Panera Bread e la Rube Goldberg Machine [VIDEO]

La Rube Goldberg Machine è ormai da tempo parte della comunicazione e recentemente dell'advertising. Panera Bread ne capovolge il significato e ne fa uno spot. L'azzardo del "nuovo" e la tradizione convivono in questo spot come nel brand stesso.

Sicuramente non è questa la prima volta che ci imbattiamo nella Rube Goldberg Machine nel campo dell’advertising e probabilmente non sarà l’ultima.

Come ne ha già parlato Tim Nudd in un interessante articolo pubblicato su AdWeek.com, già circa 10 anni fa la Web Agency Wieden + Kennedy ha realizzato uno spot per Honda dal titolo “The cog” in cui la Rube Goldberg Machine era la protagonista del filmato. A seguire molti altri casi di advertising fino ad arrivare al più recente videoclip di grande successo della band statunitense OK GO:  “This too shall pass”.

La Rube Goldberg Machine prende il nome da Reuben Garret Lucius Goldberg, meglio conosciuto col diminutivo Rube, un fumettista satirico statunitense famoso per aver creato uno strumento di satira che utilizza la rappresentazione di macchine esageratamente complicate per il compimento di azioni semplicissime.

A questo punto è naturale chiedersi il perché la Web Agency Cramer-Krasselt ha deciso di realizzare uno spot con questo sistema narrativo, dato che per definizione tende a rappresentare ironicamente l’inutilità di produzioni complesse per lo svolgimento di atti semplici.

La risposta viene dal co-director di 1stAveMachine  Bob Partington che proprio nel Making of di Panera Bread spiega  cosa lega Panera Bread alla Rube Goldberg Machine, mettendo in relazione la complessità della “Macchina” con la rappresentazione della ciclica natura di un giorno nella vita di Panera e nelle difficili scelte che Panera deve fare per garantire la qualità del prodotto che offre.

Quindi la complessità della produzione in questo caso diventa un valore che viene rappresentato paradossalmente tramite un impianto narrativo che originariamente nasce per darne il senso opposto.

Un ottimo lavoro interpretativo nella riproposizione di modelli comunicativi diversi e opposti alle proprie esigenze narrative o semplicemente…?

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