InnovAction Camp: 5 giorni di "startupping estremo"

La terza edizione dell'InnovAction Camp raccontata dagli ideatori di Cubisound, l'idea che si è portata a casa l'ipad

Venerdì si è conclusa la terza edizione dell’InnovAction Camp, avventura che ha visto 20 aspiranti startupper sfidarsi a colpi di pitch per aggiudicarsi il premio finale, un Ipad offerto da Principia SGR.

L’iniziativa è degli ideatori di InnovAction Lab e utilizza la stessa logica: giovani talentuosi vengono messi di fronte a problemi da risolvere e come unica risorsa hanno il proprio team. Ci sono però due grandi differenze rispetto al Lab: la location e i tempi a disposizione per prepararsi.

I partecipanti infatti in soli 5 giorni hanno formato il team, pensato all’idea da sviluppare, trovato il modo di valorizzarne al meglio il potenziale e imparato ad esporla di fronte ad un gruppo di investitori. Il tutto mentre erano isolati in un ex base Nato immersa in una suggestiva cornice naturale.

Arrivate ad Allumiere, Giulia ed io abbiamo trovato dei ragazzi fisicamente distrutti, ma con una grinta e un entusiasmo coinvolgente. Non sembrava di essere alla finale di una gara perchè l’unica preoccupazione dei ragazzi sembrava essere quella di mostrare le loro creature.

I numeri dell’InnovAction Camp 2012

20 partecipanti provenienti da tutta Italia. Tra i fortunati troviamo i vincitori delle borse di studio assegnate ai finalisti di InnovAction Lab e Working Capital.

7 le regioni italiane rappresentate.

70 le candidature arrivate da tutta Italia;

0 il costo sostenuto dai ragazzi. Il Camp infatti è stato interamente finanziato grazie ai contributi di Telecom Working Capital e degli altri Sponsor e Partner;

10  le ore di sonno dormite in media durante tutta la settimana. 

8 le startup i cuoi fondatori hanno partecipato alle edizione passate della Summer school. (Bay31, Condomani, Eco4Cloud, Fund for Culture, GeoMeFree, Gnammo, Iubenda, Zing)

2  le studentesse straniere presenti, provenienti da Russia e Polonia.

420 i secondi a disposizione dello speaker per convincere la giuria, composta da rappresentanti di EnLabs, Roma Tre, BNL,IBM e QuantumLeap.

2 le terribili prove pitch intermedie, durante le quali gli speaker hanno subito in silenzio i giudizi a volte distuttivi degli altri team…provare per credere!

9 i seminari in agenda tenuti da “docenti esperti magneticamente loquaci” (Johnny) indispensabili per lo sviluppo dell’idea.

1 solo team vincente! Nonostante la cooperazione tra team rivali sia uno degli obiettivi del camp, alla fine è solo una la squadra vincitrice, andiamo a conoscerla.

Cubisound:la rivoluzione nei suoni 3D

Cubisound consente di trasformare qualsiasi suono in un audio tridimensionale in modo digitale. Ad oggi il auono 3D viene creato in modo analogico, con questa innovazione sarà possibile trasformarli direttamente al computer in fase di post-produzione, con un notevole risparmio di tempo e di soldi.

Il team

Giovanni Cantamessa, detto Johnny, laureando in economia aziendale. E’ un giornalista musicale e un musicista, uno speaker radiofonico e a breve partirà con un suo programma televisivo dedicato alla tecnologia e alla musica.

Margarita Lyukmanova, dallo spirito avventuroso, qualcuno la definisce “semplicemente matta” noi preferiamo considerarla un genio! Infatti non ha ancora 23 anni e sta per prendere la sua terza laurea (complimenti!).

Nicola Greco, dal prossimo anno studierà Computer Science a Londra. Sognatore e visionario, appassionato di speed-coding si definisce “un nodo in una grandissima rete di relazioni”. Ha vinto WorkingCapital nel 2009 con BrunoApp.

Pietro Santececca, ingegnere informatico di Roma. Dopo la laurea ha creato una piccola software house con alcuni ex colleghi universitari. Sta lavorando ad una nuova idea che spera di portare presto al successo.

Il Camp raccontato dai vincitori

Come siete arrivati ad InnovAction Camp?

“Ho partecipato al Lab che si è concluso il 4 Luglio scorso… quando poi mi è stata data la possibilità di partecipare anche al Camp non ci ho pensato un attimo e sono partito, a dimostrazione che InnovAction Lab crea astinenza!” (Pietro)

Cosa vi aspettavate?

“Mi aspettavo qualcosa di più formale e cattedratico. In realtà è successo esattamente l’opposto, abbiamo realizzato ipotetiche startup che si sono scontrate contro il muro del fallimento almeno dieci volte al giorno prima di realizzare quale fosse la strada giusta da imboccare”. (Johnny)

Avete già esperienze come startupper?

” Startupper è una bella parola che vuol dire tutto e niente. Sono stato dietro a diversi progetti, come Twittami o la community internazionale BuddyPressDev, ma il prodotto più famoso e solido è BrunoApp, tra l’altro premio dalla Commissione Europea come Excellent research in IT 2012″ (Nicola)

Qual’è stata lo scoglio più difficile da superare?

” E’ la seconda volta che trovo il problema to deliver the message agli altri. Essendo unica donna, non ict, all’inizio non mi consideranno come un quarto del gruppo, ma molto di meno. Con il tempo si risolve un po’. L’altro e’ fermare il flusso delle idee (buone) e iniziare a lavorare su una” (Margarita)

Aveve trovato subito l’idea da proporre?

“Assolutamente no! Siamo partiti da un’idea che ci sembrava carina e funzionale ma che purtroppo aveva delle problematiche legali di base. Poi Nicola mi ha raccontato di una ricerca che stava portando avanti legata al suono olofonico. Convinto della potenzialità incredibile dell’idea ho insistito per raccontarla anche al resto del gruppo che che ovviamente ha intuito subito l’efficacia del progetto e si è messo in gioco.”(Johnny)

Quante ore avete dormito in tutto?

“Poche, molto poche… non ho fatto il conto ma credo bastino le dita di una mano. L’ultimo giorno, causa l’ennesima notte insonne, ho cominciato ad accusare veri e propri segnali di cedimento fisico. Sembrava come se il mio corpo si fosse arreso, della serie: “io non ce la faccio più se vuoi andare avanti fai pure ma io ti mollo”… io sono andato avanti lo stesso “ (Pietro)

Come pensate che questa esperienza potrà aiutarvi in campo professionale?

“Oh, voglio fare il business adesso! Mi ha aiutato a capire un po’ di la dinamica del gruppo, and how to manage people direi. E’ la cosa piu importante che possiamo imparare adesso e ci aiutera’ a evitare alcuni grandi errori nella vita. Team e’ tutto alla fine, la gente invveste non in idee, ma nelle persone” (Margarita)

Altro da dichiarare?

” Dietro il team e dietro la vittoria c’è stato qualcosa di molto più importante che ci ha legato. Un po’ seriamente un po’ scherzando abbiamo creduto che potevamo cambiare il mondo, che il cinema, la musica e il gaming possa cambiare grazie a quello che stavamo facendo in quelle ore. “Stiamo cambiando il mondo” era un po’ il nostro motto. Visti da fuori, sembrava davvero fossimo un gruppo di pazzi, convinti che potevamo riuscirci davvero.” (Nicola)

Le altre idee in gara

FOODIOUS, fast pay to fast food: applicazione mobile che consente di ottimizzare le gestione delle vendite nei fast food, mettendo in comunicazione i clienti direttamente con la cucina.

RIZOLLA, go barefoot: portale dedicato a chi vuole riscoprire le proprie radici attraverso un viaggio che coinvolge tutti e 5 i sensi.

PEDIO, sound your need: applicazione studiata principalmente per persone con problemi di udito per aiutarli nelle funzioni per loro inacessibili.

DOGKEEPIN’, don’t leave it at home: piattaforma che mette in comunicazione i proprietari di cani che non possono occuparsene con chi è in cerca di lavoro ed ha la passione per il migliore amico dell’uomo.

Il Camp in 5 minuti

Uno dei partecipanti, Lorenzo Di Ciaccio ha montato a tempo di record un video ricordo dell’esperienza, non c’è modo migliore per spiegarvi cosa è stato il camp per questi ragazzi.
Buona Visione!