5 + 1 cose di Facebook che ci ricorderemo sempre

Dalla nascita ai tempi moderni, tutti elementi di Facebook ormai appartenenti al passato ma che non riusciremo a dimenticare

Sono già passati nove anni da quando comparve per la prima volta il sito thefacebook.com.

In questo lungo periodo di tempo la creatura di Mark Zuckerberg di strada ne ha fatta: dal successo spaventoso all’apertura al pubblico mondiale nel settembre 2006, alla disastrosa quotazione in borsa, dal processo dei gemelli Winklevoss allo sbarco sulle tecnologie mobili con le recenti videochiamate. Ed in mezzo le polemiche sulle privacy, la creazione di un vero e proprio settore professionale dedicato alla social media strategy, un film vincitore di 3 premi Oscar, la Timeline e la giovanissima Graph Search.

In mezzo a tutti questi eventi, più o meno positivi, ognuno di noi ha vissuto la sua personale esperienza di odio e amore con Facebook che vogliamo rivivere insieme a voi negli strumenti e nei cambiamenti, più o meno significativi, della storia del social network, e proposti in questo bel post su Mashble.

Il “Facebook Guy”

Gli utenti della prima ora, o gli appassionati che hanno visto il film di David Fincher, non possono averlo dimenticato. Il Facebook Guy era il ragazzo, con il volto oscurato dal codice binario, che campeggiava sulla testata di thefacebook.com. Scomparso con il restyling dell’aprile 2007, si è scoperto solo successivamente che in realtà era una foto modificata di Peter Wolf, la voce di un gruppo sulla cresta dell’onda tra gli anni 60 ed 80 e noto come J. Geils Band.

Diventa Fan

Le “Pagine Fan” che tanto alimentano i nostri dibattiti in merito alla loro gestione, crescita e promozione, hanno vissuto periodi di profondi cambiamenti dalla loro nascita, avvenuta nel 2007 per sostituire i “gruppi sponsorizzati”, fino a quel momento l’unica possibilità per le aziende di imprimere la loro presenza sul social. Cosa che, tra le altre cose, interessava poco alle grandi aziende.

In questo senso l’intuizione di Zuckerberg fu geniale. L’introduzione del tasto “Diventa Fan”, precursore dell’attuale “Like”, consentì alle aziende di creare proprie pagine brandizzate, nelle quali gli utenti potevano interagire e dare visibilità ai prodotti lì sponsorizzati. E’ in quel momento che nascono le attuali tecniche di targeting e promozione degli annunci sui social network.

 

 

Ma il “Diventare Fan” aveva negli utenti una percezione molto differente dall’attuale “Mi Piace”. Oggi scegliamo di dare un “Mi Piace” perché vogliamo restare aggiornati sull’attività di quell’azienda o di quel prodotto. Ieri sceglievamo di diventare fan di “Ti faccio uno squillo e scendi” o di “Anziani che guardano i lavori in corso“. Insomma, c’era più leggerezza e lo strumento era più mezzo di svago che fonte di informazioni.

Profilo con collegamenti ipertestuali

Il nostro attuale profilo è totalmente composto da “Pagine d’interesse”. L’azienda in cui lavoriamo, l’università in cui abbiamo studiato, i cantanti che ci piacciono o i libri che abbiamo letto: tutte sono pagine fan che conducono direttamente sullo strumento di promozione con cui l’azienda comunica con noi.

In passato il nostro profilo era strutturato diversamente. Per certi versi più funzionale, comodo e “social oriented”. Sicuramente molti di voi ricorderanno un tempo in cui il nostro profilo era molto più semplice e lineare: accanto alla nostra foto c’erano i nostri dati anagrafici di base e, di seguito, in formato rigorosamente testuale, musica preferita, interessi, libri, tutto ciò che adoravamo.

Attraverso questa struttura trovare persone con i nostri stessi interessi era facilissimo: bastava cliccare su uno dei collegamenti ipertestuali del nostro profilo e si veniva portati ad una pagina di ricerca in cui venivano visualizzati gli utenti con il nostro stesso interesse, o che avevano frequentato la nostra stessa scuola, senza riferimento a pagine specifiche. Inoltre, non vi era alcuna notifica sui cambiamenti di “preferenze” all’interno del profilo, e quindi potevamo modificare a piacimento e con l’evoluzione dei nostri gusti la struttura del profilo.

Probabilmente questa è stata la fase in cui maggiormente il profilo di una persona è stato corrispondente ai suoi gusti reali. Oggi, con il “Like”, è molto più complesso mostrare nel proprio profilo i propri gusti. Perché se è vero che mi piace “scrivere”, non è nei miei interessi seguire le notizie di una pagina sociale generica, magari gestita male con contenuti non adatti (come molto spesso accade con lo spam).

La bacheca

Impossibile dimenticarla. Probabilmente il cambiamento dalla celebre “bacheca” alla Timeline è stato quello più osteggiato e frutto delle maggiori e più feroci polemiche da parte degli utenti.

I nostri aggiornamenti di stato, con la bacheca, venivano pubblicati solo sul news feed. La bacheca, quindi, era uno spazio aperto alle nostre amicizie in cui potevano essere raccolti messaggi più o meno personali. Non c’erano notifiche pubbliche, e i messaggi lì contenuti potevano essere visualizzati solo visitando il profilo di un nostro amico.

Insomma, la bacheca lascia il ricordo di un Facebook ancora non totalmente aperto. Un posto ancora “intimo”, per quanto possa esserlo un social network, in cui c’era maggiore difesa dei propri contenuti.

I gruppi

“Quelli che…”

Più o meno tutti abbiamo vissuto il periodo delle folli adesioni ai più disparati gruppi su Facebook. Prima delle Fan Page, infatti, i gruppi erano l’unica nota di colore nel nostro profilo. Lanciavano un messaggio sulla nostra personalità, inquadravano il nostro modo di essere e ci consentivano spesso di condividere qualcosa di simpatico e diverso dal solito link.

E allora tutti in “Quelli che amano guardare i film” oppure in “Quelli che hanno bisogno di imparare a cucinare”.

Aggiornamenti di stato in terza persona

C’era un tempo, molto divertente peraltro, in cui su Facebook si parlava in terza persona. Se oggi Facebook ci chiede “Ciao Francesco, come va?” oppure “Cosa succede di bello?”, in passato la frase che ci invitava ad aggiornare il nostro stato era “Francesco è…”.

Ed è davvero da effetto-nostalgia, oggi, scorrere la propria Timeline e leggere uno status del 2008 che recita “si prepara per godersi lo spettacolo”, o ancora “prova il suo nuovo pc!”.

Altri tempi, agli albori della Facebook-mania che oggi per alcuni è un lavoro, per molti uno svago e per altri invece un vero e proprio campo di studio.
E voi? Cosa non dimenticherete mai nelle evoluzioni di Facebook?

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