Dirty Tricks dalla A alla Z: soluzioni pratiche ai momenti di disperazione creativa

Come fare fronte all'ansia della pagina vuota quando le idee non arrivano

Per anni ho raccolto appunti per mettere insieme un metodo che fornisse soluzioni visive ai problemi che quotidianamente un art director deve affrontare.

Trovare ogni giorno un’idea di visual capace di rappresentare degnamente un concept, ideare un’immagine in grado di sposarsi e completare coerentemente un’headline. Avevo già radunato una bella serie di soluzioni, ma non sapevo come ordinarle per i miei studenti del corso di Art Direction. La cosa più logica sarebbe stata quella di metterle in ordine alfabetico, di creare un piccolo alfabeto, un manuale da consultare in caso di disperazione creativa.

Come sempre accade con le idee, qualcun altro ci aveva già pensato e ne aveva fatto un libro (per la cronaca “The A Z of visual ideas” di John Ingledew). Ho comprato il libro, l’ho studiato – constatando con piacere che la mia lista era più utile e ben fatta della sua – e ho preparato ciò che amo definire “sporchi trucchi”, una lista di soluzioni per qualsiasi problema di visual, pensata principalmente per la creatività destinata alla pubblicità.

Dirty Tricks dalla A alla Z

A= Arte

Prendete un quadro, meglio se famoso. Prendete una tecnica, meglio se conosciuta. Ambientate l’azione o la scena all’interno del quadro, rappresentate l’azione con la stessa tecnica usata dall’artista. Contestualizzate il prodotto, il suo utilizzo o il suo consumo, dentro l’opera d’arte o visualizzatelo con la stessa tecnica.

B= Bianco

Il colore bianco è la rappresentazione del vuoto. Ogni oggetto riprodotto su un fondo bianco assume immediatamente un’importanza enorme. Lo spazio bianco intorno al prodotto ne sottolinea il valore. Il bianco veicola significati di semplicità, pulizia, trasparenza. Oggi è trendissimo, ma già trent’anni fa Armando Testa spiegava l’importanza del fondo bianco per valorizzare qualsiasi segno e faceva l’esempio della bandiera giapponese definendola “perfetta”.

C= Colore

Concentrarsi sul colore. Rendere tutto monocromatico: una stanza tutta rossa con tutti gli oggetti rossi, una città tutta verde con automobili, case e abitanti tutti verdi; un’aula con bambini seduti ai banchi tutti blu e dove ogni oggetto è blu. Lavorare sul colore, portare l’immagine in bianco e nero e tenere colorato solo ciò che ci interessa. Variare i colori naturali delle cose in colorazioni artificiali estreme o invertire i colori delle cose.

D=Dati

Partite dai dati. Se avete un prezzo usatelo creativamente, se avete una data o una percentuale, anche. Create un’infografica con i numeri che avete a disposizione. Potrebbe essere una percentuale straordinariamente bassa di grassi o di calorie, usatela. Potrebbe essere uno sconto particolarmente vantaggioso, concentratevi sui numeri e usateli per comunicare.

E=Espressioni

Espressioni nell’accezione più vasta. Espressioni del viso: il primo piano di un bambino disgustato o imbufalito, lo sguardo languido della vicina di casa brutta e sciatta, l’entusiasmo di un tifoso di calcio nell’attimo del gol. Il volto umano è un teatro di emozioni, usatelo. Ma espressioni anche in senso verbale: provate a visualizzare espressioni verbali di uso comune (mettiti nei miei panni, è senza spina dorsale, l’ha preso all’amo, etc.). Sono infiniti i problemi che possono essere risolti visivamente rappresentando letteralmente espressioni comuni.

F=Familiare

Reinterpretate visivamente un’immagine familiare, un’immagine che tutti conoscono. Marilyn con il vestito bianco alzato dal getto d’aria della metropolitana, il ciuffo di Elvis, il primo passo sulla Luna, la panchina di Forrest Gump, le facce del monte Rushmore, il gesto di Clark Kent che apre la camicia. Ci sono immagini ormai iconiche che appartengono alla cultura di massa che proprio per queste ragioni possono e devono essere riutilizzate per esprimere nuovi concetti. Ho menzionato immagini che personalmente non userei mai, ma il concetto è quello.

G= Grande

Se non può essere bello, almeno che sia grande. Giocare sulle proporzioni. Ingrandire a dismisura un elemento per valorizzarne un altro. Un uomo schiacciato da un dito gigantesco, una figura che cammina all’interno di un padiglione auricolare, un insetto gigante che minaccia una città.

Scarica la versione completa dei Dirty Tricks: otterrai un vademecum indispensabile per fare fronte all’ansia della pagina vuota quando le idee non arrivano.

 

Scritto da

Carlo Simonetti

Carlo Simonetti ha iniziato ad occuparsi di pubblicità immediatamente dopo i diplomi in Fotografia e in Grafica alla fine degli anni '70. Ma trattandosi di un periodo ricco di ... continua

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