Terra Ferma: sostenere l'Emilia con il web e le idee

Quando il terremoto deve vedersela con il coraggio e la creatività emiliana

L’Emilia, una terra abitata da persone con tanta voglia di fare. Anche di fronte a un evento grave e impossibile da combattere come il terremoto, gli emiliano ci stanno insegnando che la forza e la voglia di continuare, se possibile migliorandosi, non deve mai mancare. E così vediamo e leggiamo di imprenditori che spostano la produzione fuori dalle fabbriche pericolanti, di donne e uomini che – anche di fronte al pericolo – si impegnano tutto il giorno per continuare a lavorare e a vivere.

Cosa può fare il web per sostenere in qualche modo questo vero e proprio miracolo? Per esempio usare lo storytelling per raccontare “dal basso” e attraverso gli stessi protagonisti le storie di ricostruzione e resistenza.

E’ nato con questo obiettivo Terra Ferma Emilia, un blog-database che raccoglie i racconti inviati da imprenditori, manager, dipendenti di PA, lavoratori che vogliono spiegare le quanto fatto di fronte all’imprevisto. E’ possibile allora leggere di nuove assunzioni a pochi giorni dal sisma, di feste improvvisate per sconfiggere la paura, di servizi nati per agevolare proprio la ricostruzione.

Il punto di forza del progetto sta proprio nella possibilità data a chiunque di segnalare una storia: perché se l’uomo deve fare i conti con la potenza del terremoto, quest’ultimo deve vedersela con la creatività e il coraggio degli emiliani:

Racconta l’esperienza della tua azienda, dell’azienda per cui lavori o di altre realtà economiche di cui hai avuto notizia.
Quali soluzioni sono state avviate per riprendere le attività, nel rispetto della sicurezza?
L’Emilia si rialza anche grazie al tuo contributo.

Se anche voi avete degli esempi di resistenza e costruzione vissuti direttamente e che volete raccontare, inviate i vostri contenuti (testi, immagini, video) compilando il form o scrivendo direttamente alla redazione: info[at]terraferma-emilia.it.

Un bellissimo progetto green insomma, da condividere e raccontare anche su Twitter e su Facebook: perché l’unione fa la forza, anche (e soprattutto) sul web!

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