Just Eat It, si può dire addio al food packaging?

Questa è la storia di MonoSol e della bustina di caffè che voleva scomparire. Dopo l??acqua calda, la scoperta è quello che che ci puoi dissolvere dentro.

Come sarebbe andare al supermercato e lasciare alla cassa tutti i contenitori che non sono indispensabili?

Corriamo e non c’è tempo per riflettere e catalogare l’incarto ibrido tra carta-plastica-alluminio, per liberare la spesa dal superfluo e lo stanzino dalle buste di rifiuti. Possibile che non ci sia una soluzione a questo affollamento di involucri, che più che comunicare tendono a ingombrare, che tanto proteggono i prodotti quanto danneggiano l’ambiente?

Just Eat It, si può dire addio al food packaging?

Qualcuno ha pensato bene di partire da un mercato che, solo tra gli sgabelli di Starbucks, genera un business da 180 milioni di dollari, per proporre il suo caffè solubile, incarto compreso.

La Monosol ha infatti progettato un packaging innovativo per il caffè solubile, il “prodigio” di una bustina di caffè che incontra l’acqua calda e si dissolve interamente: niente carta, plastica, macchie e tempo perso.

Già alcuni prodotti per lavatrici e lavastoviglie ci avevano stupiti e ammaliati con dei magici cuscinetti “a scomparsa”, e il packaging monodose per caffè della MonoSol ci mostra come questa innovazione potrebbe potenzialmente estendersi a molti altri prodotti.

“Le applicazioni sono limitate soltanto dalla nostra immaginazione – ha detto Matt Scearce, Media Manager dell’azienda – Abbiamo moltissimi esempi tra cui avena, cereali, caffè e thé instantaneei, dolcificanti, minestre, drinks, salse, ingredienti monoporzione per cucinare…”

Just Eat It, si può dire addio al food packaging?

Uno spazzolino con un involucro al fluoro, un arrosto con la scatola fatta di aromi e condimenti, una bottiglia di soda che si scioglie nell’acqua?

La formula magica di questi eco-incarti è patent pending e quindi ancora avvolta da un certo alone di mistero, ma in sostanza si tratta di un polimero sintetico chiamato polyvinyl alcohol (PVOH) che potrebbe seriamente essere una carta vincente per la MonoSol: attualmente la company è a caccia di partner che vogliano dare una scossa green all’universo del food packaging, propone una serie di film sintetici a disposizione dei concept e dei design di prodotto più innovativi.

L’idea su larga scala promette di pesare decisamente di meno sull’ambiente e di creare senz’altro un certo margine di risparmio, senza contare che questo tipo di materiale potrebbe cambiare il volto di prodotti apparentemente maturi e modificare le nostre abitudini in modi imprevisti…

E voi, siete pronti per questo film?

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