole” seguire, altri ancora non sono sicuri che il proprio target utilizzi il social network), Twitter sembra essere uno strumento efficace per la ricerca di candidati a patto che ci sia una condizione fondamentale: l’interazione.

Come affermato nell’articolo apparso sul Wall Street Journal da Lars Schmidt:

Le aziende che falliscono nell’utilizzare Twitter per la ricerca di lavoro sono quelle che lo utilizzano solo per postare annunci senza interagire. Se inteso così, non è meglio di una bacheca di annunci di lavoro.

 

E voi? Cosa ne pensate? Avete già provato ad essere contatti per una proposta lavorativa o, all’opposto, avete già trovato qualche candidato ideale via Twitter? Fateci sapere :)

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