Cosa può insegnare la radio ai social media?

5 utili insegnamenti che i social network possono apprendere dalla radio

Radio e social media vengono spesso catalogati, rispettivamente, nelle categorie dei vecchi e dei nuovi media, cosa che nell’immaginario collettivo rimanda a due mezzi di comunicazione agli antipodi.

Radio e social media, invece, sono molto simili. La radio, infatti, condivide con i secondi una caratteristica principale: l’immediatezza. Fino all’avvento delle piattaforme 2.0 nessun altro mezzo è stato in grado di reagire più rapidamente alle ultime notizie o alle crisi mondiali come la radio.

Ma essi condividono anche l’arma a doppio taglio dell’engagement. Se usati in modo corretto radio e social media possono raccontare storie emozionanti, che generano risposta e interazione da parte dei propri utenti. Dall’altro lato, se usati in modo errato, rischiano di diventare una comunicazione a senso unico.

Prendiamo spunto dal articolo apparso su Smart Insights per analizzare 5 insegnamenti che la radio può dare ai social network.

1. Dialogo

La radio non si rivolge ai propri ascoltatori come ad un pubblico di massa, si rapporta con loro instaurando una conversazione diretta, come se fosse un dialogo tra due persone.

Così facendo si instaura un legame personale tra i conduttori e gli ascoltatori, al punto che i dj più amati spesso cambiando radio si portano dietro il proprio seguito di aficionados.

Lo stesso vale per i social network e i blog. Bisogna comunicare rivolgendosi ad una persona, e non ad un pubblico vasto e impersonale. Questa è una delle chiavi con cui avere successo sui social media.

2. Coinvolgimento

Cosa pensate quando qualcuno vi parla del tempo? Che non ha argomenti migliori, e sicuramente la conversazione sarà noiosa.

Così anche in radio, e di conseguenza sui social network, bisogna parlare di argomenti che suscitino emozioni che, a loro volta, generino coinvolgimento, traffico e interazioni.

3. Veduta d’insieme

I piani editoriali sono fondamentali come guida alla pubblicazione di contenuti efficaci, ma non devono diventare barriere che non permettono di vedere quello che accade intorno.

Essi dovrebbero invece essere uno spunto attraverso cui avviare discussioni rilevanti per il proprio target di riferimento, devono essere “una guida e non un vitello d’oro”.

Jim Ducharme ha paragonato la propria esperienza di lavoro di 15 anni in radio con quella nei social media e ha rivelato:

Quando ero in radio tenevo a portata di mano un calendario degli eventi e un report con i dati demografici dei miei ascoltatori – questo mi aiutava a trattare gli argomenti che i miei ascoltatori trovavano interessanti.

4. Essere accessibili

Il successo della radio è dovuto, in particolar modo, anche dal fatto che chiunque può prendere il telefono e dar voce alle proprie opinioni parlando in diretta.

Questo è uno strumento potentissimo che pochi mezzi di comunicazione hanno e i social media, alla stregua delle radio, hanno la possibilità di parlare direttamente e singolarmente con ognuno di noi con relativa facilità.

Se qualcuno lascia un commento sulla vostra bacheca Facebook o vi invia un tweet o una mail merita una risposta, anche solo per il tempo che vi ha dedicato.

È importante anche non far passare troppo tempo prima di rispondere senza, dall’altro lato, inseguire le domande a cui rispondere dimenticando tutto il resto (linee guida del piano editoriale in primis).

5. Dare il proprio contributo

Le radio di successo sono quelle che sono coinvolte nella comunità e contribuiscono alla stessa.

On air questo significa partecipare attivamente ad eventi quali, ad esempio, le raccolte di fondi mentre online, significa contribuire con contenuti rilevanti ed essere attivi, tutti i giorni!

Bisogna chiedere agli utenti quello che stanno facendo, coinvolgerli sui temi che gli interessano, dare un contributo positivo alla community.

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