Italia camp: la nuova sfida è lanciata per invertire la tendenza

Il futuro è nell'aggregazione e nella condivisione sociale

 

Abbiamo intervistato il presidente dell’Associazione Italia Camp, Fabrizio Sammarco, che ci illustrato come è nata l’idea “Italia Camp”, la sua mission, le iniziative e gli obiettivi futuri. L’input che ci ha dato, è quello di “invertire la tendenza”, partendo dal basso, da tutti noi, cercando di costruire un aggregatore di idee da poter poi mettere in pratica e realizzare. E allora immergiamoci nel mondo di Italia Camp e…. invertiamo la tendenza!

Ci racconti un aneddoto sulla nascita di Italia Camp?

L’idea enzima di ItaliaCamp, nasce nei primissimi anni universitari. Dal fermento nei corridoi tra una lezione ed un’altra, da quelle discussioni classiche e innovative sull’impegno per la soluzione dei problemi che ci troviamo davanti giorno dopo giorno.
Una visita a Stanford ed Harvard, nel corso di una esperienza di lavoro e di studio negli Stati Uniti, ci ha fatto letteralmente innamorare della formula barcamp, la negazione della conferenza, un modello di confronto senza gerarchie, in cui ciascuno è protagonista dell’evento, con il tempo come unico moderatore. L’attenzione rivolta sulle progettualità  concrete piuttosto che sulla dialettica.
Un fattore che risalta in maniera evidente in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando.

 

 

Come è strutturata l’associazione?

L’attuale ramificazione era a dir poco inimmaginabile quando abbiamo iniziato due anni fa. In un auletta universitaria, 20 persone che si incontravano alle 20 (il gruppo informale si chiamava appunto 20alle20).  In ogni Regione italiana dunque, oggi esiste un gruppo ItaliaCamp, al quale sostanzialmente è affidato il compito di essere, sia in termini di amplificazione che di percezione, testa e cuore dell’associazione nel proprio territorio di riferimento.

 

 

Come sono organizzate le territoriali?

A livello territoriale ogni Camp è organizzato da un lato riproducendo in linea generale quella che è la struttura organizzativa funzionale del Consiglio nazionale mentre dall’altro rendendo questa struttura quanto più aderente ed adatta a percepire (ed elaborare) le differenti esigenze provenienti dalla regione stessa nelle sue articolazioni comunali e provinciali. Nella costruzione di ciascun camp territoriale quello che conta non è tanto la struttura gerarchica quanto la sua efficacia nel maturare la rete necessaria a realizzare le progettualità  provenienti dalle Università  e dalla società civile di riferimento.

 

Quanto contano i momenti di formazione e di aggregazione?

ItaliaCamp ha posto in essere, per la prima volta nel nostro Paese, un momento ed un luogo di aggregazione sia fisica che virtuale, tra Università , società  civile, imprese ed Istituzioni. Realtà  che dialogano sempre tanto per quanto poco e che possono per questo letteralmente sfruttare la presenza di ItaliaCamp nella creazione di nuovi luoghi di contaminazione culturale e progettuale.

 

 

Ci descrivi il vostro “progetto di punta” attivato?

Tra i progetti finora realizzati, il più noto è quello proposto dall’idea SRL per tutti oggi meglio conosciuta come Società  Semplificata a Responsabilità  Limitata. Presentata nel 2010 da un ricercatore italo-americano nel corso di un nostro barcamp organizzato a Roma, l’idea fu adottata dall’Antitrust che si impegno di studiarne la fattibilità . Un anno fa l’idea è stata inserita nel pacchetto liberalizzazioni del Governo Monti, abbattendo per gli under 35 ad 1 euro di capitale sociale, i costi per l’apertura di una SRL e modificando in tal modo le norme del Codice Civile. Dunque dalla creatività  di un ricercatore speranzoso alle Istituzioni ed al Governo del Paese. Ecco l’esempio perfetto di quello che molti oggi chiamano modello ItaliaCamp con alla base soltanto un interesse di parte quello del nostro Paese.

 

Ci racconti un’iniziativa che state portando avanti?

Un iniziativa realizzata, tuttora in essere è quella di REMOCEAN, idea nata da un gruppo di giovani ricercatori del CNR di Napoli, che prevede la lettura della linea di un oggetto (o anche costa) in mare mediante un esame del moto delle onde. Questo progetto, che si è materializzato grazie ad un investimento del fondo Atlante Ventures Mezzogiorno, è attualmente un congegno utilizzato in maniera sperimentale all’isola del Giglio per effettuare rilevamenti sul relitto della Costa Concordia.

 

Quali sono gli obiettivi futuri?

L’obiettivo è uno: invertire la tendenza nel Paese. Vivere con più di 1000 persone a Catanzaro la presentazione di più di 700 progetti e ancora essere più di 1000 nel primo barcamp organizzato presso la città  del Vaticano sono le prove che istituzioni, politica e imprese hanno compreso l’efficacia di un modello basato non più sul tempo dell’opinione ma sul merito di un progetto e questo significa che qualcosa è già  cambiato. La sfida è fare in modo che questo cambiamento sia alla portata dei più arricchendosi del contributo di ciascuno di noi.

 

 

Avete numerosi partner di rilevanza internazionale, come li avete coinvolti?

Un progetto come ItaliaCamp, che si ispira ad un modello sperimentato oltreoceano, nasce (e non può essere diversamente) con una forte vocazione internazionale. L’evento organizzato a Bruxelles presso il Parlamento Europeo nel febbraio 2009, non ha fatto altro che rafforzare questa connotazione. Per il coinvolgimento degli atenei e dei centri di ricerca internazionali, innanzitutto ci siamo basati sul network che ciascun componente dell’Associazione poteva mettere in campo. In secondo luogo elemento decisivo per tale coinvolgimento è stato il progetto stesso, che in un momento di crisi, si è presentato come modalità  concreta di valorizzazione del nostro made in Italy e come strumento di attrazione degli investimenti.

 

Qual era l’obiettivo dell’evento che si è appena tenuto a Verona?

Gli Stati Generali del Centro Nord che si sono svolti presso l’università  di Verona il 1 dicembre sono stati costituiti da 12 sessioni regionali di barcamo. L’apertura della giornata è stata tenuta da un ospite d’eccezione, il Presidente del Consiglio Mario Monti. Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Trentino Alto Adige, Marche, Sardegna, Piemonte – Valle D’Aosta, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, in ciascuna di questi aule regionali, secondo la formula del barcamp (5 minuti per ciascun partecipante per presentare la propria idea), è avvenuta la presentazione delle progettualità  più rappresentative di ciascun territorio. Il tutto alla presenza di Istituzioni, imprese ed investitori. L’intento era fare in modo che le progettualità presentate possano trovare la strada giusta per essere realizzate, in modo da poter attivare, nei rispettivi territori, circuiti virtuosi di crescita e sviluppo.

 

Quali sono le opportunità individuate rispetto ai giovani ed al web ?

Se vogliamo considerare il punto di vista delle giovani generazioni, ItaliaCamp propone un sistema che invertirà un tradizionale approccio al mondo del lavoro. ItaliaCamp non ha chiesto alle Istituzioni e imprese di assumere giovani o altre categorie ma ha semplicemente proposto a coloro che hanno gli strumenti materiali e culturali per farLo di adottare delle progettualità  provenienti dalla società  civile, dal cercare al creare lavoro. Alle nuove generazioni ItaliaCamp offre l’opportunità  di esserci in un momento in cui la sfida è tutta orientata alla ricerca e valorizzazione della propria identità  nel nostro presente ancor più che in un futuro che sembra essere sempre meno prossimo.