Mauro Moretti: reinventare la creatività dopo 30 anni di esperienza [INTERVISTA]

Tra passione e lavoro, con uno stile eterogeneo e ricercato

(C) Danielo de Danilis - Mauro Moretti© Danielo de Danilis

Il matematico Henri Poincarè è l’autore di una tra le definizioni più condivise di creatività: “la capacità di unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili”: che si tratti di design, copywriting o product management, un processo creativo partorisce sempre qualcosa di innovativo (nuovo) e socialmente condiviso (utile). Essendo un utilizzo particolare dell’intelletto, qualsiasi individuo è dotato, in maniera differente, di creatività.

Che cosa accade quando essere creativi non è più solo una passione, ma un lavoro? Oggi abbiamo l’onore di intervistare Mauro Moretti, fumettista e disegnatore italiano, nonché precursore del fotofumetto. Tutti noi abbiamo già visto un’opera di Mauro: egli è stato infatti l’illustratore dell’edizione italiana di Risiko e di molti giochi di ruolo italiani; negli anni’80 ha lavorato con Roberto Vecchioni e Andrea Pazienza per l’album “Hollywood Hollywood”, componendo due video fumetti.

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Da più di 25 anni Mauro collabora con delle agenzie italiane e internazionali componendo storyboard, layout ed illustrazioni, con uno stile eterogeneo e ricercato.

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Uno schizzo di Mauro

Di recente, Mauro ha postato su Facebook un appello nel quale ricerca lavoro. Noi ci uniamo al suo appello e lo intervistiamo per comprendere la posizione di un creativo in tempi di crisi.

– Buongiorno Mauro, ci racconti qualcosa in più di te?

Buongiorno, ho 55 anni e posso dire che disegno da sempre! Ho iniziato da giovanissimo a girare con la mia cartellina dei disegni per case editrici di fumetti: allora era il mestiere che avrei voluto fare, e così con buona volontà e pazienza iniziai il giro delle sette chiese, come si suol dire; un vero pellegrinaggio presso molte case editrici.

Dopo avere collaborato con alcune fanzine di fumetti, finalmente stampai la mia prima storia sul mensile Il mago della Mondadori; da lì piano piano iniziai a lavorare sul serio con collaborazioni sempre nell’editoria con Rizzoli per Il corriere dei piccoli e Il corrier boy, con Tutto musica e spettacolo, mensile di TV Sorrisi e Canzoni.

Contemporaneamente disegnavo copertine per giochi di ruolo per la IT International Team, una casa di produzione italiana, con la quale ebbi una collaborazione abbastanza cospicua. Ad un certo punto della mia carriera entrai nel magico e dorato mondo della pubblicità, disegnando storyboards, Layouts e animatics per moltissime Agenzie .

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Un’illustrazione commissionata da un noto brand

– Abbiamo iniziato questo articolo definendo la creatività come connessione di elementi in modo innovativo e socialmente condivisibile. E’ possibile essere creativi per molto tempo?

Domanda molto difficile, perché è difficile il concetto di creatività. Secondo me è possibile mantenere e accrescere un tipo di creatività fine a se stesso; un altro discorso vale per la creatività al servizio del mercato pubblicitario o editoriale, perché in quel caso intervengono fattori esterni come mode e tendenze che limitano e forse un po’ ostacolano la creatività. In particolare, nel mercato pubblicitario subentra un ulteriore elemento che io chiamo “creatività passiva”, ovvero il gusto e le opinioni del cliente, e allora lì il discorso si fa molto, molto complesso: ad esempio l’uso continuo e indiscriminato di tesi e sondaggi è secondo me un modo per limitare la creatività già dal suo nascere… ma non voglio entrare troppo nell’argomento.

Per quanto mi riguarda cerco di non fermarmi mai e di coltivare costantemente la creatività.

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Una tavola da “La decima carta”, saga a fumetti pubblicata da Mauro a 22 anni

– Nelle arti figurative, più che nelle altre discipline creative, si frequenta una scuola di pensiero, si adottano dei canoni e delle proporzioni, ci si crea uno stile. Come ci si adatta al presente mantenendo il proprio stile?

Personalmente trovo lo stile una cosa che ho sempre cercato di superare. Mi spiego con una metafora musicale: un musicista, ad esempio un pianista bravo, una volta che ha imparato a suonare sa suonare ogni tipo di musica, senza limiti. Egli usa cioè il suo mezzo di comunicazione, il suono, e lo adatta alle opere che deve e vuole suonare.

Io vorrei riuscire a fare questo con il disegno: voglio essere in grado di usare il mezzo “disegno” nel modo più consono a seconda di quello che voglio o che devo comunicare.

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Uno schizzo realizzato per “Vedere la musica”, spettacolo teatrale sperimentale

– Il tuo restyling del Risiko è stato ammirato da molte generazioni, eppure non tutti sanno chi ne è l’autore. Come ci si sente ad aver creato qualcosa ormai conosciuto da tutti?

Per il restyling dell’edizione italiana di Risiko venni contattato direttamente da SAATCHI&SAATCHI, che allora curava con una sua coppia creativa molti prodotti della editrice giochi. All’epoca, ricordo, venne fatto un restyling anche dell’edizione italiana di Scarabeo, alla quale però non collaborai. Risiko è forse il gioco più famoso, ma ho collaborato anche per altre illustrazioni con la IT International Team. Con loro reaizzai molte copertine: Magikon, un gioco cult per gli appassionati, Formula Uno, Mafia, Fief e Touch Down, un gioco di ruolo sul football americano.

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Le tavole di due giochi cult: Magikon e Fief

Si tratta di collaborazioni che risalgono a molto tempo fa: non tutte hanno invaso il mondo di internet, ed inoltre, quando si compone un’illustrazione per un gioco da tavolo, essa diviene parte del gioco stesso e prende il copyright della casa editrice. Devo ammettere però che un briciolo di soddisfazione lo conservo ancora per questo tipo di lavori.

– Hai all’attivo più di 30 anni di esperienze e progetti, ma ho avuto qualche difficoltà a reperire del materiale sui tuoi lavori. Secondo te la tecnologia limita o favorisce la creatività e la professione da creativo? Qual è la tua relazione con la tecnologia?

Non sono mai stato uno che conserva le proprie cose: i disegni fatti per l’editoria sono reperibili sui fumetti stampati. Credo di avere pochissimi miei materiali originali a casa; quelli che vengono fatti per le agenzie normalmente venivano trattenuti e non so che fine abbiano fatto…quello che si può trovare adesso è un parte dei miei disegni da VEDERE LA MUSICA, uno dei miei progetti ai quali tengo di più,dove io realizzo dal vivo disegni a teatro,su tavoletta grafica, realizzando illustrazioni nel tempo di un brano musicale. Questo progetto, che ha già girato alcuni teatri e sale in Italia,mi ha portato a collaborare i uno spettacolo teatrale che ha già diverse repliche al momento, lo spettacolo per me più importante si chiama Kociss ed è stato presentato anche al Teatro Goldoni di Venezia.

Il concept di Kociss

– Infine, che consiglio vorresti dare a chi decide di intraprendere una carriera da disegnatore?

Ai giovani disegnatori consiglio Coraggio e Realismo. Non bisogna mollare o lasciarsi prendere dallo sconforto,ma è necessario anche realizzare che è un momento difficile, per tutti.

Dal punto di vista tecnico, consiglio di iniziare a studiare il disegno nella maniera più classica possibile: matite e gomme; i computer vengono dopo! :)

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Mau, personaggio immaginario disegnato da Mauro Moretti

Grazie Mauro, l’intervista è terminata. Ti facciamo i migliori auguri per il futuro, e speriamo di rivederti presto sulle pagine di Ninja Marketing!

Grazie a voi, a presto!

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Tutte le immagini del presente articolo, ad eccezione dell’header e delle scatole dei giochi, sono di proprietà di Mauro Moretti