10 marketing trend per il 2013

I trend che non possiamo assolutamente trascurare nelle strategie marketing del prossimo anno.

Giovanna Napolano

Marketing Manager

    Ma dove vorremmo andare senza trend?

    Chi si occupa di marketing (o almeno dice cose del genere in giro), si relaziona ai consumatori e stiamo parlando di persone che sinergicamente, modificano le loro preferenze e le loro attitudini rispetto al contesto in cui sono immersi. Il nostro operare è collaborativo con i loro gusti.  Il consenso al nostro buon lavoro è semplicemente scorgere qualcosa che già esiste. Se credete che “marketing” sia definizione di “persuasori in grado di vendere ghiaccio agli Eschimesi” quest’articolo non è per voi…

    Invece a quelli che sono arrivati a questo step parlerò di trend o meglio tendenze, cambiamenti, dinamiche, comportamenti di consumo.

    I più furbi sapranno leggere questi 10 trend stilati da trendwatching.com come uno strumento e non come una ricetta.

    1. Presumers & Custowners

    I Presumers amano essere coinvolti in anticipo per promuovere prodotti e servizi prima ancora che siano commercializzati, i migliori testi di marketing li hanno da sempre identificati come “pionieri” e noi oggi parliamo di presumers perchè sono gli strumenti a fare la differenza.

    Grazie alle innumerevoli piattaforme di crowdfounding e alle nuove tecnologie si ribalta il mainstream, investendo su quell’attualissimo culto globale di auto-imprenditorialità che materializza il successo dei social network. Non c’è da stupirsi se i PRESUMERS di cui parliamo abbiano speso per le piattaforme di crowdfunding ben 530 milioni di dollari nel 2009, diventati 1,3 miliardi di dollari nel 2011, ammontati a 2,8 miliardi di dollari nel 2012 (Fonte: Massolution / The Economist, maggio 2012).

    Si presume che entro il 2013 si arriverà a ben 6,2 miliardi di dollari.

    Quando i consumatori si evolvono da semplici consumatori passivi a promotori delle marche che acquistano, vengono definiti Custowners. Sono dei “business-consumatori”, assolutamente esperti, e sperano di ottenere dai marchi un ritorno perlopiù emotivo. Evidentemente solo i marchi aperti, cordiali, onesti, affidabili, trasparenti, e un po ‘umani‘ si dimostreranno in grado di attrarre custowners.

    Tra i migliori esempi: 

    ZAOZAO, piattaforma on-line per progettisti di moda.

    La nuova piattaforma on-line permette ai progettisti di moda di inviare l’anteprima dei prodotti ancora prima del lancio e ottiene fondi per la produzione attraverso la comunità del sito web.

    Leon Bonds, le ricerche migliori provengono dai clienti

    Nel luglio 2012 in Inghilterra spopola il sano fast food in franchising di Leon Bond il quale ha raccolto le opinioni ci circa 1,5 milioni di clienti (piuttosto che dagli investitori istituzionali), in modo da potersi ulteriormente espandere e aprire posizioni e nuovi punti vendita.

    2. Paesi Emergenti

    Paesi emergenti, economie emergenti, marchi emergenti. Sono anni che discutiamo delle potenzialità e delle differenze dell’economia orientale, come se questo sviluppo sia in fase di avviamento più che di concretizzazione e invece ci pare questa la sede giusta per comunicarvi che i brand dei paesi emergenti stanno acquisendo una notorietà e un valore di mercato pari ai più noti marchi Occidentali. Il PIL dei mercati emergenti nel 2013 supererà i mercati avanzati per la prima volta (misurato in termini di parità di potere d’acquisto).

    Un esercizio per chiunque voglia misurarsi in contesti globali di mercato.

    Chiedetevi quindi: chi sono i nuovi potenti players del mio settore? Aprite gli orizzonti e superate i confini, soprattutto geografici: Cina, Brasile, India e Turchia.

    I settori più disparati e innovativi sono invasi dall’est del globo:
    WeChat: l’app messaggistica Cinese raggiunge i 200 milioni di utenti a livello globale.

    Voce cinese, testo, foto e servizi di messaggistica istantanea, hanno cambiato il nome da ‘Weixin’ a ‘WeChat’ per adattarsi a un più ampio mercato globale. Nel mese di settembre 2012 il servizio ha aggiunto il supporto in lingua hindi senza considerare il portoghese (per il mercato brasiliano) e l’indonesiano. Di recente ha superato 200 milioni di utenti in tutto il mondo.

    Peak Games: la piattaforma di social gaming Turca è al 3° posto tra le classifiche mondiali

    Gioco di punta del mercato turco è ora il terzo più grande in tutto il mondo, con 30 milioni di utenti attivi al mese in tutta la Turchia, il Medio Oriente e il Nord Africa. L’azienda ha visto nel 1° trimestre 2012 un aumento dei ricavi di dieci volte superiore rispetto alle entrate del 1° trimestre del 2011.

    3. Momenti “mobile”

    Nel 2013 i consumatori vivranno in simbiosi coi dispositivi mobile, per l’esigenza di iperconnettività ed efficienza dei tempi.Stili di vita urbani e quindi frenetici renderanno ogni azione fugace. Ogni attività tradotta in comportamento sarà troppo impegnativa in termini di economia del tempo.

    Tutto ciò significa che i prossimi 12 mesi vedranno un’esplosione nei momenti MOBILE: prodotti, servizi ed esperienze tutte fruibili attraverso device pratici ed innovativi. Uno stile di vita multi (se-non) iper-tasking.

    Si potrebbe offrire un diluvio di statistiche sull’argomento, dall’ uso del mobile alla dipendenza che ne consegue, ma sappiamo che non avete il tempo necessario e quindi ci basta offrirvi tre esempi;

    – Un sondaggio dice che i possessori di smartphone adulti statunitensi per il 63% degli intervistati di sesso femminile e il 73% degli intervistati di sesso maschile non riescono a stare per più di un’ora senza controllare il proprio telefono (Fonte: Harris Interactive, giugno 2012).

    – Tra i 18 ei 24 anni lo scambio tramite device smartphone è in media di 109,5 messaggi in un giorno, più di 3.200 al mese (Fonte: Pew Research Centre, settembre 2012).

    – Uno studio accademico sugli utenti Android rivela che passano quasi un’ora sulle loro apparecchiature in un giorno ma la sessione di app media dura solamente un minuto (Fonte: DFKI, novembre 2011)

    4. New life inside

    Le attività ecologicamente sostenibili sono forse il trend più importante e incisivo, esprimono l’evoluzione più interessante e meritevole delle dinamiche del consumo di massa. Una tra le più importanti è certamente il dar vita a nuovi utilizzi, il famoso ri-uso (o riutilizzo): lo sprigionare nuova vita da oggetti già utilizzati, i quali, invece di essere scartati, danno senso a un nuovo essere.

    Ovviamente tutto ciò non basterà a riportare in equilibrio quello che abbiamo causato in questi anni a Madre Natura ma vi è un grande valore simbolico nel creare continuamente del nuovoE’ simbolica, soprattutto, l’ intenzione di agire in modo più significativo e coscienzioso. Ecco alcuni esempi:

    Sprout: la matita che vuole essere una pianta

    Una volta che la matita è diventata troppo piccola per poter essere utilizzata può essere piantata: viene inserita parte del seme nella punta della matita la quale si scioglie al contatto con l’acqua, permettendo al seme di germinare e crescere. Il progetto è riuscito a raccogliere oltre 35.000 utenti (dai primordiali 2.000 formati da Presumers).

    5. L’App-prescrizione

    Le nuove app sostituiranno le più attive tecniche di diagnosi medica? Le tecnologie digitali sono la nuova medicina?
    L’ascesa della “salute fai da te” pare non arrestarsi, oltre 13.000 applicazioni sanitarie nell’ App Store Apple non sono certo determinate dal caso.

    Si prospettano quindi evoluzioni in campo burocratico per il sistema sanitario (resta impensabile ridurre una posologia tramite app). L’obiettivo di questa “digitalizzazione medica” è ridurre i costi, rendendo i consumatori più consapevoli della loro salute, e consentendo un monitoraggio anticipato di quelli che possono essere i sintomi di allarme.

    Antibiotics Reminder app

    Nel giugno del 2012 il governo australiano ha finanziato un servizio nazionale di prescrizione medica tramite app. L’applicazione gratuita permette ai pazienti tramite smartphone, di impostare un promemoria per il loro farmaco prescritto, tenendo traccia di quando l’hanno preso, con un diario di bordo che traccia i progressi fatti nel tempo. L’applicazione si propone di aiutare gli utenti a prendere gli antibiotici correttamente, in modo da ottenere risultati efficienti.

    6. Essere orgogliosi della propria nazionalità

    Dai mercati emergenti alle economie occidentali saranno orgogliosi di esportare e ostentare il loro patrimonio nazionale e culturale nei prossimi 12 mesi. Simboli, stili di vita e tradizioni che sono stati precedentemente minimizzate se non nascoste, vengono oggi portati alla ribalta per divenire una fonte di orgoglio per i consumatori domestici, e di interesse per i consumatori globali.

    Il rispetto e l’interesse verso culture fino ad oggi negate sembra essere un trend rilevante che può aprire sconfinate possibilità di business.

    Ne- Tiger, il marchio di moda che dalla Cina si apre al mondo 

    In Cina il primo marchio del luxury fashion è NE-TIGER, rinomato per le sue linee “Oriente” che ben però si sposano con i gusti  dell’Occidente. Nel Settembre 2012 il fondatore dell’azienda Zhang Zhifeng ha tenuto un discorso dal titolo ‘Dalla Cina, al mondo‘ prima di presentare il suo marchio alla sua ultima collezione di haute couture ‘Huafu’ in Italia, a Milano.

    7. Data Mining

    I dati sono la risorsa più importante per le aziende. Fino ad oggi, la discussione riguardo i “grandi dati” si è concentrata sul valore dei dati dei clienti per le imprese. Ora, i consumatori sempre più esperti inizieranno a invertire il flusso: cercheranno di sfruttare al meglio i loro dati rivolgendosi a quelle marche che utilizzano queste informazioni per accontentarli in modo proattivo, consigliandoli su come migliorare il loro comportamento in termini economici quanto pratici.

    I consumatori vogliono sentirsi serviti ma la loro deve essere una scelta volontaria non certo un monitoraggio occulto. Per questo i brand dovranno camminare su una sottile linea di equilibrio, offrendo ai consumatori servizi innovativi e soddisfacenti senza usare pratiche invasive e inopportune.

    Magnifico esempio di quanto abbiamo detto è Cignifi, una società statunitense che ha sviluppato una tecnologia di analisi che utilizza i modelli di utilizzo dei dispositivi mobile (chiamate, messaggi e interazioni anche più complesse)  per valutare lo stile di vita degli utenti e le conseguenti ripercussioni sotto il profilo delle scelte di acquisto.

    Si è recentemente completato un progetto pilota in Brasile, e sta interessando i 100 milioni di persone che compongono la classe media emergente del paese, di cui al momento si dispongono ben poche informazioni.

    8. E’ stato fatto qui

    Nel 2013, la produzione torna a casa, a patto che ‘casa’ sia un mercato maturo.I consumatori abbracciano il made in HERE, e pare sia una buona notizia soprattutto per quei dirigenti preoccupati e in certi altri casi interessati dal costo del lavoro (in aumento) in Cina con tempi di consegna lunghi e catene di approvvigionamento globale troppo fragili.

    “Local manufacturing is the new Service Economy.”

    Dati certi ci dicono che quattro su cinque acquirenti Statunitensi (76%) sono più propensi ad acquistare un prodotto Nazionale (Fonte: Perception Research,luglio 2012). I lettori più attenti avranno ormai notato come il trend dei PRESUMERS e il trend del made in here si alimenteranno a vicenda nei prossimi mesi.

    Preparatevi, perchè i modelli di business saranno ri-organizzati in ottica “locale”, e i settori coinvolti non saranno solo quelli del food.

    – Tesla Model S: Made in California

    Nel Giugno 2012, le prime consegne della Tesla Model S, prodotta a Fremont, in California. La vettura è alimentata da una batteria agli ioni di litio ed ha un tempo di 0-60 mph di 4,5 secondi, fornendo un impianto sportivo ad alte prestazioni. Il modello S dispone anche di un cruscotto touchscreen con accesso wireless a Internet (da poter sincronizzare con smartphone vari), permettendo agli utenti la gestione di sistemi di controllo come la navigazione, la musica e la temperatura.

    9. Assolutamente trasparenti

    I brand non devono avere nulla da nascondere e devono volontariamente e attivamente mostrarlo, considerando tale aspetto come un vero e proprio valore aziendale.
    I consumatori pretendono di conoscere il comportamento delle imprese nel mercato, in termini etici e ambientali.

    La percentuale dei consumatori globali che hanno fiducia nell’operato delle imprese è scesa dal 56% nel 2011 al 53% nel 2012 (Fonte: Edelman, gennaio 2012).

    Ben il 69% dei consumatori americani afferma di essere più propenso ad acquistare un brand che divulga pubblicamente i suoi risultati. Sensibile attenzione merita il settore agroalimentare, per ragioni banali e facilmente intuibili. La fiducia nei processi e nelle materie prime è fondamentale per chi opera nel settore del food.

    McDonald’s: informazioni complete sui menù.

    Quasi costretta dai continui attacchi ai suoi menù ipercalorici, McDonald’s ha deciso di essere trasparente su ingredienti e calorie. Da tempo ha anche modificato il design dei suoi fast food e sono ben note, soprattutto in Italia, le strategie per avvicinare i suoi panini alla raffinatezza culinaria dei migliori chef Nazionali.

    Kimitachi, l’ibrido tra ristorante e reality

    Nel settembre del 2012, il ristorante giapponese Kimitachi ha aperto un franchising a Curitiba, in Brasile, dopo un ristorante pilota a Florianópolis. I clienti che ordinano takeout possono seguire la preparazione alimentare attraverso un sistema video installato nella cucina del ristorante. Kimitachi ha “umanizzato la consegna sushi” fornendo ai consumatori una maggior trasparenza nella preparazione dei piatti.

    10. Marchi esigenti

    Si assiste a un cambiamento audace e coraggioso tra le marche più ambiziose.

    I brand si stanno imbarcando verso un futuro più sostenibile e socialmente-responsabile che richiederà ai loro clienti sacrifici, ottenendo così il rispetto dei consumatori, anche di quelli più esigenti. Evidentemente i consumatori non saranno disposti a sacrificarsi per qualsiasi brand, a meno che loro veramente non si identifichino nella visione delle aziende.

    Quindi, nel posizionarsi come marca esigente, è necessario assicurare il 100% di trasparenza e sincerità. Altrimenti, ci si può accontentare di essere un brand servile, non certo avanguardista.

    Per promuovere la campagna di beneficenza per la donazione del sangue, una squadra di calcio Brasiliano ha realizzato delle particolari divise per i nuovi giocatori nel mese di luglio 2012. Di norma, la T-shirt del team è rosso-nera, ma è stato ripensata a strisce bianche e nere, così da incoraggiare i fan Brasiliani a donare il sangue per ripristinare le camicie e i loro colori normali.Nel corso della nuova stagione sportiva le quattro strisce bianche torneranno al tradizionale rosso, una per volta, seguendo le donazioni della banca del sangue brasiliano.

     

    Il successo non esiste, ma se è nelle vostre ambizioni  raggiungere qualcosa di simile, è necessario conoscere adeguatamente il proprio target, il mercato in cui si opera e le proprie potenzialità.

    Senza tutto ciò, avete letto un lungo e inutile articolo.

    VUOI APPROFONDIRE L'ARGOMENTO?

    Scritto da

    Giovanna Napolano

    Marketing Manager

    Giovanna Napolano nasce a Napoli nel 1988 e si laurea in Scienze della comunicazione con una tesi in marketing.A diciotto anni scopre tra i banchi di scuola la materia che ... continua

      Condividi questo articolo


      Segui Kiyoshi .

      Amiamo ricevere i tuoi commenti a ideas@ninjamarketing.it