Adesso il marketing dei detersivi vorrebbe convincerci che esistono le macchie invisibili

Spesso il marketing fa di tutto per farsi puntare il dito contro. L'ultima stranezza appartiene al detersivo Wisk.

Adele Savarese

Chief Content Officer Ninja Academy

Detrattori e sostenitori del marketing dovrebbero esser tutti daccordo su un punto: purtroppo o per fortuna, nel mercato contano di più le percezioni che la realtà. Perché è nell’ambito delle percezioni che si costruiscono brand, posizionamenti, motivazioni all’acquisto ed al consumo.

Ma se il concetto di percezione è qualcosa di sfocato, soggettivo ed arbitrario, succede un corto circuito tra bisogni e desideri. Si sa – ma forse lo si dimentica troppo spesso – che il marketing lavora sui desideri e non crea bisogni. Lo si dimentica perché nella consumer economy succedono cose strambe come la penna Bic rosa per donne, oppure la linea di deodoranti Go Sleeveless di Dove – specializzata nel migliorare l’estetica delle ascelle femminili (?) e renderle pronte per la cosiddetta “stagione smanicata”. Uno sguardo all’esplosione del fenomeno casual friday svela molte più ragioni legate al marketing (dell’abbigliamento hawaiiano, dei pantaloni Dockers e dei detersivi P&G) che quelle legate al morale delle risorse umane.

 

 

L’ultimo aberrante tentativo di competere sul mercato appartiene al detersivo Wisk, che nel più recente spot ci mette in guardia – con una buona dose di senso di colpa instillato a botte di comicità – dalle macchie invisibili. Viene ampliato l’elenco di vantaggi ricercati in un detersivo, che fino a ieri doveva essere ipoallergenico, profumato (ma senza additivi nocivi), ecologico, delicato con i bianchi, vivace con i colori ma speciale con i capi neri, spietato contro le macchie.

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No, attenzione, le macchie possono anche essere invisibili. Potrebbero esserci, o anche no. Lora Van Velsor, direttrice marketing di Wisk, ha dichiarato: “con una così scarsa differenziazione nella categoria, bisogna andare oltre le macchie per farsi breccia nella concorrenza”. Ma non si è fatta sfuggire dichiarazioni sul vociferato product placement nel remake cinematografico de I vestiti nuovi dell’imperatore.

Crollano così le certezze millenarie delle massaie: se per loro il pulito è essenziale, oggi l’essenziale diventa invisibile agli occhi. Mai più fidarsi di quei detersivi che non promettono di togliere solo le macchie visibili. Perché le macchie, prima e fondante ragion d’essere di un detersivo, le ha eliminate la pubblicità.

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Scritto da

Adele Savarese

Chief Content Officer Ninja Academy

Nasce a Los Angeles nel 1984, stessa annata dello spot "1984". Va a vivere ad Huntington Beach, detta Surf City USA, ed ogni venerdì va a Disneyland. Si trasferisce a Napoli a 5 ... continua

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