Berlino per startupper: la mappa di incubatori e spazi di coworking

Una rassegna di tutti i luoghi che non solo gli startupper, ma tutti gli appassionati di culture digitali, non possono perdersi quando visitano la capitale della Germania

Appena avete un paio di giorni di vacanza, vi suggerisco di spenderli a Berlino. Sono quasi sicura che non vi capita spesso di avere del tempo libero. Però credo che in questo caso si tratterebbe di tempo ben investito.
Esplorare la scena digitale berlinese, significa infatti immergersi in un network di free lancer e startupper internazionale che abita gli ex spazi industriali della capitale tedesca per qualche mese o anche solo per un giorno in cerca di contatti e stimoli creativi.

Vediamo allora quali sono i luoghi da non perdere per gli startupper che visitano Berlino.


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Incubatori universitari e fondi di investimento

Nelle ultime settimane ho descritto gli ecosistemi dell’innovazione nel nord europa (da Helsinki a Tallin) come reti singergiche di iniziative istituzionali e realtà grassroots che si co-evolvono.

A Berlino il panorama è leggermente differente, sia per ragioni storiche (le controculture giovanili ormai da qualche decennio si sono appropriate degli spazi industriali dismessi per dare vita a nuovi luoghi ri-creativi) che sociodemografiche (Berlino, a differenza di Tallin ed Helsinki, è una metropoli, la seconda d’Europa dopo Londra). A Berlino, innovazione istituzionale e culture giovanili, piuttosto che co-evolversi, sembra comincino ora a convergere, a trovare dei punti di contatto, ma a partire da due percorsi separati.

Da un lato abbiamo le università tedesche con strutture dedicate, come l’Humboldt Innovation e l’Entrepreneurship center. Quest’ultimo è un ufficio interno alla Technical University (TU) di Berlino, mentre il primo è una società separata della Humboldt-Universität. Entrambe queste realtà si occupano di trasferimento tecnolgico e forniscono servizi di incubazione a studenti, ricercatori e professori, in modo simile a quanto avviene negli incubatori universitari italiani.

A fianco delle strutture universitarie, vi sono le realtà private come il fondo Earlybird e gli incubatori come Springstar e Rocket Internet. Come descritto nell’interessante post Paris & Berlin – The tale of two cities, a Rocket Internet non lavorano startupper, ma manager sottoposti ad un’altissima pressione per raggiungere gli obiettivi dell’azienda, gestire assunzioni e licenziamenti, e poter fare carriera anche con pochissima esperienza pregressa.

Oltre a fondi e incubatori, in zona c’è anche uno dei caffè più geek di Berlino: St. Oberholz, popolato da programmatori solitari e team impegnati in sessioni di coaching.

Coworking per freelancer e startupper

Passiamo ora dall’altro lato del fiume e addentriamoci nel quartiere di Kreuzberg. E’ in questa zona che si sono diffusi gli spazi di coworking per freelancer che sempre più frequentemente ospitano anche startup e offrono servizi specificatamente pensati per questo tipo di business.

Uno dei primi coworking creati a Berlino è stato The Business Class Net. Alla base del progetto vi è l’idea che più le forme di lavoro diventano indipendenti dal contesto e mobili, più è importante radicarsi socialmente grazie ad una rete di contatti internazionali. Per questo Manu Kumar, il fondatore, ha creato una rete di coworking intercontinentale (da Bangalore a Itaparica) che, nella sede berlinese (una ex fabbrica di birra e di cioccolato) ospita startupper digitali, così come coreografe, ballerine, produttori di té verde e studi di design quali Beyond Berlin.

Tra i 10 coworking più cool del mondo, ci sono anche i berlinesi co-up e betahaus.
Co-up è uno spazio di coworking che organizza eventi coinvolgento le community di programmatori locali e mette a disposizione scrivanie in condivisione, tutto organizzato attraverso il tool Cobot, che consente di gestire la flessibilità dei servizi offerti.

Personalmente, il mio preferito è però betahaus. E’ infatti questa la struttura dove si percepisce la convergenza tra le (contro)culture giovanili e le nuove forme di imprenditorialità. La betahaus è infatti un edificio di 4 piani, il primo dei quali è occupato da un caffè frequentato da geek. Nei restanti piani vi sono una serie di spazi dedicati alla differenti esigenze dei coworker: dal laboratorio attrezzato con stampanti 3D e cacciaviti in affitto per realizzare prototipi di oggetti di design, alla “silent room” per coloro che apprezzano il coworking ma necessitano di lavorare in un ambiente silenzioso e tranquillo. Se volete visitare la betahaus potete prenotare il tour guidato tutti i martedì pomeriggio alle 17.30, oppure iscrivervi alla Betabreakfast, che ogni giovedì mattina ospita freelancer, startupper e i loro pitch.




Sempre nel quartiere di Kreuzberg stanno nascendo anche nuove strutture, come Webworker Berlin, che oltre all’affitto di scrivanie e sale riunioni, mette a disposizione anche un “ufficio virtuale”, consentendo alle startup di avere il proprio indirizzo in uno dei quartieri più ambiti della città.


State già preparando le valigie per Berlino? Beh, allora portate con voi la lista di luoghi in cui fare il check-in.