Come si riconosce un Boss perfetto?

Vi proponiamo 8 "convinzioni" che hanno aiutato CEO di importanti aziende ad arrivare al successo

Dopo aver scoperto le qualità che rendono speciale un impiegato, non potevamo non proporvi un analisi delle caratteristiche che rendono un boss “straordinario”.

In questo articolo, Geoffrey James ci descrive i risultati di una serie di interviste rivolte ai CEO di aziende di successo.

Le risposte mostrano che i migliori “Boss”, quelli con la B maiuscola, vedono le cose in modo diverso. Risulta infatti che rispetto alla media dei dirigenti che si trovano in circolazione, i loro punti di vista siano profontamente diversi.

Aziende: ecosistema vs campo di battaglia

Solitamente i superiori pensano ad un impresa come ad una battaglia: i concorrenti sono acerrimi nemici e i clienti sono un territorio nemico da conquistare.
I boss di successo, al contrario, pensano alla loro azienda come ad un sistema, una simbiosi nei quali si lavora in team per rispodere velocemente alle sfide esterne.

…comunità vs macchina

I dipendenti possono essere visti come freddi e distanti ingranaggi di una macchina. Il risultato si raggiunge solo attraverso rigide regole e un forte controllo.

Non sempre questa struttura è vincente, un buon capo deve considerare la sua azienda come un’insieme di tante individualità, fatte di speranze e sogni, con i quali si deve confrontare per lavorare al meglio.

Management: no controllo ma servizio!

I boss credono che a loro spetti principalmente dettare regole e controllare che vengano eseguite perfettamente, le iniziative personali vengono liquidate con un “aspetta ce vediamo cosa dice il capo”.

Questo è naturalmente un grande limite, le realtà vincenti vedono manager che lavorano con e per i dipendenti. SI lmitano a impostare la direzione generale, fornendo un supporto al personale per reperire le risorse necessarie per svolgere il loro lavoro. Il processo decisionale si decentra e i manager intervengono in caso di emergenza.

Dipendenti: pari non figli!

I boss straordinari considerano ogni lavoratore come un elemento essenziale all’interno dell’impresa. Trattano i dipendenti come loro pari e non commettono l’errore comune di concepirli come esseri immaturi, che producono solo se controllati come farebbe un genitore.

Motivazione: vision comune e non imposizione

La paura è comunemente usata usata per motivare le persone, questo però scoraggia i dipendenti dal prendere decisioni rischiose. Un buon capo sa che deve saper coinvolgere i dipendenti negli obiettivi aziendali.

Se la vision dell’impresa è condivisa dal personale, questo godrà dei successi aziendali e lavoreranno di più per raggingerli.

Cambiamenti: crescita o disastro?

I cambiamenti non sono necessariamente qualcosa di complicato e minaccioso. Possono celare grandi opportunità, ma solo grazie a un pizzico di coraggio e una grande apertura verso le nuove idee si riesce a riconoscerle e coglierle. I grandi boss lo sanno, sanno che non si tratta di soluzioni estreme ma di step necessari per crescere.

Tecnologia: potere vs automazione

La tecnologia rappresenta un mezzo importante per rafforzare il potere attraverso il controllo. A questo scopo vengono implementati sistemi informatici freddi e mal visti dai dipendenti.

Utilizzarla in questo modo è riduttivo, la tecnologia deve svolgere i lavori ripetibili, per permettere all’essere umano di concentrare le risorse e liberare la sua creatività.

Divertimento vs fatica

I dirigenti, ma anche molti lavoratori, concepiscono il lavoro come un male inevitabile, i capi diventano oppressori e i dipendenti delle vittime.
Inutile dire che è una visione al quanto riduttiva, il lavoro deve essere divertimento!
E’ quindi importante assegnare ad ognuno il compito che lo rende più soddisfatto e felice, in questo modo aumenta la produttività e anche il capo è contento! 😉

Jobs, il CEO più amato in Silicon Valley!

Per concludere vi mostriamo una simpatica classifica dei boss più amati in della SV.