Eco4cloud: la startup italiana che copia le formiche

Come risparmiare milioni di euro applicando modelli biologici alla tecnologia

Sapevate che i data center sono responsabili del 4% dei consumi energetici a livello mondiale? E sapevate che il tasso di utilizzo dei grandi server raggiunge al massimo il 25-30%? Significa avere un’enorme capacità elaborativa in stand-bye, scarsamente utilizzata, ma che consuma enormi quantitativi di energia.

Una startup Italiana ha la soluzione per ridurre i consumi energetici dei data center ispirandosi ad un modello biologico (osservando il comportamento delle formiche), con grandi risparmi di costo per i propri clienti e per la Società. Raffaele Giordanelli, CEO , ci racconta del progetto Eco4cloud.

Raffale, qual è la storia di Eco4cloud? Com’è nata l’idea, e quali sono stati i passaggi fondamentali?

Eco4cloud nasce da un’idea di ricerca di un gruppo di quattro ricercatori calabresi: Carlo Mastroianni, Giuseppe Papuzzo, Agostino Forestiero e Raffaele Giordanelli, cui si è subito unita Ivana Pellegrino, imprenditrice cosentina che ci ha supportato sul lato business. I primi riconoscimenti arrivano dallo Start Cup Calabria 2011 (terzo posto) e dall’edizione nazionale di Working Capital Telecom Italia, dove la nostra idea, tra le 2140 partecipanti, è risultata la vincitrice!
Le competizioni hanno anche portato in dote i contatti con gli investitori, che sono entrati nel capitale societario ad Aprile di quest’anno con un investimento di circa 2 milioni di Euro.

Di cosa vi occupate?

Offriamo la gestione automatizzata del data center, con l’obiettivo primario di aumentare l’efficienza/efficacia delle risorse utilizzate, ma anche affrontare automaticamente i malfunzionamenti che potrebbero presentarsi. Il tutto garantendo le prestazioni verso gli utenti finale a fronte di una riduzione dei costi di funzionamento anche del 50%. Si tratta di cifre spesso non banali considerata la dimensione di molti di questi centri.

Perchè questo problema è diventato rilevante proprio adesso?

La domanda di capacità computazionale è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni, ma si è preferito aumentare le dimensioni dei data center, con una sempre minore attenzione alla gestione dell’efficienza. Adesso, con l’utilizzazione dei data center intorno al 30% (valore medio), è chiaro a tutti che l’efficientamento è un passo che qualsiasi azienda che gestisca almeno un data center deve compiere.

In cosa si distingue la vostra soluzione?

Il problema dell’ottimizzazione di un data center è, teoricamente, irrisolvibile per grandi numeri con gli algoritmi normali (ha complessità esponenziale)
La nostra è invece una soluzione bio ispirata. Il nostro software sfrutta dei comportamenti osservati in natura per rendere efficienti i data center. Come le formiche raggruppano il cibo in posti ben definiti all’interno del formicaio, noi raggruppiamo le virtual machine sui server di un data center.
La cosa entusiasmante è che utilizzando dei comportamenti osservati natura, riusciamo a fare del bene alla natura stessa.

Il vostro target è costituito da medi e grandi data centers. Come può una neonata azienda italiana rendersi credibile agli occhi di questi interlocutori?

Per affrontare questo problema abbiamo iniziato una serie di certificazioni e di partnership con grossi player. Partecipiamo al programma Microsoft BizSpark e la nostra soluzione è certificata per Windows Server 2008 e stiamo lavorando per ottenere la certificazione internazionale Cisco per eco4cloud.
Il test finale di eco4cloud si sta svolgendo un data center di Telecom Italia, e sta confermando in pieno i risultati attesi.

Quant’è stato importante il contatto con gli investitori?

Per un team molto tecnico potersi confrontare con persone che vantano grande esperienza nel business è stato preziosissimo. La nostra esperienza con gli investitori è stata nel complesso ottima, a parte la lentezza delle trattative iniziali.

Quali sono gli errori che non rifaresti dovendo ripartire da zero con questa azienda? Quali sono i tre consigli chiave da suggerire a chi si lanciasse oggi in una startup tecnologica?

Probabilmente avremmo dovuto assumere prima, il carico di lavoro è più alto dei peggiori incubi!
E’ sicuramente presto per potere dare consigli, ma ci provo:

  • Puntare forte su un’idea davvero innovativa, che sia rivoluzionaria rispetto alla concorrenza, e che non sia solo migliorativa di ciò che già c’è;
  • Monitorare la concorrenza per essere sicuri di mantenere un vantaggio competitivo;
  • Tenere presente i bisogni del proprio cliente e dare una soluzione che li risolve in pieno e sia semplice da usare.

Dove vi vedete tra due anni?

Il 60% del mercato è negli USA. Stiamo terminando in Italia la fase di validazione della tecnologia, terminata questa fase punteremo fortissimo sulla commercializzazione, e quindi all’espansione all’estero.

Non ci resta che mandarvi un grossissimo in bocca al lupo!

Crepi!!!

Scritto da

Nicola Purrello

Siciliano, consulente di strategia aziendale focalizzato su economia verde, gestione dei rifiuti e finanza aziendale. Laureato in Economia e Finanza presso la Bocconi, ha ... continua

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