Perché il Pulcino Pio è virale

Nessuno ama il Pulcino Pio, ma allora perché si diffonde? Il viral-dna del del tormentone dell'estate spiegato con la formula Create!

Vi piace il Pulcino Pio? Molti di voi diranno di no, io l’ho trovato subito geniale.

Sarà perché in questo periodo sono particolarmente sensibile alle filastrocche per bambini, sarà perché è un ottimo esempio di video virale, tematica oggetto della mia ricerca degli ultimi anni.

Per questo, nonostante sia al mare – e dal momento che, purtroppo, non riesco a staccare dal lavoro – dedico qualche momento serale ad una piccola riflessione sul perché del successo incredibile di questa filastrocca.

Lo faccio anche perché i ricercatori del Centro Studi Etnografia Digitale, dopo aver pubblicato una serie di dati sul fenomeno del Pulcino Pio, mi hanno chiesto di fare una piccola analisi in qualità di “esperto” di viral-dna, termine che ho coniato qualche anno fa per definire la capacità intrinseca di un contenuto di attecchire nel sistema sociale e concetto che spiego approfonditamente nelle 250 pagine del mio ultimo libro “Create! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore)”, edito da Sperling & Kupfer. A proposito l’avete letto vero?

 

Veniamo al dunque, cercherò di essere breve.

Il Pulcino Pio è un brano musicale lanciato da Radio Globo e supportato da un video virale realizzato (presumo per fini autopromozionali e in modalità no budget dato il logo in bella vista) da Medita, web agency che conosco e apprezzo per aver collaborato in passato con il Ninja LAB in diversi progetti.

Medita ha caricato il video su YouTube il 9 maggio 2012, giusto in tempo per la stagione estiva. Ad oggi, dopo quattro mesi, conta 20.505.320 visualizzazioni: numeri incredibili per il mercato italiano e per un video realizzato con finalità commerciali, che lo attestano in modo incontestabile come una incredibile case history di successo.

Quello che la “microfisica del potere” non spiega

Per comprendere la portata della diffusione virale di questo fenomeno vi rimando al link della ricerca degli amici del CSED  e ai dati da loro accuratamente ricavati attraverso strumenti di analisi molto sofisticati. Quello che convince poco del loro articolo è la riflessione sulle “dinamiche del potere” e la loro spiegazione sulle ragioni del successo del video. Per loro – e per Michel Foucault che citano – il successo del video si spiegherebbe più o meno in questo modo: il sistema mercantile cavalcato dagli avidi mercanti del marketing sarebbe in grado di trasformare in valore economico anche l’odio per un video.

In fondo questo sembrerebbero dire le conversazioni analizzate: nessuno ama il Pulcino Pio, ma allora perché si diffonde con tale forza? Sarà sicuramente colpa del sistema capitalista che tutto ingloba e che riesce a creare valore anche dall’immondizia. Insomma ci sarebbero dinamiche sociali che, muovendosi al di là della volontà e dell’apprezzamento degli attori in gioco, alimentano l’energia sociale che fa volare il Pulcino Pio.

Io credo, dal mio personale punto di vista, che  - oltre a Foucault, di cui da sempre apprezzo le teorie sulla “microfisica del potere” – e oltre l’apparenza delle dichiarazioni d’odio al Pulcino Pio ci sia qualcosa di più.

Lungi da me la volontà di sminuire la profondità dell’analisi dei filosofi marxiani, che ripeto conosco, ho studiato e apprezzato nel mio percorso di studi in sociologia (sono anch’io figlio dell’Università degli Studi di Milano e provengo dallo stesso glorioso dipartimento che alimenta l’ottimo lavoro del CSED, ci tengo a dirlo!). Tuttavia vorrei provare nelle poche righe di questo post a mettere in pratica un diverso punto di vista e lo vorrei fare anche in virtù di questa frase in cui mi sono imbattuto proprio oggi.

“La vera e unica scienza del Rinascimento era la conoscenza dell’anima… E allora perchè domando a voi, colleghi italiani, che avete nel sangue della vostra psiche il Rinascimento… Perchè mai venite a cercare nel Nord, nel marxismo e nell’esistenzialismo, in Adorno, in Marcuse, in Freud e sì anche in Jung… Quando la vostra terra custodisce una psicologia così straordinaria?” dice James Hillman in “L’anima del mondo e il pensiero del cuore” riferendosi alla profondità del pensiero di Plotino, Marsilio Ficino e Vico.

La formula Create applicata al Pulcino Pio

Quello che trovo interessante dal punto di vista del mio approccio più “deduttivo” e incentrato  su concetti derivati dalla psicologia transpersonale e archetipica, oltre che dalla sociologia, è provare ad applicare il modello Tensione/Emozione/Catarsi e la formula CREATE (Catarsi-Riusabilità-Emozione-Archetipi-Tensione-Elevazione) al Pulcino Pio e vedere se è in grado di dare conto del suo successo.

Il modello TEC (Tensione/Emozione/Catarsi), che spiego nel libro, ci dice che un contenuto virale deve fare leva su una tensione psico-culturale e liberare le emozioni provocando una catarsi nello spettatore.

Emozione, tensione, catarsi nel Pulcino Pio

Mi pare evidente che la Catarsi provocata dal video del Pulcino Pio sia proprio nel finale comico, ovvero il momento in cui il piccolo pulcino, diventato ormai odioso per il ripetersi infinito della filastrocca, viene a sorpresa schiacciato da un trattore con grande e sadico piacere da parte dello spettatore – e causando probabilmente un piccolo trauma psicologico (speriamo sanabile) a qualche bimbetto particolarmente sensibile.

La stessa dinamica la ritroviamo in un altro video spassosissimo e un po’ blasfemo, Jesus Christ Superstar di Javier Prato, un classico della storia dei virali che spesso mostro ai corsi della Ninja Academy quando spiego le dinamiche della viralità.

L’Emozione è la gioia: le filastrocche che si ripetono, con i teneri animali e i loro versi ci fanno tornare bambini, riportandoci indietro nel tempo e attivando in noi l’archetipo dell’Innocente, il cui pregio è quello di vivere da puer aeternus in un paradiso incontaminato, popolato da tutti quegli animaletti che cantano e ballano, ma che corre sempre il pericolo (Ombra) di diventare facilmente ingenuo e quindi stucchevolmente odioso e per questo deve essere riportato alla realtà da un gesto adulto e un po’ brusco (per non dire sadico).

Una specie di volontaria ed esasperata “Caduta dal Paradiso”, luogo ideale in cui desideriamo mantenere i nostri cuccioli, ma che rischia sempre di trasformarsi in un luogo falso e irreale, stimolando sentimenti opposti: cinismo, sadismo, nichilismo. Avete presente Happy Tree Friends? E’ proprio questo contrasto a rendere questa serie un fenomeno di culto!

In fondo la Tensione sembra essere proprio l’odio profondo per questo tipo di memi: dal gattino Virgola in poi sogniamo tutti di schiacciare questi fastidiosi animaletti e di far piangere il bambinetto con la faccia angelica che si sta divertendo da matti con queste nenie che ci mandano al manicomio.

E poi c’è la Riusabilità. Il Pulcino Pio è facilmente riproducibile e interpretabile: ne puoi fare un video in cui fai il balletto e quindi una parodia, puoi cantarlo a squarciagola visto che è il format è una specie di karaoke. E il bello è che grazie ai device mobili oggi lo puoi fare in spiaggia, nel reparto maternità, al ristorante con l’iPad, con la scusa di farlo vedere a tuo figlio o al nipotino.

Puoi anche commentarlo e dire a tutti che lo odi, come hanno fatto in molti.

L’ultima lettera della formula Create! corrisponde a Elevazione, una parola che vuole fare riflettere sugli aspetti emotivi, psicologici e spirituali della comunicazione e che introduce il tema della “tecnologia dell’anima” e del “management del senso”, aspetti tutti da approfondire e sui quali vi invito a proseguire insieme a me, se vi va, la ricerca.

E qui diventa più difficile capire se il Pulcino Pio ci eleva come spettatori – come effetto di ogni catarsi che si rispetti – oppure ci fa regredire ad uno stadio infantile simile a quello in cui da piccoli, prima costruivamo con impegno un elaborato castello di sabbia facendo contenti mamma e papà e poi lo distruggevamo, magari iniziando dalla parte del castello fatta dal nostro amichetto della spiaggia, che in fondo ci stava profondamente antipatico.

Era bello distruggere con i piedi quel castello di sabbia, vero? E allora sì, forse anche oggi ci fa bene ogni tanto schiacciare un Pulcino Pio.

 

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