DuckDuckGo, il motore di ricerca che rispetta la privacy (ma non solo)

Un nuovo motore di ricerca che non immagazzina e non commercializza i dati degli utenti, offrendo loro un'esperienza tutta nuova. Attenta Google! ? forse arrivato un tuo degno rivale?

Oggi volevo parlarvi di DuckDuckGo, un motore di ricerca lanciato nel lontano 2008, ma che sta riscuotendo un successo sempre maggiore, sancito recentemente anche dalla partnership tra questo ed il celebre sistema operativo Open Source Linux Mint. Tra le  ragioni dell’ascesa di DuckDuckGo ci sono le perplessità sullo strapotere di Google e sulle sue policies, che stanno interessando sempre più persone.

DuckDuckGo, il motore di ricerca che rispetta la privacy (ma non solo)

La grande G è nota infatti per immagazzinare e utilizzare a fini commerciali gran parte delle informazioni dei propri utenti. La profilazione di Google si concretizza inoltre nel fatto che, quando facciamo una ricerca, il motore restituisce risultati diversi a seconda di come siamo “schedati”. Se da un lato questo ci restituirà risultati più in linea con il nostro modo di essere, c’è chi preferisce invece ottenere dei risultati oggettivi, slegati da quelle che possono essere le sue precedenti ricerche.

In questo contesto, DuckDuckGo si è proposto come un motore di ricerca innovativo, che rispetta la privacy, perché non immagazzina e non diffonde i dati dei suoi utenti, così come non filtra i risultati adattandoli a colui che svolge la ricerca.

DuckDuckGo, il motore di ricerca che rispetta la privacy (ma non solo)

DuckDuckGo però non si accontenta di competere con Google solo in merito a questi aspetti, ma sta implementando funzioni sempre nuove, come per esempio il comando “bang“. Questo comando prevede che quando un utente svolge una ricerca ed aggiunge un punto esclamativo seguito dal nome di un sito Web, viene reindirizzato automaticamente a quel sito e può consultare all’istante i risultati della ricerca.

Se ad esempio digito la chiave di ricerca “Smartphone !facebook” su DuckDuckGo, il motore di ricerca mi reindirizzerà automaticamente alla mia pagina personale restituendo come risultati delle pagine Facebook, proprio come se mi fossi connesso e avessi utilizzato la funzione “cerca” del social network. Lo stesso comando è utilizzabile anche per altri siti Web famosi, come Wikipedia, eBay, Twitter, Amazon ecc.

DuckDuckGo ha lanciato anche un progetto di sviluppo di componenti aggiuntivi tramite una sezione chiamata DuckDuckHack, grazie alla quale si possono proporre o creare nuovi goodies per il motore di ricerca.

Il modello di sviluppo, a detta degli stessi sviluppatori,  vuole ispirarsi al framework tramite il quale vengono sviluppate le componenti aggiuntive del browser Firefox. DuckDuckGo infatti utilizza anche diverse componenti Open Source, che permettono una buona interazione con tutti i programmatori che vogliono contribuire al progetto DuckDuckHack.

Non da ultimo, DuckDuckGo ha eliminato lo scorrimento delle “pagine” dei risultati, per cui i siti web restituiti dalla ricerca scorrono all’infinito, eliminando “la sindrome da prima pagina”, fatto che esorta gli utenti ad una ricerca più estensiva.

Per i più tecnici, il funzionamento dell’engine di DuckDuckGo è basato su un incrocio di diverse fonti, tra le quali si possono citare Yahoo! Search BOSS, Wikipedia, Wolfram Alpha e DuckDuck Bot. DuckDuckGo utilizza inoltre dati provenienti da siti che pubblicano contenuti tramite crowdsourcing (come la stessa Wikipedia), in modo da evitare posizionamenti falsati da politiche volte a migliorare artificialmente la pagerank dei stiti.

Dopo tutte queste informazioni non vi resta che provarlo, DuckDuckGo: potete aggiungerlo al vostro browser predefinito, oppure scaricare l’app per smartphone e tablet.

Buona navigazione 😉

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