SMAU Business 2013: la cartina di tornasole dell'Italia

SMAU Business in bilico tra istituzione e innovazione deve decidere cosa diventare da grande

Dal sito web di SMAU:

SMAU è il più importante momento d’incontro tra i principali fornitori di soluzioni ICT e gli imprenditori e i decisori aziendali delle imprese e pubbliche amministrazioni e il mondo del canale ICT: un appuntamento in cui vengono raccontate tutte le principali novità in ambito tecnologico e le connesse implicazioni per il business derivanti dall’adozione di tecnologie digitali.

Siamo andati a curiosare nella tappa di Roma del 20 marzo se quanto riportato dal sito di SMAU sia appropriato o meno, a nostro giudizio ovviamente.

B2B: perché la prima impressione non è stata positiva…

Appena arrivati (non senza fatica viste le poche indicazioni trovate strada facendo…) lo spettacolo non è dei più invitanti, o meglio: siamo sempre davanti al solito schema fieristico ormai un po’ datato.

Compiuta la registrazione si può apprezzare come il padiglione dove si svolge la fiera sia idealmente diviso in 2 zone: quella del “business to business” e quella del “business to consumer”.

Obiettivamente la prima parte della fiera (quella business to business) non funziona proprio. I maggiori player del mercato, tra cui Cisco Systems e Microsoft, hanno affidato la rappresentanza dei loro stand ad alcune aziende partner: per quale motivo qualcuno si dovrebbe fermare di sua spontanea volontà a prendere brochure e chiedere informazioni su prodotti che stanno sul mercato da anni?

Mi sembra la stanca reiterazione di un modello piuttosto vetusto.

…e la presenza della PA è addirittura messa peggio

La presenza della Pubblica Amministrazione è garantita dallo stand di Roma Capitale al centro del padiglione espositivo. La presenza dell’Assessorato alle Attività Produttive al Lavoro e al Litorale (così si chiama) è motivato dall’investimento di Roma nelle politiche che la dovrebbero portare a diventare un modello di Smart-City.
Ma la strada sembra piuttosto lunga e piena di buche. Provate a chiedere a qualche cittadino della capitale! Lo Sportello Unico Attività Produttive inaugurato dall’amministrazione pubblica non molto tempo fa sembra un’iniziativa fine a se stessa se non fortemente pubblicizzata e sostenuta.

La delusione comincia a serpeggiare.

Se non che in questa prima sezione della fiera c’è la possibilità di vedere finalmente da vicino una stampante 3D di ultima generazione. Non faremo il nome del produttore, ma come Cisco e Microsoft alla fiera è presente un distributore e l’approccio non può essere che meramente commerciale senza quella componente di, passatemi il termine, visionarietà tipica di un brand produttore.

Alla domanda:”Bene, il risultato mi sembra gradevole e piuttosto preciso, ma il materiale con cui si crea l’oggetto 3D può essere riciclato e riutilizzato?” la risposta è piuttosto perentoria ed anche stupita della domanda:”Ma certo che no, si tratta di ABS*!”

Ma come? Non sapete cos’è l’acrilonitrile-butadiene-stirene, per gli amici ABS? Si tratta di un polimero termoplastico utilizzato per creare oggetti leggeri e rigidi! 😉

Un poco sconsolato provo ad addentrarmi nella seconda parte della fiera.
E per fortuna mi posso riprendere l’entusiasmo che mi era stato rubato dalla prima metà dell’esposizione.
Manco a dirlo, la ventata di aria fresca è portata dall’area delle startup.

Il Barcamper

Come per l’area che abbiamo definito business to business il fulcro, da un punto di vista logistico, era lo stand di Roma Capitale, nell’area business to consumer lo è il camper di Barcamper.
Mi soffermerò su 2 tra quelle che hanno colpito di più la mia attenzione.

1. Arianna

La prima, che si chiama Arianna, ha creato tra le altre soluzioni a portafoglio di questa dinamica e giovane software house:
Granny and the Thief, un bel gioco per smartphone di cui sentiremo parlare (cercatelo su store e web)
aCook, una app working in progress che promette di rendere social la dispensa che abbiamo tutti in casa e di unirla alla fantasia di ogni chef della community (cominciate a provarla mentre cresce)

Ho avuto l’opportunità di conoscere Salvatore Carlucci, suo Chief Operating Officer, ed il suo entusiasmo non può non colpire, soprattutto rispetto al piattume della prima parte dell’esposizione.

Una menzione d’obbligo va ad Emil Abirascid (nostro special guest quando abbiamo lanciato la sezione Business) che con il suo network Startupbusiness ha fatto sì che Arianna potesse essere presente alla vetrina di SMAU.

2. Alioth

La seconda, che si chiama Alioth, ha presentato la sua soluzione per la “domotica fai da te”: Infixit.

Un sistema che fa dialogare la nostra casa con la rete semplicemente sostituendo la vecchia placca luce con una placca evoluta, Infixit per l’appunto, ed il gioco è fatto. 
Gestibile con il proprio smartphone e completamente scalabile si può trasformare in un sistema di allarme, in un impianto di diffusione audio Wi-Fi, e/o in un telecomando universale per qualunque elettrodomestico, tutto connesso alla rete.

Il fondatore della startup Marco Tampieri, ex studente di ingegneria al Politecnico di Bari, sta cercando di poter attingere a dei fondi europei per investirli su ricerca e sviluppo: ha bisogno di integrare nel suo team un ingegnere elettrico, uno sviluppatore ed un designer.

Alla fine del tour attraverso SMAU la sensazione è che questo roadshow sia in un momento di transizione tra la sua veste istituzionalizzata, ma che si sovrappone ad altri eventi del genere senza averne la stessa forza politica (basti pensare al peso specifico del Forum PA che si tiene sempre alla fiera di Roma), e la sua veste più innovativa che probabilmente dovrebbe essere incentivata ancor di più visto che SMAU si caratterizza per il fatto che è un roadshow a più tappe per l’Italia tutta: Bari, Roma, Padova, Bologna e Milano.

Quello che vorrei chiedere a SMAU è un po’ più di coraggio: si tratta di una vetrina potenzialmente molto importante e valida per tutto il nostro Paese: non lo facciamo diventare l’ennesima occasione sprecata.

Il commento di Pierantonio Macola, Amministratore Delegato di Smau

In risposta al mio articolo, riceviamo un’email dagli organizzatori dell’evento, che ci segnala le parole di Pierantonio Macola a completamento del discorso fin qui fatto.

Molte aziende espositrici sono presenti direttamente, come ad esempio Vodafone, Lenovo, Intel e Fujitsu, altre invece scelgono di valorizzare la propria rete di partner sul territorio, tra le altre Cisco, HP, Infor, Microsoft e Telecom Italia. Questo perché per parlare alle imprese molti grandi player del settore scelgono di appoggiarsi alla proprio rete di partner italiani che, per prossimità geografica e “culturale”, sono maggiormente in grado di interpretarne le esigenze.

Perché parlare con loro, invece che direttamente con la casa madre? Perché se sei una impresa piccola e media, come la maggior parte delle realtà nel nostro Paese, è probabile che siano proprio le piccole e medie imprese come te a capire meglio di cosa hai bisogno per la tua azienda e non è sempre detto che l’ultima novità sul mercato sia quella più indicata, anzi, molto spesso gli imprenditori preferiscono basarsi sulle esperienze di chi, prima di loro ha già sperimentato con successo una determinata tecnologia, prima di fare il “passo”.

Ringraziamo perciò l’organizzazione di Smau per l’attenzione che ci rivolge e per averci voluto raccontare anche il suo punto di vista sull’evento.

Scritto da

Mauro D'Amico

Laureato in Marketing e Comunicazione d'Impresa a La Sapienza con una tesi sul rapporto tra Globalizzazione e Sostenibilità, lavora attualmente nel settore dell'Information ... continua

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