Startup, carriera e societing al centro di una tempesta di “tweet”

Un TweetStorming per parlare dell??invito di Ben Casnocha e Reid Hoffman all??autoimprenditorialità ai tempi del trionfo del ??societing?

Alessia Di Raimondo

Sub-Editor Sezione Startup

“Per adattarci alle sfide professionali della nostra epoca, dobbiamo riscoprire il nostro istinto imprenditoriale ed esercitarlo per forgiare nuovi tipi di percorsi professionali”

Queste righe tra le pagine di “Teniamoci in contatto” (titolo originale “The Startup of you”) nato dallo sposalizio di idee di Ben Casnocha, giovanissimo imprenditore “guru” della Silicon Valley, e Reid Hoffman, co-fondatore di Linkedin, per incoraggiare i giovani che si lanciano nel mondo del lavoro, invitandoli a valorizzare il concetto di “imprenditorialità”, partendo in primis da se stessi.

Se ne è parlato in occasione del TweetStorming organizzato lo scorso 11 maggio dal Centro Studi Etnografia Digitale e dalla Rete per l’eccellenza nazionale (RENA) ed ospitato nell’ambito del contest “Vulcanicamente” (competition già trattata nelle pagine di NM) nello scenario campano.

Ai tempi in cui la valorizzazione del concetto di “societing” è necessaria perché le imprese vivono sulla base di reti di relazioni ed i network sociali si incrociano fino a creare un “groviglio” dal quale chi resta fuori può considerarsi “game over”, si sfrutta l’innovazione sociale, un TweetStorming, per invitare esperti, appassionati o semplici curiosi a partecipare ad una discussione aperta su un tema di attualità.

Di queste tematiche, con focus sul “societing”, parla Alex Giordano, co-fondatore del Centro Etnografia Digitale e co-organizzatore del TweetStorming, nell’edizione italiana del “Libro Bianco sull’Innovazione Sociale”.

TweetStorming: di che si tratta?

Una comunità riunita nello spazio Twitter è stata invitata a partecipare alla discussione “Startup, dell’autoimprenditoria e dell’innovazione sociale” attraverso l’hashtag #startuptime, per riflettere sul tema delle startup nel duplice significato di modello di business e strumento di “societing”.

Sono stati rilevati complessivamente 503 tweet da parte dei 75 utenti twitter connessi dalle 17 alle 19 del giorno in cui l’evento è stato lanciato, adottando una metodologia di analisi qualitativa, un’analisi etnografica, sulla base della rilevazione quantitativa dello stream di tweet e la loro relativa mappatura visuale.

Il flusso di conversazioni diventa «una questione di avvenire, la domanda dell’avvenire stesso, la domanda di una risposta, di una promessa e di una responsabilità per il domani» (Derrida , 1995, p.47).
Proprio per questo abbiamo scelto lo strumento del TweetStorming per trattare un tema delicato come quello delle startup ed abbiamo deciso di diffonderlo con un documento
.”

afferma Alex Giordano e continua:

Non è un caso che questo capiti oggi, nei giorni in cui quella delle startup rischia di diventare una nuova ideologia a sostegno degli ultimi rantoli di un immaginario ormai vecchio e decadente.
Del resto di ideologie non abbiamo bisogno, sappiamo già cos’è che non va e che cos’è che vogliamo, è quindi di strumenti che abbiamo bisogno.
La nostra ricerca vuole essere un augurio per lavorare tutti in questa direzione
.”

I risultati del TweetStorming ed i messaggi chiave di Ben Casnocha

L’analisi dello scambio comunicativo che si è venuto ad instaurare tra gli utenti connessi sul Social Network è stata editata nel documento “A digital ethnography of #startuptime“, per evidenziare la riflessione conclusiva che ne è scaturita: l’importanza di fare rete, mantenersi sempre pronti ad evolvere la rete al mutare delle condizioni esterne (di mercato e sociali) e mappare le reti, per una gestione delle stesse il più produttiva possibile.

In tema “startup” cosa è emerso dall’analisi dei tweet condotta attorno al topic del libro presentato da Casnocha?

Le startup in Italia incontrano il limite dell’arretratezza del Paese: eccessiva burocratizzazione e ristretto mindset del cittadino medio italiano sono dei limiti alla crescita imprenditoriale.

Posizione che non ha trovato concorde Casnocha, il quale ha sottolineato che per lui una startup è “una comunità fatta a Rete” e che le tre regole d’oro per coltivare la Rete e superare, così, gli apparenti ostacoli allo sviluppo del business sono:

– interagire con le persone il più possibile;
– mantenere i contatti vivi anche a distanza di anni;
– pensare che fare un favore oggi ad una persona si potrà tradurre in un aiuto ricambiato domani.

Molto importante per Casnocha è la figura del “mentore”, figura saggia ed esperta che infonda coraggio e sapere, insieme a quella del “leader”, soggetto carismatico che faccia comunità con i suoi collaboratori.
Questi singoli soggetti uniti alla comunità, i network sociali, possono fare il successo di una startup.
Mappare le reti è quindi l’invito: capire chi all’interno della propria rete di contatti sa fare cosa, come ci può aiutare e come noi possiamo aiutare lui.

Startup ed innovazione sociale si sposano, quindi, ma elevandosi da concetti economici a concetti etici, scaturenti dall’aiuto spontaneo e reciproco.

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