La partnership Facebook e Loyal3 per risuscitare i morti della democrazia finanziaria

Mentre si stendono le (ingenue) bibbie sull’essenza dei social media e l’utilizzo che le aziende possono farne per incrementare le proprie performance, Facebook pare abbia perso ormai da tempo la verginità da mero social network e ha smesso di dedicarsi ai problemi dei vecchi amici di scuola per approcciare ai mercati finanziari.

Squattrinati i primi, promettenti i secondi, ormai Facebook si pone come intermediario di mercato vero e proprio, con l’intenzione di diventare il più importante protagonista economico del nostro secolo.

Il recente accordo con la startup Loyal3, che sviluppa piattaforme per l’acquisto di azioni di grandi aziende (e il cui direttore è l’ex Chief privacy officer di Facebook, per cui ha lavorato per oltre cinque anni a stretto contatto con Mark Zuckerberg), permetterà queste ultime di essere quotate direttamente dai fan attraverso le loro Fanpage di Facebook, partendo da un minimo di 10 dollari, per arrivare ad un massimo di 2500 dollari al mese di azioni acquistabili.

Il funzionamento dell’applicazione

Le aziende possono installare l’applicazione direttamente sulle loro pagine di Facebook.
Ai fan, in questo modo, viene data la possibilità di acquistare un’azione attraverso un processo in tre click.

I titoli sono suddivisi in frazioni di azioni, in modo che i clienti possano disporre di una quota inferiore in base al budget di cui dispongono.


Ai piccoli azionisti viene garantito l’acquisto delle azioni senza alcuna commissione, a carico invece delle aziende venditrici dei titoli.
Anche per gli azionisti sarà possibile, a loro volta, cedere i titoli acquistati, attraverso un’offerta giornaliera in pacchetti.

Portando i pacchetti azionari nel mondo social ci si aspetta un incremento della percentuale di famiglie che attualmente investe in piccole quote azionarie e ad evitare speculazioni sui titoli.

Un’idea capace di cambiare il mercato, con qualche dubbio

Ma se, come scrive Springwise, “il web ha permesso alle aziende di aprirsi ai clienti in una miriade di modi – più diretto coinvolgimento della comunicazione, la trasparenza e la maggiore nel modo in cui le imprese vengono eseguiti”, in che modo Facebook può restare, di fatto, trader informatico nonostante abbia dichiarato di non voler essere intermediario tra fan e società?

Si aprono altre questioni, poi: le mie azioni potrebbero essere impacchettate in futuro in un prodotto finanziario? O quali azioni di finanza derivata potrebbero essere costruite sui titoli? In che modo si possono evitare davvero speculazioni con questo sistema?

Loyal3 ritiene che l’azione intrapresa vada innanzitutto a beneficio delle imprese, permettendo di attirare quei clienti che hanno maggiori probabilità di restare fedeli al brand, raccomandando la società agli amici e spendendo di più nei loro prodotti.

Una serie di brand potrebbero essere automaticamente sfavoriti da questi processi di nuova democrazia finanziaria, così come potrebbero restare escluse intere fasce di clienti target.

Voi cosa ne pensate?