Mobile user experience e momenti di vita

User experience e momenti di vita alla base di un mobile engagement di successo

Al motto Tag shows, get content, go social (tagga i programmi, scopri i contenuti, condividili) Shazam, una delle stupefacenti app che riconosce autore e titolo dei brani musicali, è ufficialmente sbarcata nel mondo della Social TV: da pochi giorni è in grado di riconoscere i programmi televisivi e le pubblicità di 160 emittenti americane.

Date un’occhiata a questo spot!

E diteci se quel Shazam now non è l’ultima frontiera delle call to action: comodamente seduti sul divano, lo smartphone poggiato poco più in là (…se non già in mano!) lanciamo l’app con il pollice e mentre lo spot finisce ci ritroviamo tra le mani il brand e la possibilità di raccontarlo.
Da spettatori a “consum-attori” in pochi secondi.

Abbiamo scelto l’esempio di Shazam per tornare a parlare di user experience e di “momenti di vita”: un concetto chiave del marketing postmoderno coniato dal nostro Mirko Pallera, autore di Create! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore) e coautore di Marketing non-convenzionale.

Riprendiamo un paio di definizioni e facciamo il punto della situazione!

User experience

Che cosa determina la qualità dell’esperienza di utilizzo di un device?

Per fare una valutazione oggettiva possiamo innanzitutto scomporre in tre aree la funzionalità del prodotto: hardware (sensibilità, dimensioni e risoluzione dei touchscreen, efficienza delle batterie, connettività), software (sistemi operativi, app store, notifiche, modalità background, supporto flash) e applicazioni (esperienza, navigazione).

Grazie all’evoluzione di tecnologia e cloud computing oggi si trovano sul mercato dispositivi mobili altamente performanti che sono perfettamente in grado di rendere le nostre giornate più facili, efficienti e divertenti; non esiste più un limite fisico alle possibilità di aumentare gli spazi reali grazie alle informazioni e alle connessioni che vi si sovrappongono negli spazi virtuali.

L’abbiamo visto cercando le app di prossimità più innovative e a proposito di prossimità vi suggeriamo di riprendere il concetto di “transduzione dello spazio” di cui ci ha parlato Cosimo Accoto, co-autore del libro Social Mobile Marketing:

“l’ambiente fisico e relazionale in cui siamo immersi è prodotto, continuativamente e automaticamente, dal codice software che è incorporato in oggetti, architetture e processi”.

Proprio per questo, nell’ottica di ideare e progettare engagement attraverso i mobile device, è indispensabile implementare la user experience con i concetti di “momenti di vita” e “touchpoints”. Non esiste più una user experience fine a se stessa, le persone si aspettano di vivere esperienze nuove che vanno ben al di là di performance e interfaccia!

Che cosa significa momento di vita?

“Nel corso dei vari momenti della giornata […] siamo contemporaneamente tante persone diverse.
Ma sicuramente, in ogni singolo momento, condividiamo con gli altri qualcosa, che ci rende simili e quindi in un certo senso raggruppabili in un insieme.
Li potremmo definire “momenti di vita”…”
(p. 123, Cova-Giordano-Pallera, Marketing non-convenzionale)

Proviamo a calare questa definizione nel nostro esempio per renderci conto delle potenzialità di una campagna di mobile marketing: guardare uno show o assistere ad una pubblicità in TV è un momento di vita, stiamo partecipando ad uno spazio sociale all’interno del quale condividiamo emozioni o informazioni e ancora di più lo stiamo facendo con uno smartphone a portata di mano, in modalità “dual screen”, pronti a commentare, condividere, interagire.

E’ un momento, cioè, in cui un brand ha la possibilità di entrare in contatto con noi per comunicare e farci vivere un’esperienza: un “touchpoint”.

Due Case History di successo

Il fenomeno della Social TV è probabilmente uno dei primi generatori di spazi sociali in cui riscontrare case history di mobile engagement di successo, ma non è l’unico! Ok, stacchiamoci un attimo dalle definizioni e guardiamo un pò di action 😉

E guardate anche questo:

Le conoscete, vero?
Si tratta di due app lanciate nei mesi scorsi e divenute case history di successo, oltre che vincitrici di diversi premi.

Watch with Ebay è una “second screen application” che consente di rintracciare su eBay gadget e prodotti legati al programma che si sta guardando in TV.

Mentre Star Player di Heineken è la game app che ha riunito i tifosi della Champions League in un campionato virtuale basato su azioni e risultati live.

Due connubi perfetti di mobile user experience e momenti di vita: applicazioni adatte alle situazioni in cui vengono utilizzate, semplici, intuitive ed estensioni (viene da dire) naturali dei momenti di vita per cui sono state pensate.
La partita allo stadio, il cuore in gola prima di un calcio di rigore… geniale, no? 😀

Un paio di novità da seguire

Abbiamo parlato di Shazam for TV e sempre dal mercato USA prendiamo altre due novità dell’ultim’ora da considerare.

Amazon ha annunciato di aver sviluppato in versione beta le API per le proprie mappe, rendendole disponibili agli sviluppatori.

In questo modo alle applicazioni che girano sui dispositivi Kindle saranno integrate le funzionalità di mapping, recuperando una lacuna non da poco tra le capacità dei Kindle ovvero la dimensione spazio nelle esperienze di utilizzo.

Spazio fisico, virtuale e sociale… l’editoria digitale, il mercato degli e-book e la crescente nicchia dei “social-reader” sono terreno fertile per la nostra idea di mobile user experience.

Un altro collettore di momenti di vita? Il settore food! Si tratta di luoghi, momenti, necessità e soprattutto di uno degli impulsi più potenti dell’uomo, l’appetito.

L’app On The Road del network TV Food Network sarà presto disponibile per iPad (per cui immaginiamo un uso da casa in modalità “second screen”) e iPhone e consentirà agli utenti di rintracciare i ristoranti e i consigli degli chef presentati in TV, con tanto di check-in stile Foursquare e badge alla GetGlue. E’ un settore che conosciamo bene: app come Yelp e Urbanspoon seminano notifiche sui nostri device già da un po’.

Il mondo mobile sembra non avere confini per queste nuove generazioni di “onnivori digitali”. Non siete ancora sazi? Continuate a seguirci per scoprire altre risorse!