CambiaPolitica.it: l'open democracy secondo Fabio di Gaetano [INTERVISTA]

Ecco come l'evoluzione del marketing politico ed elettorale, grazie alla Rete, cambia il modo di fare politica

Cambia Politica

Non è una novità che i nostri contributor non si limitino a “predicare bene” su queste pagine, ma che siano protagonisti attivi di iniziative ed imprese. Questa volta vogliamo perciò parlarvi di Cambiapolitica.it, un progetto di “open democracy” ideato dal nostro Fabio Di Gaetano, che proprio oggi lancia una campagna di crowdfunding su DeRev.

Abbiamo chiacchierato con lui non solo di questo, ma anche del ruolo di Internet nella campagna elettorale in corso. Ecco cosa ci siamo detti.

Qual è il ruolo della Rete nelle imminenti elezioni?

Le elezioni del 2013 saranno ricordate come quelle della Rete anche in Italia.
Infatti nonostante i leader di partito affollino le poltrone dei più noti anchorman televisivi e la preponderanza del piccolo schermo come media privilegiato per acquisire consenso sia un dato oggettivo, il web è entrato prepotentemente nel mercato politico ed elettorale.
Due sono gli elementi che testimoniano la rilevanza acquisita da Internet in tale ambito:

(a) probabilmente assisteremo ad un’affermazione importante di un movimento partorito dalla rete che rifiuta i confronti televisivi ed utilizza il web come mezzo di diffusione delle proprie idee e come strumento per organizzare eventi fisici e reali off line (pensate al Vday)

(b) i politici, dopo un’iniziale diffidenza, sono sbarcati in massa sui social network (soprattutto su Twitter) cercando di sfruttarli a scopo di propaganda (anche se con alterne fortune).

Ma grazie alla consulenza di validi pionieri italiani e agli esempi provenienti da oltreoceano alcuni dei maggiori partiti hanno iniziato ad adattare il messaggio politico al web.
Non solo, sono stati pubblicati interessanti studi sui dati raccolti sui social network in occasione delle primarie del PD :stanno nascendo nuove interessanti discipline al confine tra la sociologia, matematica, informatica e marketing.
Anche se siamo lontani dal grado di iperspecializzazione raggiunta nell’ ultima campagna per le presidenziali americane stiamo colmando il gap.

Pensi che la rete acquisirà una maggiore influenza nel futuro?

Ne sono convinto.
La rete diverrà uno strumento di marketing politico ed elettorale in grado di sottrarre sempre più spazio ai media classici.
Pensate ai nativi digitali ed alle nuove generazioni: come e dove pensate cercheranno informazioni, notizie, opinioni? Non è un caso che, stando ai sondaggi delle scorse settimane, il MoVimento a 5 Stelle dovrebbe diventare la lista più votata dai giovani nelle prossime elezioni.

Logo CambiaPolitica

Quali sono gli sviluppi più interessanti che prevedi nella comunicazione politica online?

Come insegna Chris Anderson, la rete consente l’emergere delle long tail o mercati di nicchia: anche in ambito politico assisteremo alla segmentazione del mercato e del messaggio.
In America lo staff di Obama si è spinto molto avanti in tale senso dimostrando agli studiosi della materia che si tratta dello sviluppo più interessante.
Ma la novità più stimolante è data dal fatto che, per la prima volta nella storia, un mass medium può essere usato per cambiare il modo di concepire e fare la politica.
Non voglio attribuire qualità taumaturgiche alla rete che, ricordiamolo,resta sempre un mezzo.
Ma come c’insegna McLuhan, il medium e’ il messaggio. La Rete e’ uno strumento democratico per natura, il cui utilizzo facilita l’apertura, il confronto, il controllo e la comunicazione di tipo bottom up.

Anche la politica se vorrà avvicinarsi al web dovrà sottomettersi alle sue logiche di trasparenza e collaborazione.
Anche la politica subirà il processo di prosumerizzazione che abbiamo visto caratterizzare molti altri ambiti.

Si sta avverando la tesi di Alec Ross secondo cui il web sta erodendo il potere d’intermediazione di tre soggetti: agenzie, giornali e partiti.
È uno sviluppo auspicabile a patto che la politica riesca a coinvolgere di più i cittadini ed elettori stanchi e disillusi.

Come si inserisce il progetto di cambiapolitica in tale contesto?

Vorremmo accelerare il processo di apertura, confronto e collaborazione fra cittadini e politici e far emergere le idee migliori.
Le sfide che l’Italia si trova ad affrontare sono di tale natura da richiedere un coinvolgimento da parte degli elettori e della società civile.
Il disinteresse non paga: la risposta che dobbiamo dare non è antipolitica, ma Politica.
I leader dovranno fare scelte impopolari e dolorose: tutti dobbiamo contribuire a trovare le risposte giuste. La Rete può aiutare nel processo di popolarizzazione e democratizzazione della politica.

In pratica?

Forniremo ai politici o aspiranti tali, che non hanno a disposizione mezzi ed uffici stampa, uno strumento in grado di poter interagire e dialogare con la Rete.
Tutti coloro che hanno delle idee le potranno far conoscere e potranno far emergere le best practices a prescindere dalla gerarchia occupata negli apparati di partito.
Forniremo ai cittadini ed elettori uno strumento per controllare, pungolare stimolare l’attività politica ed amministrativa.
Cercheremo di implementare il servizio con gli strumenti di open democracy nazionali ed internazionali che si stanno fortunatamente moltiplicando per spingere il più avanti possibile il processo di rinnovamento.

Ma non è tardi per queste elezioni?

Si. Ma il nostro non è un semplice progetto di marketing elettorale.
Per parafrasare De Gasperi, non essendo politici, guardiamo non alla prossima elezione ma alla prossima generazione.
Abbiamo lanciato la versione beta (largamente incompleta) adesso solo per cercare di sfruttare il momento propizio: presto le elezioni finiranno e la politica tornerà nell’oblio, ma i problemi resteranno e si dovranno trovare risposte condivise. Allora speriamo che Cambiapolitica.it possa essere d’aiuto.
Inoltre abbiamo anticipato i tempi perché il cambiamento che vorremmo avvenisse nel modo di concepire e fare politica viene ospitato su DeRev, il portale dedicato alle rivoluzioni nonviolente, in grado di portare una ventata di freschezza, gioventù ed idee nuove nell’ingessato panorama italiano.
Il genio di Roberto Esposito in questo senso costituisce una garanzia.

Non resta che augurare buona fortuna a voi. E buona politica a tutti noi.