Nielsen: aumenta la fiducia nell'Earned Advertising

Ecco i punti chiave dell'ultimo report Nielsen "Global Trust in Advertising and Brand Messages" pubblicato ad Aprile.

La voce di altri consumatori continua a rimanere il media più credibile, infatti il 92% dei consumatori di tutto il mondo dichiara di fidarsi di quelli che vengono definiti “earned” media come il classico passaparola oppure le semplici raccomandazioni dei conoscenti.

Questo è quanto emerge dal recente Report di Nielsen intitolato “Global Trust in Advertising and Brand Messages” condotto intervistando oltre 28.000 utenti internet in 56 Paesi tra cui l’Italia.

Il secondo posto, come media più “fidato”, è occupato dai commenti degli utenti online (70%), che possono essere definiti come la declinazione online degli earned media prima citati.

Il report evidenzia inoltre come gli earned media stiano guadagnando fiducia nei consumatori (+18%  il trend dal 2007), il che è in controtendenza con l’atteggiamento riposto nei confronti dei media più tradizionali come la tv, le riviste e gli annunci sui quotidiani (rispettivamente -24%, -20%, -25% tra il 2009 e il 2011).

Come spiega Randall Beard, Global Head Advertiser Solutions di Nielsen, una delle più plausibili motivazioni di questa tendenza è la proliferazione di messaggi mediatici (+7% dal 2010) che genera di riflesso un impatto positivo sulla percezione da parte del pubblico di forme alternative di advertising e sugli earned media.

La Fiducia su Internet, adv social e mobile

Un buon livello di fiducia è assegnato anche agli “owned” media online, tanto che quasi 6 consumatori su 10 (58%) ritengono che le informazioni contenute all’interno dei siti web aziendali siano credibili, ed esattamente 5 su 10 (50%) considerano affidabili le newsletter che ricevono dopo essersi iscritti.

Seguono in questa speciale classifica gli annunci visualizzati nei risultati dei motori di ricerca che sono ritenuti affidabili dal 40% dei consumatori intervistati (+6% dal 2007).

A seguire, a pari merito con gli annunci sponsorizzati all’interno dei social network (social adv), i video pubblicitari online che iniziano a raggiungere un livello di fiducia rilevante (36%) e registrano un interessante trend di crescita dal 2007 (+26%).

Per quanto riguarda invece il mobile il livello di fiducia è più basso, anche se gli annunci display (video o banner) su dispositivi come tablet e smartphone sono comunque considerati affidabili da un terzo (33%) degli intervistati . E tutti gli altri media direte voi? Eccovi l’elenco completo:

I consumatori Europei? I più diffidenti

Gli europei intervistati segnalano i livelli di fiducia più bassi in assoluto per ogni forma di media analizzata. La differenza media di fiducia è di 13,78 punti percentuali in meno rispetto alla media globale. In particolare è interessante segnalare che la differenza più elevata si segnala sulle forme pubblicitarie sui media tradizionali: tv, riviste, affissioni e quotidiani (rispettivamente -18%, -19%, -18%, -18%). Ecco l’elenco completo.

E quali media sono più utili?

Oltre ad aver analizzato la fiducia degli intervistati, l’indagine Nielsen ha esaminato anche quali sono i media e le forme di advertising che i consumatori reputano più utili nella ricerca di informazioni su un prodotto.

La ricerca di Nielsen ha evidenziato una stretta correlazione tra fiducia e utilità dei mezzi, mostrando di fatto, come i risultati relativi prima ricerca siano spesso speculari a quelli rilevati con l’analisi dell’utilità. Quali sono quindi i media su cui possiamo trovare proprio le informazioni che stiamo cercando? Ecco la lista completa.

Alcune considerazioni

Il report Nielsen evidenzia come gli earned media stiano guadagnando sempre più spazio nella mente del consumatore che sta invece perdendo fiducia nelle comunicazioni offerte su media tradizionali dai brand. Tuttavia, in un ambiente media frammentato come quello odierno, l’utilità e la pertinenza dei messaggi molto spesso fanno rima con Fiducia, e questa correlazione dovrebbe sempre essere un punto di partenza per massimizzare il ROI di ogni comunicazione pubblicitaria.

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