Amore 2.0: le pene d'amore ai tempi dei social media [INTERVISTA]

Tigella ci racconta l'amore ai tempi dei social media con la sua iniziativa Amour : zéro ?

E’ sera, è ora di andare a dormire. Vi mettete a letto, prendete il vostro smartphone, aprite Whatsapp e aprite la chat con la persona che amate, di quella che vorreste conquistare o dell’ex, e rileggete le conversazioni precedenti. Sono sempre quelle, le stesse della sera prima più quelle della giornata, le parole non sono cambiate, ma le rileggete.

Oppure state per scrivere e in alto vi appare la scritta “sta scrivendo…” (maledetta!) e allora uscite subito da Whatsapp per non far vedere che siete online e farvi cyber-desiderare. E aspettate quel messaggio che stava scrivendo, ma non arriva. E allora rientrate nella chat e vedete “visto oggi alle (due minuti prima)” o peggio ancora “online” ma non “sta scrivendo”. E, forse, dall’altra parte della stessa chat l’altro sta facendo la stessa identica cosa.

Oppure guardate più di una volta al giorno il suo profilo Facebook per vedere se ci sono aggiornamenti che vi sono sfuggiti. Sì, anche se lo avete aggiunto agli amici preferiti e ricevete la notifica per ogni cosa che pubblica, perchè fidarsi è bene, ma è meglio controllare  😉

No, voi non lo fate? Non siete così “patetici”? Fate una prova. Andate nel vostro profilo Facebook, cliccate su “Registro attività” e poi sull’opzione “Includi attività visibili solo a me”. Se vi vergognate di voi stessi dal numero di volte in cui avete ricercato il suo nome allora sì, soffrite di paranoie amorose 2.0 😀

E’ indubbio che i social network e la tecnologia abbiano assunto un ruolo primario nella nostra vita quotidiana e questo si ripercuote anche nelle sfere private, come l’amore. Quelli che abbiamo riportato sono solo alcuni esempi di “paranoie amorose 2.0” ma gli esempi potrebbero continuare all’infinito 😀

Su Twitter abbiamo scovato il profilo @amour2point0 che racconta queste e altre vicessitudine legate all’amore ai tempi dei social media. Dietro questa idea (scema) – così recita la presentazione su Twitter – c’è Claudia Vago, meglio nota in rete come Tigella. E allora oggi nel giorno di San Valentino abbiamo deciso di intervistarla e scoprire insieme com’è questo Amour : zéro, e scherzarci anche un po’ su 😉

Foto di Alessio Jacona

Ciao Claudia! In rete @tigella è conosciuta per le sue attività più “serie”, soprattutto quelle di social media reporter dei grandi movimenti sociopolitici mondiali, tra gli altri ricordiamo #occupychicago. Com’è nata l’idea di creare un blog su Tumblr e un profilo Twitter sui quali raccogliere tutte le paranoie tecnologico-amorose? Voglia di dare sfogo anche al tuo lato romantico o semplice divertimento?

Un giorno cercavo di rispondere a un DM del mio ex e Twitter mi ha impedito di farlo perché “L’utente non ti segue” e ho così scoperto che mi aveva “unfollowata”, dopo avermi lasciata. Più tardi quel giorno ho iniziato a pensare, un po’ per scherzo e un po’ no, che la prova d’amore ormai è il continuare ad essere ancora follower su Twitter. «Sei sicuro che mi ami?» «Certo, ti seguo ancora su Twitter» è stato uno dei primi tweet che ho scritto quel giorno

Perché è un dato di fatto: i social network pervadono la nostra vita in tutti i suoi aspetti, comprese, ovviamente, le relazioni amorose. Quindi ho iniziato a twittare immaginari dialoghi tra innamorati in chiave “web 2.0”: «Ti ricordi il nostro primo #FollowFriday?»

«Non mi retwitti più come all’inizio della nostra storia»

«Il nostro è stato amore al primo “Visualizza il profilo”»

E’ un gioco, un divertimento, un modo per esorcizzare la tristezza dell’abbandono e un modo per non prendersi troppo sul serio, ma ogni tweet è anche un seme gettato per riflettere e invitare a riflettere su come i social network cambiano le nostre vite. Senza per questo giudicare come meglio o peggio ciò che le nostre vite diventano, limitandosi a prendere atto del cambiamento.

Quali sono le paranoie digitali più diffuse tra gli innamorati? Qual è quella più divertente?

Non saprei. So quali sono le paranoie più diffuse presso di me: il dover fare attenzione a quello che scrivo e a chi lo scrivo per non suscitare gelosie, il dimenticarmi account loggati su computer e telefoni non miei…

E poi i log delle chat, quelle che all’inizio di una storia si rileggono per ore e alla fine ci si ritrova con giga e giga di file di cui non si sa bene cosa fare, ma prima o poi sono certa che qualcuno ne pretenderà la restituzione.

Oggi – con smartphone, tablet e pc uniti ai social network e ad applicazioni come Whatsapp – è possibile restare sempre connessi con la persona amata e raggiungerla in ogni posto in cui si trovi e a qualsiasi ora, sfiorando, a volte, il limite dello stalking. Quali sono i pro e i contro dell’amore 2.0?

Oggi abbiamo strumenti che permettono di ridurre quasi a zero il costo in una storia d’amore, anche intercontinentale: Whatsapp, Viber, Skype… è possibile sentirsi e vedersi ad ogni ora, ovunque senza spendere un centesimo. Però l’aspetto negativo è che è possibile sentirsi ad ogni ora, ovunque. Anche, e soprattutto, quando la storia d’amore finisce.

Era bello il tempo in cui l’ex smetteva di esistere nel momento in cui smetteva di fare parte della nostra vita. Oggi invece continuiamo a leggere i suoi tweet e i suoi post su Facebook, sappiamo quando è online su Gtalk e Whatsapp: un vero incubo. E vorrei sapere chi di fronte a un «Ah! Finalmente la vita torna a sorridermi» pubblicato sul socialcoso del proprio ex ha dovuto resistere alla fortissima tentazione di rilanciare con un «AVERLO SAPUTO PRIMA CHE SI PUO’ ESSERE COSI FELICI!!!!!!» (proprio così, in maiuscolo e con abuso di punti esclamativi).

Secondo te i social media rischiano di mettere a repentaglio le relazioni che abbiamo quando ci troviamo di fronte, in carne ed ossa, alla persona amata come accade in questo video?

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Quel video è fantastico, è la rappresentazione, visiva e canora, di “Amour : zéro”. E sì, credo che la condivisione di esperienze con la propria rete sociale, anche di momenti personali, sia importante, ma forse è importante iniziare dal vivere le esperienze e i momenti personali e magari non farlo in funzione di quello che si racconterà.

Un consiglio a chi oggi voglia augurare buon San Valentino sui social network alla sua dolce metà?

Il mio consiglio, per quanto credo di essere l’ultima persona al mondo in grado di dare consigli in qualche modo collegati a San Valentino, è di tenersi lontani dai social network, dedicarsi un momento mettendo da parte il resto del mondo, pre-occupandosi davvero del proprio compagno e della propria compagna. Magari facendo check-in nel proprio ristorante preferito.