Food Republic, il luogo in cui il cibo diventa social [INTERVISTA]

L??obiettivo della startup è quello di sviluppare un modello di eCommerce a filiera corta privilegiando etica e qualità.

Oggi parliamo dell’intuizione di Food Republic, una startup che intende sfruttare le logiche dei social network per dare vita a una community di persone unite dalla volontà di promuovere un modello di consumo più etico perché rispetta i produttori e qualitativamente migliore perché mette a disposizione dei consumatori solo cibo di ottima qualità.

Abbiamo fatto alcune domande al Team che ci spiega come è nata l’idea e come funzionerà esattamente Food Republic quando sarà a regime.

Vi definite un social network e un eCommerce. Cos’è Food Republic esattamente?

Food Republic è un luogo virtuale dove gli “abitanti” si incontrano ed instaurano rapporti che si concretizzano in relazioni reali. Ci spieghiamo meglio… ora siamo abituati ad “andar a far la spesa”, senza preoccuparci più di tanto dell’impatto che ogni nostro acquisto può avere sulla società o sull’ambiente. Può succedere, magari, che compriamo al supermercato pomodori che vengono dalle serre del Belgio perché costano qualche centesimo in meno, mentre magari non sappiamo che c’è un contadino dietro a casa nostra che ha pomodori buonissimi maturati al sole.

Pensate che, con la filiera lunga, al produttore spesso vanno meno di 20 centesimi per ogni euro che noi spendiamo al supermercato! Non è solo un problema di soldi, comunque. Se prendiamo l’esempio del pomodoro belga, non ci rendiamo conto che la comunità tutta paga una “tassa” che molto spesso è superiore a quei pochi centesimi che risparmiamo individualmente. Perché? Se dovessimo calcolare il costo ambientale della produzione in serra, del trasporto, dell’imballaggio, ecc… in molti casi non ci sarebbe alcuna convenienza a comprare i prodotti che in apparenza sembrano piú economici. Ecco, questi sono i “costi silenziosi” che vengono scaricati dal singolo alla collettività.

Con Food Republic vogliamo dare un mezzo ai singoli cittadini per organizzarsi in una collettività pensante. Non ci sono piú intermediari tra i consumatori, che in questa logica diventano co-produttori, ed i produttori. Secondo le nostre simulazioni, alla fine anche i prezzi finali per i co-produttori saranno inferiori a quelli di mercato.

Da chi è composto il team e qual è il vostro background? Come e quando avete deciso di fondare Food Republic?

L’idea di Food Republic è nata da Barbara, Fabio e Maria. Ci consideriamo tre sognatori, con la testa tra le nuvole ma con i piedi… e la pancia… ben ancorati a terra! Ci siamo tutti occupati di sviluppo internazionale, lavorando con molti governi di Paesi Emergenti, per la Commissione Europea, le Nazioni Unite e la Banca Mondiale.

Col tempo abbiamo maturato la convinzione di renderci utili anche all’Italia a cui siamo rimasti molto legati. Ci sembra che a volte si possano analizzare i problemi con maggior chiarezza se si guardano da lontano… speriamo che il nostro punto di vista possa servire da catalizzatore di tutte quelle energie positive che ci sono in Italia e che ci rendono unici al mondo!

Pensiamo che sia possibile un nuovo modo di fare business, associando alla finalità del profitto quella della creazione di valore sociale. E’ da quasi due anni che lavoriamo all’idea di Food Republic, discutendo con produttori e coproduttori per individuare possibili soluzioni. A gennaio 2012 abbiamo formalmente fondato la società, per noi é già un importante punto di arrivo, speriamo solo il primo di molti!

Gli attori del vostro processo sono Produttori, Co-Produttori e Consumatori. Come interagiscono queste figure?

Con Food Republic ognuno può diventare un membro attivo della sua Food Community. Acquistando dai produttori locali, si innescare un circolo virtuoso che crea sviluppo sul territorio… immaginate quanti posti di lavoro si potrebbero creare! I Co-produttori si riuniscono in gruppi informali, possono essere colleghi d’ufficio, membri della stessa associazione, chi frequenta la stessa parrocchia o la stessa palestra.

Ciascuno fa il proprio ordine personale e paga on-line, scegliendo tra i prodotti dei produttori locali. Dall’altra parte i produttori aggiornano il loro profilo con informazioni relative ai prodotti disponibili. Sono i produttori a decidere il prezzo a cui si va ad aggiungere il costo del trasporto e delle altre spese gestite da Food Republic. Food Republic non ha magazzini. I Prodotti sono freschissimi! I furgoni di Food Republic consegnano in giornata i prodotti appena ritirati dalle fattorie e dai laboratori di trasformazione.

Le comunità potranno anche decide in quail progetti investire il 25% dei nostri profitti, che per statuto dovranno essere impiegati per finalità ambientali e sociali.

In quale fase del business vi trovate? Quali aspetti sta affrontando attualmente il team?

Ora stiamo lavorando per completare la piattaforma informatica ed il sito. Abbiamo selezionato dei produttori bio nelle province di Treviso e Vicenza e contiamo di partire con il progetto pilota in autunno. Poi dipenderà dalla richiesta, per ora le potenziali Food Communities in pole-position sono quelle di Milano, Roma e Bologna…ma la gara è ancora aperta! Richiedete l’accredito su www.food-republic.it e seguiteci su Facebook.