Piccola storia della Crescita italiana verso il 2013

Il risanamento possibile dell'economia italiana tra debito pubblico e tagli: ecco gli sforzi che stiamo facendo per iniziare di nuovo a crescere

Dopo la pausa estiva, con l’evento Restart Italia di cui ci siamo già occupati la settimana scorsa, siamo praticamente arrivati alla fine di tre manovre economiche importanti per la Crescita del nostro Paese.

L’agenda per la Crescita italiana, infatti, viene messa in pratica attraverso alcuni passi indispensabili annunciati in primavera dal Governo: spending review, decreto sviluppo e riforma delle professioni, le prime tre tappe cioè di un percorso che vuole costituire il quadro di riforme per il rilancio economico dell’Italia.
In quest’ottica, per farlo l’Italia ha bisogno di risanare il suo debito pubblico senza minare l’erogazione dei servizi ai cittadini, con azioni che devono svolgersi “nel rispetto delle compatibilità finanziarie e dei vincoli europei”.

Ma se l’agenda ha già incassato gli elogi della cancelliera tedesca Angela Merkel, che l’ha definita “ambiziosa ed impressionante”, si dubita sulla riuscita della spending review e del Piano Crescitalia senza un confronto con le tutte le parti economiche e sociali implicate.

Non è facile comprendere a fondo queste dinamiche, allora abbiamo provato a riassumere brevemente per i lettori ninja cosa è accaduto negli ultimi mesi: ecco le tre tappe fondamentali del lavoro fin qui condotto.

Debito pubblico

La crisi ha acuito il rapporto debito/Pil italiano (ma ci sono casi studio interessanti in cui si dimostra come il ciclo economico in questo modo non si interrompa necessariamente!).

Così, per arginare il debito pubblico, e quindi arrivare al taglio di un punto percentuale per il 2013, il Governo punta ad un recupero di liquidità dalla dismissione e valorizzazione del patrimonio pubblico ancora in possesso dello Stato italiano, prevedendo la messa in atto di una società di gestione del risparmio interamente sotto il controllo del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Crescita

Sono stati appuntamenti decisivi quelli del 24 agosto e del 5 settembre dove i quali i ministri hanno espresso le loro considerazioni in materia di crescita e sviluppo dell’imprenditoria italiana, con particolare attenzione ai giovani under 35.

Oltre ai ministri, il governo ha richiesto ad una task force d’esperti di stilare le linee guida per incentivare la Crescita del Paese.

Interventi ambiziosi e dovuti, non solo per incentivare l’economia puntando sugli under 35 e quindi ridurre l’esercito di giovani senza lavoro ma, soprattutto, per ridurre il divario tra l’Italia e gli altri Paesi europei, come Germania e Regno Unito, in merito ad innovazione e sviluppo .

Tagli

Previsti per la terza parte della spending review, in cocomitanza alla dismissione del patrimonio pubblico italiano, così da poter raggiungere l’obiettivo della riduzione del debito pubblico previsto per il 2013 ed il recupero di ben 60 milioni fra beni e servizi. Nello specifico i tagli riguarderanno i dipendenti pubblici: 20% del personale dirigente e 10% per i dipendenti.

A far da contorno a questo ricco piatto vi sono temi abbastanza corposi come gli Esodati, il terremoto in Emilia ed la riorganizzazione del sistema delle autonomie locali in base ai nuovi criteri studiati dal Governo Monti.

http://www.soldionline.it/infografiche/infografica-le-stime-del-governo-sulla-crescita-del-pil

Di certo la cancelliera tedesca descrive bene l’azione del Governo italiano quando la definisce ambiziosa ed impressionante, in contrapposizione ad una crisi economica altrettanto impressionante ed ambiziosa, tanto da spazzare via 225mila aziende nei primi sei mesi dell’anno, riducendo dal 2008 del 13,5% la quota di giovani under 30 titolari d’impresa.

Alla luce di questi sforzi, dal nostro punto di vista è sicuramente importante che il Governo attui le sue proposte in tema di crescita, al di là degli interessi lobbisti, rendendo il mercato aperto alle nuove leve imprenditoriali, con una grande attenzione all’innovazione.

Diteci la vostra, ora!