Mobile Retail Marketing: i consigli per il successo [Case Study]

Il coinvolgimento del cliente passa anche attraverso il Mobile

Nelle scorse settimane ci siamo concentrati su particolari aspetti del Mobile Retail Marketing:

Oggi vi proponiamo un’infografica del Centro Media Cognizant che rappresenta un’istantanea della situazione attuale nel Mobile Retail e allo stesso tempo dà preziosi suggerimenti per costruire oggi la competitività dell’immediato futuro, esplorando soluzioni finora poco applicate. Osserviamo e studiamo insieme l’infografica (ingrandisci l’immagine):

La situazione attuale del Mobile Retail Marketing

Dietro le statistiche presentate si nascondono dei trend molto utili; elenchiamo i più importanti:

  • L’83% dei Retailer adotta un approccio Mobile Oriented; tuttavia, solo il 33% di essi offre un accesso mobile completo (compatibile con il mobile web, iOs e Android allo stesso tempo);
  • Tra le tre piattaforme più utilizzate (Bada, Rim, Symbian e Windows Phone non vengono considerati in questa infografica) non ce n’è una che prevale sulle altre: solo Android è un po’ sottotono, con un buon 49%;
  • Per quanto riguarda il Mobile Commerce, l’acquisto di prodotti direttamente dal device, i retailer preferiscono utilizzare il web (73%), lasciando alle App una funzione di vetrina/approfondimento (all’incirca nella metà dei casi);
  • Le possibilità offerte dai retailer sono molto eterogenee: quasi tutti offrono la localizzazione degli store, la possibilità di promozioni mobile e la visione dei prodotti;
  • Per quanto riguarda le App, la maggior parte dei consumatori giudica le Retail App poco più che sufficienti, sia per Android che per iOs.

Sulla base di questi dati, passiamo ai consigli per una retail app competitiva rispetto a quelle già presenti:

  • Integrare le offerte ai Social Network: non è detto che chi si aggiri tra i prodotti sullo schermo da 3,5″ dello smartphone acquisti direttamente. E’ però sicuro che esistono utenti più sensibili degli altri a offerte, promozioni, vantaggi del prodotto. E sono portati a condividerli con i propri amici, anche solo per essere più cool.  I suoi amici potrebbero essere i vostri prossimi acquirenti, ma il passo tra lo share e il non-share è breve: senza un’interfaccia user friendly, le possibilità di condivisione si riducono drasticamente.
  • Attivare un servizio clienti Mobile: spesso i consumatori hanno l’impressione che i retailer costruiscano un servizio clienti complesso e scadente per scoraggiare i loro tentativi di protesta o di richiesta di informazioni. Non sappiamo se questo corrisponde al vero, ma ogni giorno si parla male di qualche servizio clienti. Integrare una sezione FAQ all’interno del sito/app mobile ha un costo bassissimo, mentre, per attivare un vero e proprio servizio clienti, si potrebbe inserire un redirect alla mail già attiva ed accessibile comunque dal desktop. Inserire la possibilità del customer care aumenterà il carico di lavoro di chi se ne occupa (non molto, in verità: chi vuole lamentarsi, a differenza di chi vuole condividere un’offerta sui social, è molto intenzionato a dire la sua, e contatterebbe comunque il Retailer), ma darà più awareness al Retailer.
  • Utilizzare strumenti interattivi: i device di ultima generazione sono compatibili con flash payer e html 5. Paradossalmente,  solo 1 retailer su 5 considera l’idea di andare oltre le immagini, inserendo video o modelli 3d esplorabili. Questa tendenza è dovuta al fatto che produrre video o rendering costa molto, ma non va dimenticato che una retail app è una vetrina prèt-a-portèr. Se le potenzialità dello smartphone lo permettono, sarebbe un vantaggio competitivo permettere all’user un approfondimento visivo.
  • Qr-Code e codici a barre per rintracciare il prodotto: nonostante fino a poco tempo fa fossero osannati come il futuro del retail ed attualmente vengono usati per iniziative di ambient marketing, i Qr-Code vengono utilizzati poco dai Retailer, specie nei siti Mobile. Si tratta forse di un fenomeno già in tramonto?

Le Migliori Retail app Italiane

Dopo questo discorso, ci piacerebbe dare ai lettori due esempi efficienti di Retail App, casi prettamente italiani. Stiamo parlando di iMediaWorld e My MarcoPolo; entrambe sono state ideate dall’agenzia modomodo e sono disponibili sia su Android che su iOs. Ognuna, però, ha un suo focus specifico che riflette anche l’organizzazione e le decisioni aziendali (la cosa sarà evidente se consideriamo che sono state progettate dalla stessa agenzia).

iMediaWorld

iMediaWorld iMediaWorld - Video

L’app di Mediaworld ha un menù completo: offre la sezione assistenza, la wishlist (non integrata con i social) e la possibilità di digitalizzare la carta fedeltà. A differenza dell’App di Marco Polo, quella di Mediaworld ha le sezioni “news” e “video”, che permettono una visione dettagliata del prodotto, realizzando il famoso “momento zero della verità“.

My MarcoPolo

mymarcopolo mymarcopolo - prodotti

Presenta un menù molto simile all’app rivale, e dispone anch’essa della sezione “assistenza”. My Marco Polo, però, non dispone della sezione “video”: la realizzazione di video è entrata molto di recente tra i progetti di marketing del Retailer. In compenso, Marco Polo strizza l’occhio ai social e al coinvolgimento abilitanto i Qr-Code e il Social Buzzing, valore fondamentale per l’e-commerce.

 

Detto questo, non ci resta che lasciare la parola a coloro che più di tutti sono un punto di riferimento per i Retailer: i consumatori creativi.

Cosa ne pensate delle retail App? Avete mai acquistato qualcosa da Mobile? Fateci sapere! 😀