Le best & worst practices dedicate ai brand innamorati di Tumblr

Continua la serie di articoli dedicati a Tumblr: ecco alcune worst & best practice per un branding efficace

Continua il nostro bel viaggio alla scoperta di Tumblr, la piattaforma che dà la possibilità ai brand di fare promozione in un modo del tutto nuovo e inusuale, attraverso differenti contenuti multimediali.

In particolare, nelle scorse ‘puntate’ abbiamo visto la sua importanza per fare storytelling innovativo, dato un occhio a 8 buoni motivi per includere la piattaforma nella social media strategy d’impesa ed infine esplorato gli strumenti e le metriche per efficaci azioni di branding.

In questo post, invece, vedremo le parole d’ordine – in positivo e in negativo – che i brand devono annotare e applicare (o meno!) alla propria strategia su Tumblr. Pronti? Via!

Best Practice: cosa fare per restare su Tumblr con successo

Creatività

Tumblr implementa sempre nuovi strumenti per migliorare la user experience. Chi utilizza queste nuove funzionalità ha sicuramente una marcia in più degli altri, ma i brand che li useranno in maniera creativa e originale verranno sicuramente notati e apprezzati maggiormente dagli utenti!

Ad esempio, grazie a Photoset – che dà la possibilità di creare gallerie fotografiche interattiveShortformblog ha realizzato delle infografiche davvero interessanti.

Dietro le quinte

Lasciate che gli utenti possano dare un’occhiata al ‘dietro le quinte’ del vostro lavoro! Molti followers sono curiosi di sapere cosa si nasconde dietro un contenuto e si mostrano davvero entusiasti quando questo gli viene rivelato. Una conferma? Basta guardare cosa succede durante la preparazione di una puntata di Gossip Girl – famosissima serie tv – quando vengono pubblicati gli outfit che le protagoniste indosseranno!

Community

Quando un brand apre un tumblelog per una causa benefica e chiede l’aiuto della comunità, nascono spazi come EatSleepDraw. Aperto nel 2007 come un blog che raccoglie materiale artistico originale dagli utenti Tumblr di tutto il mondo, oggi è la più grande galleria d’arte digitale di natura collaborativa che esista sulla piattaforma!

Contribuire è facile: basta postare un contenuto originale e chi è interessato vi contatterà! Un progetto che può diventare addirittura un prodotto cross-mediale.

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Con l’uso della funzione ‘Submission’ è inoltre possibile invitare gli utenti a contribuire personalmente a un progetto a cui il brand ha dato fiducia. In questo modo si ottiene un doppio risultato: i vostri follower avranno la sensazione di far parte di qualcosa di grande valore e voi avrete guadagnato la loro fiducia online!

Worst Practice: cosa NON fare per restare su Tumblr con successo

Seguire i ‘meme trend’ di Tumblr sbagliati

Per un brand partecipare alla tendenza generale di seguire un ‘meme trend’ – per intenderci i cosiddetti tormentoni del web – è un modo per dimostrare agli utenti di essere divertenti ed originali, un’occasione per mostrarsi più vicini al pubblico. Se utilizzato in maniera errata però, questa azione può arrecare un danno consistente alla brand image e rischiare di essere un social epic fail!

Spam e auto-promozione

Come su qualsiasi altro social e forse ancora di più a causa di alcuni utilizzo non troppo trasparenti, su Tumblr i contenuti ritenuti inutili o poco interessanti sono considerati come spam dagli utenti. All’eccessiva auto-promozione viene assegnato lo stesso destino. Prima di pubblicare un contenuto, chiedetevi dunque se il contenuto realizzato o re-bloggato può interessare veramente al nostro target o se lo state pubblicando solo perché ‘dovete pubblicare’ qualcosa!

Controllare in maniera accurata e scrupolosa  i contenuti da pubblicare è bene. Sopratutto a causa del fatto che una volta che il vostro account viene associato ad una categoria considerata ‘spam’ vengono bloccate tutte le funzioni per la community che vi segue (commenti, following, like, reblog) con l’opzione ‘Block’, creando seri disagi sia agli utenti che a voi stessi!

Troppo reblogging

Tumblr è principalmente una piattaforma partecipativa dove la funzione reblog permette di riproporre un contenuto di un altro blog. Ogni brand deve necessariamente effettuare questa operazione per ‘prendere parte’ alla partita. Il pericolo sta nel lasciarsi andare al reblogging facile e selvaggio! Questo è inoltre un rischio per il vostro business in quanto è facile incappare in un contenuto che non si è ben compreso o che non si sposa in maniera corretta alla vostra immagine. Meglio pochi reblog, ma buoni!

Allora, come vi sembrano queste pratiche? Prossimamente ‘chiuderemo il cerchio’ dei post dedicati a Tumblr con gli ultimi tip per aziende e utenti: stay tuned! 😉

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