Con Dreaming South lo storytelling continua: in Calabria viaggi da turista ma vivi da locale

Dall'osservazione di progetti come Digital Diary e Sogno Vita Nova, Giovanni Filareti ripropone lo stesso format, ma con un altro business model

Ricordate quanto ci eravamo appassionati al case study Digital Diary per il rilancio turistico italianogiunto ormai alla sua seconda edizione-?

Ebbene, oggi torniamo a parlare di storytelling con un nuovo caso che, questa volta, interessa la Calabria: il progetto si chiama Dreaming South e galeotto è ancora una volta un team di 10 creativi da tutto il mondo.

Il team di Dreaming South Italy : Antoine Maniglier, Michelle Bottalico, Joanna Stolecka, Milad Zardeh, Simon Kobayashi, Christofer Lloyd, Julia Barishnikova, Antoine Maniglier, Antoine Maniglier, Maaarianna Stolecka, Nima Enayati

Dreamingsouth.it ripropone il format che porta in viaggio, a Cariati, blogger, fotografi e videomaker provenienti da tutto il mondo per una settimana, con lo scopo di raccontare il territorio attraverso una prospettiva informale e adatta alla divulgazione in rete.

La scelta tematica è il ritorno alle tradizioni, facendo rivedere la natura della Magna Grecia mentre lo stile è “live like local“, l’esperienza del viaggio a stretto contatto con la gente locale, scoprendo attraverso le loro abitudini sia il territorio che i suoi frutti.

Abbiamo approfondito meglio l’identità del progetto con il suo ideatore, Giovanni Filareti, delegato al turismo e alla promozione territoriale del comune di Cariati, il paesino turistico della Calabria Ionica scelto. Da più di un anno si era immerso nello studio del marketing non convenzionale e, dice, “non ho potuto fare a meno di raccogliere l’essenza di progetti come Digital Diary e Sogno Vita Nova e ho creato un web format che ripropone la stessa idea… totalmente a costo zero!“.

Ecco cosa ci siamo detti.

Come nasce l’idea di Dreaming South?

L’idea nasce un anno fa, stavo finendo gli studi universitari e diciamo che era arrivato il momento di proporre un progetto che fosse innovativo, a costo zero ma dal potenziale unico.

A Cariati da anni promuoviamo come attrazione principale il mare, mentre la mia convinzione è che ai nostri ospiti dobbiamo offrire esperienze di acquisto che vadano oltre il semplice tuffo in mare.
Abbiamo risorse e un patrimonio che ci differenziano dalle altre destinazioni turistiche e ci rendono unici.
Storia, identità dei luoghi, cultura, enogastronomia, e soprattutto la componente umana.

Parlando d’Italia all’estero di solito ci si riferisce alla Toscana, Roma, Venezia o Costiera Amalfitana, raramente su altre zone del Bel Paese. La maggior parte delle persone non sa quali sono le regioni meridionali d’Italia, anche se hanno sentito parlare di Puglia, Campania, Sicilia o Calabria.

L’obiettivo perciò è dare al Sud Italia visibilità sul radar del turismo.

Quanto si differenzia il progetto Dreamingsouth.it dagli altri?

Dreamingsouth.it è un lavoro che dimostra come è possibile promuovere un territorio senza spreco di denaro pubblico, infatti il pilot è stato realizzato senza alcun budget, totalmente a costo zero.

Il progetto non cerca di differenziarsi da altri ma di utilizzare i nuovi media per comunicare storie raccontate da giovani blogger e foto-videomaker che, durante una settimana, sono immersi nel territorio, assorbendo e immortalando attimi di vita che spesso anche i residenti ignorano o vedono con altri occhi.

Come avete richiamato l’attenzione dei creativi, blogger e videomaker?

Semplice! Con questa unica promessa: “travel to south Italy and live like a local”, ovvero di offrire a giovani provenienti da tutto il mondo una vacanza in un luogo lontano e sconosciuto ma pieno di ciò che si sta perdendo.

Aria e acqua pulita, verde, il senso di pace difficile da trovare in altri posti, i sapori e la genuinità dei piatti tipici e soprattutto l’ospitalità e la cordialità delle persone.

Cosa intendete esattamente con “live like local”?

Vivere l’esperienza del viaggio a stretto contatto con la gente del posto, scoprire la produzione artigianale dei prodotti tipici e trascorrere la vacanza ospitati da famiglie o piccole aziende a conduzione familiare.

Il punto è che abbiamo l’esigenza di recuperare la dimensione di un turismo più a misura d’uomo, con il quale possiamo confrontarci e arricchirci umanamente.
Abbiamo un patrimonio inestimabile rappresentato dalle persone che, se hanno un marcata vocazione per l’accoglienza sono essenziali ai fini dello sviluppo turistico di un territorio.

Come si puà misurare l’impatto del “ritorno alla tradizione attraverso un approccio innovativo nella comunicazione”? Ovvero, come stabilire i risultati e come controllare il loro raggiungimento?

Per il pilot abbiamo scelto la Magna Grecia, precisamente Cariati, terra di accoglienza e antica tradizione, il luogo dove il filo invisibile che unisce passato e futuro è un presente da comunicare con i nuovi mezzi che la tecnologia mette a disposizione di tutti.

Il nostro primo obiettivo è stato quello di raccontare il territorio attraverso contenuti multimediali e di diffonderli nel web; il prossimo sarà quello di organizzare un’offerta turistica reale, per essere competitivi su un mercato sempre più agguerrito.

Allora, cosa ve ne pare di Dreaming South, vi ha convinti?
Se vi è piaciuta questa storia e vi interessa guardare le altre foto del contest, non vi resta che cliccare qui.

Alla prossima!