Spotify in Italia: ecco perché è già un successo [INTERVISTA]

Due chiacchiere a 100 battiti al minuto con la Responsabile del mercato italiano, in diretta dalla Spotify Lounge di Sanremo

Veronica Diquattro presenta Spotify [INTERVISTA]

C’è un direttore bolognese a dirigere l’orchestra italiana di Spotify, anzi meglio: una direttrice.
Ve l’abbiamo promesso il giorno del lancio ed eccoci qua: un aperitivo con Veronica Diquattro, Market Lead per l’Italia, per scoprire Spotify da vicino.
E’ un treno che non si ferma Veronica, bolognese classe ’83, ci parla in diretta dalla Spotify Lounge di Sanremo!

Ciao Veronica! Allora, che giornate stai vivendo?

Paz-zes-che! Siamo felicissimi ed entusiasti, è da mezzanotte (martedì, ndr) che la gente si è accorta di Spotify online e attivo qui in Italia e devo dirti che abbiamo registrato da subito un ottimo riscontro.
Su Facebook e soprattutto Twitter si è creato un grande tam-tam e a essere onesti meglio di così non potevamo partire.
Ora siamo qui a Sanremo, l’abbiamo scelto come battesimo di fuoco sia per promuovere Spotify tra gli appassionati di musica che per educare artisti e fan ad una nuova concezione di diffusione e fruizione di contenuti musicali.
Ci siamo riservati una vera e propria postazione in galleria, la nostra Spotify Lounge, che sarà un crocevia di attività, contenuti e momenti esclusivi insieme agli artisti in gara.

Veronica Diquattro presenta Spotify [INTERVISTA]

Stop, Rewind: uno sguardo indietro, come sei arrivata in Spotify?

Arrivo a Milano, sede di Spotify Italia, da Dublino, headquarter europeo di Google, dove ho partecipato in prima persona al lancio in Italia di Android Market e Google Play.
Sempre per Google mi sono occupata di online advertising e prima ancora di online marketing in Sudamerica.

Un background frizzante. E ora… un’azienda scoppiettante, hai conosciuto il management di Spotify?

Sì e dici bene: è un’ambiente esposivo.
Età media molto bassa e voglia di fare inversamente proporzionale, spirito di squadra, grande passione ma anche competenza e attenzione ai particolari; c’è un entusiasmo speciale a fare sempre meglio.
E poi ci sono Daniel e Martin, i co-founder di Spotify, incredibili!

Qual’è la tua mission e che aspettative hai?

Lanciare Spotify qui in Italia significa innanzitutto replicare il successo ottenuto in tutti gli altri paesi, che erano diciassette prima di oggi e insieme a noi, Portogallo e Polonia diventano la bellezza di venti.
Vogliamo che diventi in fretta il miglior servizio di streaming musicale disponibile e far percepire agli italiani l’opportunità di un servizio legale che funziona.
Ovvero la migliore alternativa alla pirateria musicale, che in Italia fa registrare numeri davvero impressionanti.
Provatelo, quando ci si prende gusto non ci si ferma più!

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Spotify nasce in Svezia nel 2008, arriva in Italia solo oggi. Perché?

C’è un insieme di motivazioni, ovviamente, ma prima di tutto perchè abbiamo imparato osservando il lancio sugli altri paesi e ci siamo resi conto che finché non esiste attesa, desiderio e fame di novità non è il momento giusto per cominciare.
Detto questo, il fattore determinante per innescare Spotify è la completezza degli accordi con le etichette discografiche di ogni livello e con la Siae perché come ben sai il nostro catalogo è del tutto legale e questo significa rispetto dei diritti d’autore e guadagno per gli artisti.
Completezza a livello economico ma anche operativo, tecnico, organizzativo.
A monte di tutto questo, non meno importante, c’è una strategia complessa studiata e ponderata in tutti i dettagli e questo credo sia un argomento che voi conosciate bene.

Il modello di business di Spotify è rodato. Che reazioni ti aspetti dal mercato italiano?

Per ora posso dirti solo che abbiamo una certezza: ci basterà un anno per parlare già di risultati importanti.
Questa è l’esperienza che abbiamo riscontrato in tutti gli altri paese e ti farò avere un po’ di dati* per rendere l’idea e farvi venire ancora più acquolina in bocca.
*li trovate a fine intervista 😉

Spotify è un concentrato di user experience. Quali sono le feature preferite della Veronica utente?

Bella domanda, finalmente una diversa!
Diciamo che qui ti concedo una piccola anticipazione: la mia preferita è la funzione Follow, che qui in Italia ancora non c’è; come per Twitter, è possibile seguire il profilo personale di un artista e rimanere aggiornati non solo sugli ultimi album o sulle ultime canzoni ma anche su tutto ciò che vorrà condividere della sua vita.
Questo perché Spotify è decisamente social!

E quanto è mobile?

Luca, Spotify da il meglio di sè sui dispositivi mobili!
La user experience piena è stata concepita per la vita in mobilità, “la musica giusta per ogni momento”, come recita uno dei nostri claim.
Pensa che abbiamo più di 5 milioni di utenti registrati con un profilo a pagamento e l’85% di questi ha scelto il profilo Premium, che consente di utilizzare Spotify ovunque e anche in modalità offline: è possibile ascoltare più di diecimila tracce anche senza connessione, un’intera libreria musicale.
E’ molto più di un servizio di streaming.

Ok Veronica. Prima di lasciarti scappare ci proviamo: un’anticipazione segretissima per la community Ninja?

Niente da fare, ma prendetela così: Spotify è appena arrivato e quello che avete scoperto è solo l’inizio 😉

E allora in bocca al lupo e complimenti! Grazie, a presto!

Grazie a voi, ciao!

Che dire Ninja, a giudicare dalle bacheche Facebook, Spotify sta davvero spopolando. Ora che l’avete cominciato ad utilizzare, diteci: che ne pensate? State provando il profilo Premium (gratis per i primi 30 giorni)? Lo confermerete?
Raccontateci la vostra esperienza. Proprio qui sotto, non siate timidi. Io vi anticipo che un piccolo bug l’ho trovato… o forse sono solo troppo abituato ad iTunes!

Ecco i link promessi da Veronica per capire il fenomeno Spotify:
Crescita dello streaming vs. altre forme di consumo musicale;
Spotify (Svezia) vs. pirateria musicale;
Le parole di una major (Universal).

Per ora è tutto! Stay tuned 😉

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