Startup Incubator: TimeSpace e la rivoluzione The New York Times

E' iniziata la competizione tra east coast e west coast nella scena delle startup?

Ci siamo. Lo sto dicendo da tempo, da anziano ninja ;), che i vecchi media di massa (Quotidiani, Radio, TV, etc) devono intrecciare il loro futuro con le startup e trasformare la loro spinta comunicativa e promozionale in accelerazione d’impresa. E ricevere rispettivamente una accelerazione d’innovazione (di processo, di comunicazione, etc.) per restare leader con una comunicazione transmediale tra e nei new media.

Ecco che la tendenza notata si trasforma in un fatto visibile: il quotidiano The New York Times è il primo che si toglie la foglia di fico e avvia il suo StartUps Incubator. Andando sul sito è già disponibile l’application per entrare al timeSpace).

L’annuncio avviene mentre il mondo economico dell’East Cost americana avvia la corsa (o il tentativo di mettersi al passo) per creare una nuova scena ‘opposta’ per gli startuppari americani. Sì, perché il mito americano delle startup si è fino ad ora sviluppato a Silicon Valley – San Francisco: il lato geograficamente opposto rispetto alla capitale mondiale della finanza New York City ed al suo epicentro Wall Street.

Possono incontrarsi prima e più velocemente il mercato azionistico della borsa e la scena delle startup? Da qualche mese diversi incubatori diventati famosi nella Silicon Valley come Y Combinator e 500 Startups hanno rivelato che stanno aprendo degli spazi di coworking a New York City.

NYC è da sempre la città americana più metropolitana e anche facilmente raggiungibile per noi europei. Chi ha già compilato l’application per essere selezionato e sperimentare il coworking sulla 8th Avenue a Manhattan?

Sperando che che non si creino bolle speculative (qualche traccia già c’è), quando prenderà piede anche qui in Italia questo fenomeno ‘americano’ di avvicinare i grossi finanziatori e finanziamenti agli innovatori?

In Italia già da tempo le grosse testate come Repubblica, Corriere e il Sole24ORE stanno fidanzandosi e sfidanzandosi con questa o quella associazione di startuppari (sia che nascano dal basso con startupper, sia che nascano dall’alto con finanziatori) e/o con questo o quell’incubatore.

Già da un pò bisogna stare attenti ai prevedibili mali italici e agli effetti di una promozione interessata. Ma bisogna essere ottimisti: l’unica perplessità è che ancora una volta il sistema economico italiano sembri favorire il nord Italia a scapito della creatività del mezzogiorno.

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