15 aziende che stanno rivoluzionando lo shopping

Da giganti come Apple a startup come Hointer, vi proponiamo una carrellata di 15 aziende che hanno rotto le regole del gioco del retail

Che il settore della distribuzione sia cambiato molto negli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti. Con l’avvento dell’e-commerce il retail si è trovato di fronte alla possibilità di una radicale trasformazione. Gli scaffali digitali hanno acquisito stessa dignità degli scaffali fisici e la competizione si gioca su un terreno più ostico, seppur più affascinante. In questo contesto dinamico vi sono stati alcuni attori che non sono rimasti a guardare ed hanno cercato di proporre innovazioni di tipo disruptive per il settore.

Gli interrogativi principali riguardano la creazione di sinergie tra le attività offline e online. Il fine rimane quasi sempre lo stesso per tutti. Customizzare, velocizzare o aumentare l’esperienzialità del processo d’acquisto. Di seguito sono riportate 15 aziende che hanno cambiato/stanno cambiando l’intera esperienza dello shopping.

C&A


La catena d’abbigliamento olandese si è inventata in Brasile un geniale espediente per aumentare le vendite. Esporre sulle grucce i likes che i capi ricevono sulla official page di Facebook. Rendersi conto se un capo sia apprezzato o alla moda è fondamentale nella fase di pre-acquisto e C&A ha deciso di dare una mano agli indecisi.

Per un approfondimento l’articolo di Giuseppe Morcone aka Kensaku qui.

Hointer

Il Jeans shop di Seattle ha risolto il problema di molti uomini, che non amano passare le loro giornate tra vetrine e scaffali,  semplificando la loro esperienza d’acquisto. Tramite un codice QR applicato ad ogni jeans, il maschio smartphone-munito può scegliere la misura del modello che vuole provare. In maniera istantanea apparirà sul suo display il numero del camerino dove poter trovare i suoi jeans pronti per essere indossati ed eventualmente acquistati tramite un credit card reader. Bella mossa.  Dimostrazione che per vincere non è detto sia necessario solo aumentare un fattore.

Per un approfondimento l’articolo di Danilo di Capua aka Sakakibara qui.

Freshdirect

L’azienda fondata nel 2002 a New York è diventata il negozio di alimentari online più popolare, spedendo prodotti in tutto il mondo. Ed il suo impegno continua cercando di essere fedele al suo nome. La sfida è quella di mantenere sempre la freschezza dei propri prodotti, con quality freshness rating aggiornati giornalmente e magazzini con 7 differenti fasce climatiche.

Zara

Per quest’azienda le presentazioni non sono necessarie. Semplicemente l’impresa che ha stravolto il fashion retail. La strategia rivoluzionaria di Zara include un lead time bassissimo. Nel giro di due settimane il prodotto passa dalla fase di ideazione allo scaffale. Ciò permette alla più florida impresa spagnola di lanciare continuamente nuovo prodotti, rinnovando l’assortimento e quasi annullando gli stock di magazzino.

Per questo motivo quando ci troviamo in un negozio Zara c’è l’aspettativa di trovare sempre un nuovo capo mai visto prima. I diretti competitor nel raggruppamento strategico low-cost si sono dovuti adattare al modello Zara per non soccombere e anche colossi della fascia di prezzo più alta hanno visto i propri piedi pestati.

Per un approfondimento l’articolo di Mirko Ferrari aka Noritaka qui

Mark & Spencer

L’obiettivo per lall-in-one retailer inglese è di creare una catena di fornitori green. Il progetto è di incoraggiare i clienti a donare vecchi abiti e riutilizzare bottiglie di plastica riciclata per creare le sue future linee d’abbigliamento. Il vantaggio del first mover è dietro l’angolo.

Amazon

L’impresa che forse più di tutte ha cambiato in maniera irreversibile il modo di fare acquisti. One-stop shop della rete per antonomasia. Mai dormiente sugli allori, sta lavorando ad un modo per migliorare sempre di più il suo Same-Day Delivery Service.

Tale sistema è possibile solo grazie agli innumerevoli magazzini che l’impresa ha in tutto il mondo. E non è finita qui. Sembra che la creatura di Jeff Bezos, dopo l’apertura del suo primo negozio reale a Seattle, sia intenzionata seriamente al “brick and click”. Un percorso al contrario che conferma come il concetto del retail per Amazon sia in continuo divenire.

Victoria’s Secret

Il fashion show annuale con le più belle donne del pianeta o il product placement umano sono solo due idee di un enorme ventaglio di operazioni che il marketing mette a punto per pompare incassi da record nei 900 punti vendita della firm. Quando la crisi economica, in certi casi, è solo un miraggio.

Selfridges

La storica catena di grandi magazzini britannica si è data l’obiettivo di proporre un’esperienza di shopping tranquillo, eliminando gli innumerevoli stimoli che assalgono il consumatore. Con la campagna “No Noise” ha chiuso accordi con le aziende più importanti al mondo, le quali si sono impegnate nella produzione di edizioni limitate dei propri marchi senza logo. Incredibile ma vero. È prevista anche una Silence Room per riposare la mente tra un acquisto ed un altro.

Per un approfondimento l’articolo di Nunzia Falco Simeone aka Ayumi Kensei qui.

Walmart

Il più grande retailer del mondo non allenta la pressione, soprattutto dopo essere approdato nell’inesplorato campo dell’e-commerce. È stato concepito Walmart Labs per creare tecnologie distintive che catapulteranno l’azienda nel futuro. L’obiettivo è risolvere i problemi distributivi e comprendere al meglio le abitudini dei compratori tramite l’utilizzo di social media e crowdsourcing.

Per un approfondimento l’articolo di Massimiliano Brunelli aka Keshagura qui.

UPS

La società americana di trasporto e spedizioni internazionali consegna miliardi di pacchi ogni anno. Con l’aumentare degli ordini online, l’azienda si è sforzata di implementare armadietti“gopost” fuori dagli uffici postali. In questo modo i clienti possono ritirare i proprio pacchi in un posto sicuro, senza passare per nessun intermediario.

Pinterest

Il social network che prevede la condivisione di passioni e interessi degli utenti sembra essere nato apposta per contemplare una fase d’acquisto. Difatti, più di Facebook e Twitter, Pinterest avvantaggia i retailer che decidono di utilizzarlo come leva di engagement.

Per un approfondimento l’articolo di Monica Incerti aka Kamoni qui.

Apple

Il filosofo romantico Fichte parlerebbe di Streben. Sforzo incessante verso la perfezione. In una parola, Apple. Anche nel retail il gigante della Silicon Valley è un modello da seguire per tutti i concorrenti. I suoi store dal gusto minimalista di nuova ideazione cercano sempre di superare quelli precedenti in bellezza e unicità.

eBay

Tutti sanno in che modo eBay ha stravolto il retail in passato. Non tutti sono a conoscenza che la divisione PayPal sta cambiando il modo in cui le persone pagano per quello che comprano. Tra i numerosi programmi in implementazione vi è una recente innovazione che riguarda la collaborazione con McDonald’s France che permette ai clienti di pagare online in anticipo.

Ikea

Il gigante svedese mai domo ha pianificato l’entrata in India e il miglioramento degli standard di produzione e funzionalità invidiato da ogni concorrente. Questo spazio a disposizione è troppo poco per spiegare i cambiamenti che Ikea ha portato nel retail con l’applicazione del concetto di co-creazione del valore e del working consumer in modo impeccabile.

Fab

Definito l’IKEA del fashion,  ha conquistato 10 milioni di membri nei suoi primi 2 anni. Il suo successo deriva del formato social e l’obiettivo raggiunto di collegare l’alta moda alle masse.

Queste e molte altre imprese stanno cambiando il nostro modo di fare shopping. L’elenco è volutamente limitato a 15 primedonne. Ne conoscete altre?

 

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