6 regole per un brainstorming di successo

A tanti anni dal libro di Osborn, il brainstorming è quotidianamente nelle nostre prassi lavorative. Ecco sei principi da tenere a mente per la sua efficacia.

Dalla sua introduzione, nel libro Applied Imagination (1953), il “brainstorming” è entrato nel linguaggio corrente e identifica una tecnica di produzione creativa collettiva. Osborn, autore del libro, arrivò alla sua definizione partendo dalle difficoltà incontrate dai colleghi pubblicitari nella produzione individuale di idee. Per eludere il problema, Osborn cominciò a organizzare sessioni creative di gruppo, notando un immediato incremento della quantità e qualità delle idee prodotte.
Ma anche in questa tecnica, apparentemente semplice e intuitiva, è necessaria una strategia. Vediamo insieme alcuni punti fondamentali.

1 – Ambiente

L’ambiente circostante influenza il modo in cui pensiamo. Perciò optare per un luogo rilassante e confortevole facilita la produzione creativa. Attività distensive e divertenti come ping pong, biliardino e scacchi non sono solo clichè dei creativi, ma veri e propri metodi per riposare la mente creando uno spazio bianco dove meglio organizzare le nostre energie creative.

2 – Mantieni il focus

Dare un confine alla nostra creatività  non  la ostacola, anzi. Restringere il campo di analisi aiuta a centrare con più sicurezza il nostro obiettivo. Spesso formulare un’ipotesi può semplificare e incanalare meglio le nostre idee. Rispondere a domande come:
-Qual è il problema? (perchè è necessario il nostro intervento?)
-Chi ha questo problema, o chi è il nostro cliente? (Chi necessita il nostro aiuto?)
-Quale soluzione si richiede? (Cosa vuole il cliente?)
aiuta a non perdere di vista il percorso da seguire nel nostro brainstorming creativo.

3 – Organizza le tue idee in mappe mentali

Una mappa mentale permette di sviluppare il pensiero creativo, mantenendo da un lato il focus su un’idea centrale e permettendo, dall’altro, di sviluppare il pensiero in modo non lineare e convenzionale.
Questa organizzazione spaziale delle idee è molto più intuitiva del tradizionale “prendere appunti”. D’altronde, la psicologia ci insegna, un apprendimento di tipo visivo è superiore ad apprendimenti che facciano uso di altri canali.
Non sempre sono necessarie carta e penna, adesso ci vengono in aiuto anche una lunga serie di applicazioni per smartphone .

4 – Creare idee, non progetti

Il brainstorming nasce per creare “idee”: non piani, né progetti. Questo è fondamentale per non appesantire il processo creativo. C’è differenza tra “avere un’idea” e “sviluppare un’idea in un progetto”. E questa differenza va rispettata.

5 – Identificare le resistenze interne

Capire quali persone all’interno del gruppo di lavoro possono bloccare lo sviluppo del nostro brainstorming è importante per il successo delle stesso. Avere idee realistiche è fondamentale, ma sfidare l’ assetto convenzionale della realtà cattura maggiormente l’attenzione del pubblico e porta a una migliore efficacia del messaggio. Identificare le resistenze e sdrammatizzarle, invece di polarizzare il nostro brainstorming in “creativi” e “resistenti”, è parte del brainstorming stesso.
D’altro lato esistono persone che proseguono oltre il brainstorming, sviluppando idee collaterali che non sono obiettivo del nostro compito. Saper identificare anche questi meccanismi è utile per non andare offtopic.

6 – Programmare il passo successivo

Il brainstorming finisce programmando gli incontri successivi. Segmentare il progetto in diversi step di  aiuta a non appesantire il gruppo di lavoro e ad alimentare le nostre idee creative con suggestioni che arrivano dalla quotidianità.

Qual è il vostro modo di fare brainstorming? Raccontatecelo nei commenti.

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