I disegni dei bambini malati diventano foto fantasy [INTERVISTA]

The Drawing Hope Project: un progetto grafico per donare speranza

Un libro per condividere emozioni e magia. Un uomo cadanese che di lavoro fotografa matrimoni ma che appena può si fa in quattro per fotografare bambini malati, dando vita ai loro disegni ed ai loro sogni grazie ad complesso lavoro grafico. Ecco spiegato in poche righe The Drawing Hope Project.

Shawn Van Daele, affermato fotografo canadese, realizza con photoshop immagine fantastiche che danno vita ai sogni ed ai desideri contenuti nei disegni di alcuni bambini malati, trasformando la loro immaginazione in realtà attraverso un complesso lavoro di fotografia e post produzione.

L’idea in fondo è semplice: il punto di partenza sono i disegni fatti dai bambini, caricati dalle famiglie sul sito dedicato al progetto. Una volta selezionati, Shawn scatta alcuni ritratti dei piccoli autori che poi verranno trasformati grazie ad lungo lavoro di manipolazione grafica in stupende foto fantastiche dove i  protagonisti sono proprio i bambini stessi, le loro famiglie e persino i loro animali domestici.
Scopo finale del lavoro di Shawn è realizzare un libro, da diffondere negli ospedali e nelle cliniche per dimostrare che tutto è possibile.

La storia di Shawn non parla solo di grafica e fotografia, ma soprattutto di sentimenti e di come alcune abilità come il graphic design e la fotografia possano per davvero cambiare la vita un bimbo malato, dandogli abbastanza forza per superare la sua malattia e diventare un modello per altri bambini.

Avremmo potuto limitarci a mostrarvi le meravigliose immagini di Shawn, ma perché privarvi del privilegio di sentirlo raccontare la sua storia ed il suo lavoro?

Quali parole chiave useresti per descrivere te stesso ed il tuo lavoro?

Sono un fotografo ed un artista digitale, anche se ho studiato Disegno e Pittura al Ontario College of Art & Design a Toronto. Sono il propietario del Renaissance Studios Photografy, specializzato in matrimoni e engagement session. Infine, sono padre di quattro splendidi cani – 3 Boston Terriers e Pitbull/Ridgeback di 14 anni – ed un appassionato di manipolazione fotografica e di fotografia concettuale.

Cosa succede esattamente quando un fotografo affermato da il via ad un progetto come The Drawing Hope Project? Quali affinità e quali valori animano questo progetto?

Ho voluto fare qualcosa di più per donare qualcosa al prossimo. Fin da quando ho iniziato questo progetto di manipolazione fotografica sento di fare qualcosa di cui possano benificiare più persone. Non si tratta solo di arte per l’arte, fine a se stessa.
Trovo che sia davvero un modo proficuo per portare speranza e magia a persone che ne hanno bisogno, usando talenti ed abilità che ti sono state date.
Chiunque può portare una piccola magia nelle loro vite!

Puoi dirci qualcosa in più circa il tuo progetto?

The Drawing Hope Project è un’impesa ambiziosa. Sto prendendo 30 disegni –  erano 20 fino a quando ho aumentato perchè troppe persone volevano essere coinvolte –  fatti da bambini che sono nati o che stanno vivendo in condizioni di salute precarie, e li sto trasformando in fotografie magiche, per uno storybook.

Il libro verrà distribuito alle famiglie, negli ospedali, nelle cliniche, nei gruppi di supporto ed ai bambini che stanno attraversando problemi di salute analoghi. La maggior parte dei bambini che appaiono nel libro non dovrebbero essere ancora vivi oggi. La magia che c’è in loro rende qualsiasi cosa possibile.

Non importa cosa essi immaginino, può comunque diventare vero.

Quali sono gli step grafici e concettuali alla base del tuo progetto?

Le famiglie mandano un disegno – o più di uno – fatto dai loro figli attraverso il sito ed il resto è fatto dalla mia immaginazione. Provo a costruire qualcosa che sia personale, in cui essi possano rispecchiarsi.
Il disegno di Sadie era una farfalla ed il sole, ma siccome lei è sensibile al sole e vive la maggior parte del tempo nel buio ho pensato che trasformare il sole del suo disegno il un girasole sarebbe stato divertente.

Cerco di bilanciare il disegno originale con il pezzo finito, così è possibile vedere da dove vengono i colori e la composizione. È importante per me essere sicuro che ogni bambino sia felice e sorridente nella foto.

Il procedimento è semplice: vado da loro e faccio una foto – in circa un’ora – e poi il resto è una sorpresa. Servono circa 8/10 ore di editing con photoshop subito dopo.
Ogni bambino è stato trasformato nel protagonista per lo storybook: Sadie è la Principessa del Sole, Ryley è la Regina di Cuori, Owen è l’Imperatore dei Pinguini. Tutti loro dovranno interagire con gli altri nel libro finale.

Come scegli i bambini protagonisti delle tue foto? Quale rapporto ti lega a questi bambini?

È difficile, non ho mai rifiutato nessuno se avevo la possibilità. A volte la distanza è un fattore per la scelta, ma se la loro storia è un’inspirazione – e tutte loro lo sono state – sento che loro dovrebbero essere coivolti nel libro.

Prima di cominciare non avevo mai incontrato nessuno di loro. Sono diventato un amico di queste famiglie dopo averle coinvolte nel progetto. Adesso molte famiglie hanno creato una sorta di network di sostegno.

Questo progetto ha cambiato la tua vita?

Assolutamente si, è la cosa più gratificante che abbia mi fatto. Non c’è niente che ti faccia stare meglio dell’essere in grado di distribuire buone notizie alle persone usando i talenti e le abilità che ti sono state date.

Vorrei poter portare avanti questo progetto a tempo pieno, per sempre.

Nel tuo sito parli di magia, immaginazione e realtà. Cosa li mette in relazione?

Il mio progetto combina ritratti fotografici e manipolazioni. Sono sempre stato affascinato dalla magia e dal surreale, in resto mi è venuto naturale. Dalle mie foto base non è possibile tutto quello che c’è nella mia testa, ma attraverso la manipolazione rende tutto possibile. È così che le mie magie avvengono.

Per concludre: ci racconti un episodio divertente accaduto sul set?

Mentre stavamo scattando le foto di RyleyLa Regina di Cuori, l’immagine con l’unicorno –  suo fratello era venuto con noi. Siccome era il più piccolo voleva fare tutto quello che faceva sua sorella. Così ha indossato un abito da principessa e si è messo a giocare nel parco mentre noi scattavamo le foto!

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