Mangiare sostenibile: si può fare impresa creando valore per sé e la collettività

Mangiare bene, sostenere aziende agricole e commercializzare prodotti genuini in una sola mossa è possibile grazie a jenuinō

Sapevate che investendo alla fonte, noi consumatori possiamo abbassare drasticamente il costo dei generi alimentari e stimolare la stabilità finanziaria delle fattorie che producono i prodotti che desideriamo avere?
Vi piacerebbe a quel punto entrare in contatto diretto con aziende agricole e acquistare, magari sotto forma di abbonamento, le loro ceste di prodotti d’eccellenza?

Nasce jenuinō

All’interno di un ambizioso progetto marketing “social oriented”, che punta a dare risposte alle esigenze del nuovo consumatore, nasce jenuinō, una startup che si definisce “un movimento dal basso”, appena lanciato e presentato alla Luiss di Roma.

Sviluppato su un’idea iniziale di Giacomo Bracci, ora supportato anche da Marco Visibelli e Alex Giordano, dire che opera nel settore agricolo-alimentare è piuttosto riduttivo, perchè la commercializzazione dei prodotti tipici, focus del progetto, è legata a biodiversità, tradizioni locali e un nuovo modo di concepire gli spazi urbani grazie alla tecnologia.

Uno dei punti di forza di questa impresa sociale è

accorciare la filiera raggiungendo direttamente i consumatori finali (famiglie, ristoranti, mense, catering) che siano in grado di riconoscere ed apprezzare il valore nutrizionale e genuino delle nostre produzioni più qualificate.

La Vision è passare concretamente dalla dimensione del consumo alla dimensione dell’esperienza d’acquisto, con particolare cura degli aspetti culturali e sociali che danno vita ai prodotti immessi nel mercato.

La Mission del progetto è quindi partecipare nello sviluppo di un futuro sano e sostenibile, aiutando a coltivare e produrre cibo con la massima integrità morale ed etica mediante la partecipazione attiva alla nostra comunità.

Abbiamo chiacchierato con Giacomo per capire meglio il meccanismo di jenuinō e questo è il frutto della nostra discussione.

Cosa fa concretamente jenuinō?

Ha innanzitutto rilevato un intreccio di problemi legati al nostro stile alimentare e quindi di acquisto dei beni primari, legati alla classica diversità dei modelli urbano e contadino.

Partendo dal presupporto che per ogni euro speso, solo 18 centesimi vanno al produttore, mentre i restanti 82 si ‘perdono’ in intermediari, pubblicità e comunicazione, jenuinō vuole compiere un’inversione di tendenza, ponendosi come facilitatore tra le famiglie che producono e le famiglie che consumano, accorciando appunto il più possibile questa filiera e garantendo qualità e totale trasparenza nei processi produttivi, nella comunicazione, nei trasporti.

Ma se ci facciamo caso, infatti, da una parte ci siamo abituati a non mangiare più prodotti genuini, dall’altro abbiamo visto entrare in crisi le aziende agricole e le fattorie a gestione familiare, di cui le nostre comunità locali continuano ad essere piene nonostante tutto, perchè non abbiamo trovato un modello di successo per mettere in commercio quanto producono.
Noi allora ci siamo posti prima di tutto come movimento culturale che, attraverso l’utilizzo dei nuovi mezzi di informazione, vuole ricreare una consapevolezza intorno alla filiera dei prodotti di ottima qualità.

Secondo noi è attraverso l’acquisto prepagato dei prodotti che si desidera ricevere sulla propria tavola, quindi permettendo l’organizzazione della produzione a monte, si mette il fattore in condizione si chiedere sempre meno liquidità alle banche (avendo un mercato sicuro dall’inizio della stagione), di rendersi autonomo e concentrarsi su ciò che sa fare meglio, ovvero coltivare prodotti di altissima qualità.

Chi sono quindi i suoi clienti?

Sono due i gruppi di clienti a cui ci rivolgiamo: le famiglie, che si abbonano, e le aziende, con le quali lavoriamo a stretto contatto per migliorare costantemente il loro prodotto. Proprio oggi ero in un azienda di dolci fantastici che sostituirà la loro farina 00, che fa male ai celiaci, con una farina macinata a pietra jenuinō, fatta di grani antichi come abbondanza e gentil rosso: ecco in una sola mossa come riusciamo ad impattare il mercato, mangiando bene e sostenendo le aziende, dalla produzione alla commercializzazione dei prodotti.

In che modo viene gestita la filiera?

Tutto il progetto prevede la creazione di uno specifico social network in cui le aziende verranno inserite gratuitamente per interagire con migliaia di utenti, fornendo notizie sui propri prodotti ed i propri servizi (agriturismo, corsi, didattica, feste ed eventi in genere), le proprie peculiarità e le proprie storie, puntualmente aggiornabile.

Abbiamo già sperimentato attraverso un evento, quello dello scorso 21 e 22 settembre presso l’Università Luiss, nostra partner del progetto, che le aziende sarebbero interessate ad operare insieme a noi.

Pensate che al lancio di jenuinō hanno partecipato 72 aziende con 54 campionature: per noi é stato un successo considerando che, oltre a quelle presenti, avevano già aderito all’iniziativa altre 33 – per un totale di 105 – aziende che, per motivi di lavoro (in molti casi la vendemmia!), non hanno potuto presenziare all’incontro conoscitivo.

E come si relaziona con il mondo dell’eCommerce?

Noi facciamo sistema-prodotto. Vendiamo cioè un prodotto (le ceste), un servizio (la consegna a casa) e un ecosistema esperienziale (la piattaforma social, il fatto che puoi prenotare corsi in fattoria, alloggiare in agriturismo, fare la vendemmia, la transumanza, quindi co-creare con noi il prodotto) facendoti vivere insomma un’esperienza rurale completa, dalla terra alla tavola.

Il valore aggiunto di jenuinō rispetto ad altri e-commerce é che le ceste sono altamente personalizzabili, cioè che l’utente può ricevere a casa un vero e proprio servizio di nutrizionismo a domicilio, quindi ad esempio se sei celiaco avremo la cura di non venderti prodotti contenenti farine o se soffri di pressione alta non ci verrà in mente di proporti salumi nella cesta.

La principale differenza fra jenuinō e le altre piattaforme risiede in un algoritmo proprietario capace di adattarsi automaticamente al gusto del nostro abbonato, riconoscendo, anticipando e perfezionando i suoi gusti, offrendo quindi un’esperienza unica, capace di intrecciare traduzione e innovazione grazie al supporto tecnologico.

Cosa prevede adesso la timeline del progetto?

jenuinō partirà già da novembre con la consegna settimanale su Roma e Firenze di ceste di prodotti tipici certificati o comunque garantiti, cioè esenti da prodotti chimici, tutti provenienti dalla Maremma.
Il progetto é stato presentato comunque a livello nazionale, infatti sta partendo anche a Bologna, Milano e Salerno.
Intanto stiamo anche lavorando alla versione italiana del video che vi abbiamo mostrato e ci farà piacere essere raggiunti anche sulla Fanpage e su Twitter.

E voi, invece, cosa ne pensate di quest’idea? Vi piacerebbe portarla anche nella vostra comunità? Contattateci e vi aiuteremo a mettere insieme tutte le sinergie per sviluppare con successo il vostro progetto!

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