Land Art: effetti speciali senza Photoshop [INTERVISTA]

Natura, creatività e fotografia. Ecco le parole chiave che illustrano l'operato di Sylvain Meyer.

Natura, creatività e fotografia. E poi ancora, meditazione, arte astratta ed abilità tecnica. Queste sono le parole chiave che descrivono le opere di Sylvain Meyer, fotografo Svizzero che si occupa di Land Art.

Tutti i suoi lavori sono realizzati a mano, senza l’utilizzo di Photoshop.

Tra un’esposizione in un giardino di alberi da frutto a Conscise ed una in una galleria di Yverdon-les-bains, Sylvain ha risposto a qualche domanda, aprendo le porte di un mondo insieme spirituale e tecnico, che si rifà ai codici della Street Art.

Cosa si intende esattamente quando si parla di Land Art?

La Land Art è un’arte che si pratica dentro la natura, con la natura. Ne esistono diverse varianti. A dire il vero, non so dire dove mi situo all’interno di questo pannello di definizioni. Quest’arte ha i suoi codici che la distinguono dalle altre arti, ma per quanto mi riguarda non vi presto attenzione. La mia sola regola è il rispetto del luogo in cui mi trovo. Distruggere il meno possibile e non lasciare mai elementi che non sono al loro posto.

Curiosamente, la Land Art è un’arte poco comune ma che pressoché tutto il mondo già pratica. Non avete mai fatto un pupazzo di neve?

Quali sono le idee alla base delle tue creazioni?

Le idee alla base delle mie creazioni provengono dalla voglia di immergersi dentro la natura, di creare qualche cosa e di fare della fotografia. Tre attività che amo e che hanno formato la mia visione della Land Art. La natura mi offre il più bello degli atelier, quello dove mi sento meglio.

Accompagnato dai suoni della fauna e della flora posso passare ore intere senza rendermi conto, ripetendo un movimento semplice che poco a poco va a diventare un’opera complessa. Tutto questo è propizio alla meditazione. Malgrado questo, il fotografo che è in me tiene i piedi per terra e osserva la direzione del sole. La luce è primordiale, è colei che trasmette l’atmosfera del luogo alla mia immagine.

L’inquadratura di solito viene scelta come prima cosa, definisce il decoro, la posizione e l’orientamento dell’opera così come il tempo impiegato.Tutto questo è una sottile miscela di padronanza tecnologica e di lasciare andare le cose come vanno.

Come scegli i soggetti che vuoi rappresentare?

Ogni creazione ha la sua importanza ed il suo luogo. Questo insieme mi guida verso una rappresentazione. Inevitabilmente sono influenzato da altri artisti. Proprio questo mi ha dato la voglia di provare, ma è anche qualcosa che mi pesa perchè non mi piace il confronto. Mi piace riportare i codici della Street Art e trasportarli dentro la natura. Ci vedo un bel equilibrio, domani si vedrà.

Quanto lavoro c’è dietro alle tue creazioni?

Ho realizzato la mia prima creazione il 7 aprile 2007, il giorno che ho compiuto 27 anni. Un cerchio di composto da pietre di ceramica levigate dall’acqua, sopra una spiaggia di ciottoli. Una creazione piuttosto semplice che mi ha fatto prendere coscienza della possibilità di creare dentro l’ambiente. Da li ho realizzato 19 opere dentro la natura., di cui 13 sono visibili sulla mia galleria web e 5 saranno visibili su internet dopo la mia prossima esposizione.

Quali sono le tue ragioni per non usare Photoshop?

Con quel programma è facile trasformare una foto. Lo utilizzo spesso per fare dei fotomontaggi, ma per la Land Art lo uso il meno possibile (giusto per il contrasto e la saturazione). Quando la gente scopre le mie immagini, molti credono si tratti di un montaggio.

A queste persone vorrei poter dire: No, niente Photoshop!

Nell’istante in cui esse comprendono che le mie immagini sono reali, un’emozione li invade. Prendono coscienza del lavoro, della sua fragilità  e del suo carattere effimero. Basta questa piccola informazione e la loro visione e l’apprezzamento per il mio lavoro cambia. Per questo motivo lo preciso spesso.

Quale è la sola cosa che cambieresti del mondo?

Non cambierei nulla. A mio avviso ogni cambiamento, anche positivo, causerebbe dei cambiamenti negativi. La vita cerca sempre un suo equilibrio. Più grande è la difficoltà della prova e più grande è la soddisfazione una volta compiuta. Più intensa è una relazione amorosa, più dolorosa è la rottura. Più un Paese di arricchisce più un altro diventa povero.

Non credo in una vita senza punti negativi. L’essere umano ha bisogno del buio per apprezzare pienamente la bellezza.

Hai mai visto la follia dove più tardi hai visto la creatività?

Quando rivedo le mie immagini non mi sento folle, ma solo fiero di avere creato qualcosa.

D’altra parte quando termino una creazione e prendo coscienza del fatto che ho passato 8 ore a sistemare foglie morte nel bel mezzo della foresta.. si, mi sento folle!

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