Spotify ed il marketing musicale tra apocalittici ed integrati

A poco tempo dal lancio, le opinioni sull'impatto di Spotify sul comparto discografico e sull'innovazione del business model sono contrastanti.

Spotify è arrivato in Italia solo da pochi giorni e sembra già promettere bene per il futuro. Non ne ha alcun dubbio la responsabile per l’Italia Veronica Diquattro. Il servizio è già molto popolare in altre parti del mondo ma l’industria musicale continua a guardarlo ancora con sospetto. Forse per colpa dell’esperienza passata con Napster, Spotify non riesce ad avere la piena fiducia degli industriali e, si dice, neanche di una piccola fetta di artisti che, nonostante le licenze d’uso siano legali, pensano di non venire corrisposti adeguatamente.

Quindi, come fare per conquistare la fiducia dei business men globali? Sicuramente puntare sul volume delle entrate, in un report molto ben fatto di Eliot van Buskirk sul sito Evolver.fm è riportato che Spotify ha la concreta possibilità di riuscire ad arrivare al miliardo di entrate per il 2014.

Con 20 milioni di utenti attivi e 5 milioni dei quali paganti, van Buskirk afferma che, le entrate saranno di circa 621 milioni di dollari solo per il 2013 senza contare i futuri nuovi utenti. Questi ultimi, continua van Burskirk, nonostante la variabile del numero, sarebbero destinati a raddoppiare, portando le entrate al miliardo di cui sopra.

Ma, nel mondo del business, non è tutto rose e fiori. Lo studio PrivCo ha svolto molte ricerche sugli aspetti finanziari dell’azienda, reputandola “in bancarotta” e in estremo bisogno di un cambiamento drammatico nel management. Sam Hamade, CEO dello studio, afferma che “Nonostante i numeri, qualcosa deve cambiare nel business model di Spotify, altrimenti la compagnia non sopravviverà”.

Ormai la domanda da un milione di dollari è: “ Il modello di business di Spotify sarà valido nel lungo periodo?”. La soluzione risulta essere un pò controversa ed estremamente circolare: le licenze dovute agli artisti sono molto alte, il che crea un elevato bisogno di acquisire nuovi abbonati, i quali decidono di abbonarsi proprio per l’ampio catalogo fornito.

Voi cosa ne pensate? Avete già provato Spotify? :)

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