Modelli di business nel riuso dell'informazione pubblica [INTERVISTA]

Parliamo di Open Data: abbiamo visto come possono essere utilizzati per aumentare la trasparenza delle PA e come siano stati attivati contest come Apps4Italy per diffonderne la cultura.

Con questa intervista a Michele Osella vogliamo quindi capire come la PSI (Public sector information) può essere utilizzata per creare nuovi business. Michele è “Ricercatore & Business Analyst” presso la “Business Model & Policy Innovation Unit” dell’Istituto Superiore Mario Boella (ISMB), un centro di ricerca applicata nell’ambito delle ICT. All’ISMB operano sia ricercatori con competenze tecniche, sia gruppi con un orientamento più economico e robuste competenze relative ai business model.

E’ per questo che la Regione Piemonte si è rivolta a Enrico Ferro e Michele Osella per realizzare uno studio relativo ai modelli di business che possono emergere dal riuso dell’informazione pubblica. Dopo un anno di lavoro, la ricerca dal titolo “Modelli di business nel riuso dell’informazione pubblica” è stata pubblicata online.

Come è nata questa ricerca?

“La ricerca ci è stata commissionata dalla Regione Piemonte. Il Piemonte è stata la prima regione in Italia ad aver aperto un portale sugli Open Data. Oltre ad essere fast mover la Regione ha come obiettivo la definizione di una traiettoria evolutiva dell’uso della PSI nel contesto italiano.”

“Per questo è interessata a capire non solo come il dato pubblico può essere utilizzato per rendere più trasparente la PA, ma anche come può diventare uno strumento da inserire nei processi di business dell’azienda, sia per interiorizzare i dati, sia come ingrediente per realizzare prodotti e servizi da vendere al mondo.”

Come avete condotto lo studio?

“Si tratta di una ricerca qualitativa basata su case studies. Abbiamo inzialmente creato una long list di imprese che operano nell’ambito degli Open Data a partire da una molteplicità di fonti; quindi ne abbiamo selezionate 13 da intervistare. Il campionamento è stato fatto selezionando innanzitutto i casi di successo a livello globale, come ad esempio Google e IBM. In secondo luogo abbiamo fatto un focus sul mondo italiano.”

Qual è l’elemento più interessante emerso dalla ricerca?

“Un fenomeno emergente è il service advertising, in cui il dato pubblico funziona come attraction tool. Nel display advertising classico c’è un inserzionista che paga per inserire il proprio brand in un contesto di visibilità online. Nel mondo del dato pubblico ci sono alcune aziende che stanno cominciando a proporre l’uso del dato pubblico ad altre aziende per attrarre i clienti, per dimostrare di essere “illuminati”. E’ ad esempio quello che fa IBM con City Forward. Sono iniziative molto interessanti dal punto di vista dell’utente, anche se non sono il core business dell’azienda stessa. Stanno quindi nascendo delle aziende che abbiamo chiamato “officine pubblicitarie” che realizzano per conto terzi in modalità white label prodotti o servizi basati sulla PSI.”

Quando un dato è aperto, è possibile ancora avere un vantaggio competitivo?

“Sì, perchè il dato aperto, piuttosto che ridurre, sposta il vantaggio competitivo. Se il dato è chiuso, da un punto di vista tecnico (non è machine readable, non è esposto via API) o economico (il dato è a pagamento), pochissimi possono accedervi, quindi è fonte di vantaggio competitivo.”

“Tuttavia il vantaggio competitivo è presente anche in un regime in cui la PSI è completamente aperta. In particolare si può parlare di vantaggio competitivo:
A) Orizzontale: ad esempio avendo degli algoritmi che consentono di fare previsioni sulle serie storiche o simulazioni ad agenti. In questo caso la competenza può essere applicata ad una molteplicità di contesti e settori.
B) Verticale: ad esempio nel caso in cui un’azienda riusi i dati facendo leva sulle specifiche competenze di dominio.”

Le imprese sono aperte nei confronti dell’uso dei dati pubblici?

“Le aziende hanno dei timori fondati ad avvicinarsi al dato pubblico. Il primo riguarda la mancanza di garanzie della qualità del dato. Il secondo, ancora più problematico, è l’incertezza che il dato venga aggiornato. Cambiano le amministrazioni, i tecnici, i progetti e questo mette a rischio l’aggiornamento.”

Per approfondimenti

La PSI dunque offre delle opportunità di business, ma al contempo esistono elementi problematici ancora da affontare. Se siete interessati ad approfondire il tema, è a disposizione sia il report integrale in lingua italiana, sia il policy brief della ricerca “Modelli di business nel riuso dell’informazione pubblica”.
Se invece siete interessati a partecipare alla discussione, potete unirvi al dibattito attraverso Twitter (#psi4profit) o mediante il gruppo LinkedIn PSI4Profit.

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