Una breve guida pratica agli analytics di YouTube

Dall'engagement al close rate, tutto quello che c'è da sapere per rendere più performanti i vostri video

Parliamo di YouTube. Tutti sapete cos’è, ma… sapete anche misurarlo? Oltre ad essere il sito di video più famoso al mondo, è anche il secondo motore di ricerca, proprio dopo ‘mamma’ Google.

Come spiega SimplyZesty, Con il nuovo layout del sito che risalta le sottoscrizioni ai canali, diventa più importante che mai cercare di capire quali contenuti vanno meglio e quale tipo di utenti sono interessati al vostro canale attraverso gli analytics.

Perchè utilizzare gli analytics?

Capire il pubblico

Una delle caratteristiche principali degli analyics è la sezione demografia: questa offre un quadro preciso e puntuale sul vostro pubblico di YouTube.
Studiando i dati demografici, è possibile ottenere un quadro chiaro del pubblico a cui vi state rivolgendo. Grazie a queste informazioni si può cercare di creare e condividere contenuti più in linea con il proprio target.

Ottimizzare i contenuti

In base alle informazioni di reportistica è possibile capire quale tra i vostri video è stato più popolare. Questo vi aiuterà a concentrare gli sforzi verso quel tipo di contenuti. Attenzione però a non abusarne, niente sui social è una formula magica. Cercate di variare anche un po’ e fare qualche esperimento.

Scoprire l’engagement dei vostri video

Attraverso l’Audience retention tab si può capire quali video sono tra i più popolari, trovare il tempo medio che uno spettatore spende sui vostri video e fino a che punto si è spinto a vedere il contenuto. Con questo report è possibile scoprire anche quale video ha ricevuto più commenti e share.

Monetizzare i contenuti

E ‘importante tenere a mente che originariamente i canali migliori di YouTube erano diventati tali per la grande passione degli utenti nel fare i loro video. Generalmente ci vuole molto tempo e un duro lavoro per costruire la propria fan base. Ad ogni modo quando il livello dei follower è in costante crescita e si è raggiunto un buon numero, si può pensare di iniziare a monetizzare i contenuti. Ci sono una serie di formati di annunci progettati per aiutarvi a monetizzare i vostri video e attraverso la sperimentazione, è possibile scoprire quali forniscono i risultati migliori.

E ora… la guida agli analytics!

La prima volta che accedete a YouTube Analytics, sarete accolti dalla pagina panoramica che mostra tutte le attività del vostro canale negli ultimi 30 giorni. Da qui è già possibile basare parte della vostra strategia futura grazie ai dati sulle visite, sul numero di minuti visti, sui guadagni e alla sezione demografica. Cliccando uno di questi parametri si aprirà il relativo dettaglio dei dati.

L’insieme degli analytics di YouTube può essere suddiviso in tre macro-sezioni: visite, engagement e guadagni.

Report sulle visite

Oltre alla quantità di visite che hanno ottenuto i vostri video, gli analytics vi spiegheranno anche quante di queste visite sono state monetizzate oltre al numero stimato di minuti che i vostri utenti hanno passato a guardare i contenuti. Attenzione però: se un video è impostato su autoplay e qualcuno lo guarda, quella vista non viene conteggiata.

Altro dato importante è l’origine delle vostre visite: conoscerla vi aiuterà anche a indirizzare meglio i vostri contenuti.

La sezione dove dovreste prestare più attenzione è l‘ Audience retention. Come suggerisce il nome, questo tipo di dato vi indica quanto i video stiano performando. In altre parole vi dirà se i vostri video attirano gli spettatori e li ‘incollano’ allo schermo… fino alla fine!

L’Audience retention mostra anche la performace dei vostri video in comparazione ad altri video di YouTube di stessa lunghezza. Un consiglio: più è breve il video, più qualcuno probabilmente guarderà il video sino alla fine.

Report sull’engagement

Questa sezione riguarda il numero di persone che si sono iscritte al vostro canale e ai vostri video, il rapporto sui preferiti, i commenti e le condivisioni. Le metriche sono relativamente semplici, ma una parte da considerare sono senza dubbio le annotazioni. Se utilizzare le annotazioni per chiedere di collegarvi ad altri video o per convincere gli utenti a iscriversi al vostro canale, vedrete anche il click-through rate e il close rate (la percentuale di annotazioni che sono state chiuse dagli spettatori).

L’engagement è cresciuto di importanza grazie al nuovo layout che YouTube ha introdotto di recente. La nuova veste appare migliorata sia per gli spettatori sia per i produttori di contenuti, ma soprattutto risalta le iscrizioni ai canali; infatti ora tutti gli spazi hanno un pulsante per invitare gli utenti ad iscriversi.

Report sui guadagni

A meno che non siate uno dei migliori canali su YouTube, non sperate troppo in ricchi guadagni. Punto a sfavore è il fatto che gli annunci sono visualizzati solo da coloro che permettono la loro visibilità. Quindi in pratica solo tra un quarto e metà degli spettatori.

Per vedere quanto stai guadagnando potete misurare il rendimento degli annunci. Negli analytics verrà mostrato quanto state guadagnando attraverso i CPM. I diversi tipi di annunci verranno visualizzati nella parte inferiore in modo da poter vedere quanto stiano performando i diversi annunci che avete implementato. Se siete agli inizi, è bene attivare tutti gli annunci che avete programmato in modo da verificare la performance di ognuno di essi. Solo in seguito, dopo un breve periodo di tempo, scegliete i formati di annunci che stanno andando meglio.

Per attivare la monetizzazione sul vostro account, è necessario andare in “Gestione video” e scegliere di monetizzare il video cliccando sul simbolo $. Qui potrete anche scegliere quali formati di annunci si desidera attivare.

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